Notizie Febbraio 2008

Notizie Febbraio 2008
Febbraio 2008
L'acquisto di terre beneficia i latifondisti
da Estado de S. Paulo, 7 febbraio
Il governo più che procedere agli espropri delle terre improduttive, sta comprando terre per la riforma agraria. Stanno spendendo più di un miliardo all'anno per questo. "Questo è un premio al latifondo", ha detto Stedile. Gli espropri che erano nell'ordine di un milione di ettari all'anno, sono calati a 200.000, il che è ridicolo. Anche Caralo della Contag sostiene che gli acquisti stanno sopravvalutando le terre in alcune regioni. Stedile e Carolo vorrebbero la modifica degli indici di produttività.

AMAZZONIA: È ora di accusare qualcuno
Maurício Thuswohl giornalista di Carta Maior, 3 febbraio
È ora di esigere che l'agrobusiness che non ha mai smesso di esercitare pressione sulla foresta quando gli è stato utile assuma responsabilità pubbliche per evitare la distruzione del maggior patrimonio ambientale del paese. Assistendo allo scontro verbale tra i ministri Marina Silva (Ambiente) e Reinhold Stephanes (Agricoltura) durante la riunione che ha analizzato nei giorni scorsi l'aumento del disboscamento in Amazzonia, il presidente Lula ha detto: "Non è il momento di accusare nessuno". Forse Lula voleva solo calmare gli animi ma molti media hanno attribuito a queste parole del presidente una ammonizione a Marina Silva. La ministra aveva infatti accusato l'espansione dell'allevamento e della coltivazione di soia come fattori principali della crescita del disboscamento nel secondo semestre dell'anno scorso, oltre ad esigere dai grandi produttori rurali una inversione di tendenza di questa espansione. Se il governo federale non vuole abbandonare la lotta contro il disboscamento dell'Amazzonia, bisogna "accusare" qualcuno. È ora di esigere che l'agrobusiness assuma le sue responsabilità per evitare la distruzione del maggior patrimonio ambientale del paese. Il ministro Stephanes ha annunciato entusiasta il 15 gennaio che l'agrobusiness ha chiuso il 2007 con un saldo record di 49,7 miliardi (grazie soprattutto all'aumento del prezzo internazionale di alcuni prodotti agricoli come la soia, la carne bovina ecc). Alcune organizzazioni ambientaliste avevano avvertito che l'aumento del prezzo di questi prodotti nel 2006 si sarebbe trasformato fatalmente in un nuovo ciclo di devastazioni nel 2007 e così è stato.

RIFORMA AGRARIA: Perché non va?
da Carta Capital, 24 gennaio. di Phydia de Athayde e Rodrigo Martins (SINTESI DELL'ARTICOLO)
Partendo da un'alisi della situazione dell'ovest paulista, l'articolo riflette sulle difficoltà della riforma agraria. Nel 2007 sono stati espropriati solo 107.000 ettari senza considerarne altri 166.000 che si riferiscono a procedimenti portati a termine a dicembre. Anche così la cifra complessiva è molto inferiore ai 555.000 ettari del 2006 o ai 977.000 del 2005.
Il ministro dello sviluppo agrario Cassel, dice che il basso numero degli espropri non riflette gli sforzi del governo. "la riforma agraria non è solo rappresentata dagli insediamenti. Non serve insediare senza fornire le infrastrutture di base perché possano cominciare a produrre". Non abbiamo mai speso tanti soldi nell'acquisto di aree per gli insediamenti, continua il ministro: 1,3 miliardi di reais. L'obiettivo è insediare 100.000 famiglie all'anno, con qualità. Non ci sono miracoli, puntualizza. Uno dei motivi per cui gli espropri sono invece tanto pochi è determinato dai vecchi indici di produttività che risalgono al 1975 e che il ministro assicura saranno rivisti nel 2008. Si tratta di un antico impegno di Lula più volte ribadito dal presidente. Ma la discussione è anche su come verranno rivisti questi indici e quanto quindi modificheranno la situazione.
Secondo studi dell'Incra la riforma agraria è bloccata anche dal fatto che i giudici salvo eccezioni non applicano il rito sommario di esproprio (come esige la legge), offrendo invece ai proprietari tutte le possibilità di dimostrare che la terra è produttiva. Ci sono poi 170 milioni di ettari di terre pubbliche di cui alcuni si sono indebitamente appropriati (la cosa è più grave nella regione Nord ma è presente anche in stati come il Mato Grosso).
Un altro problema è che secondo alcuni non ci sono più terre improduttive vicine ai grandi centri in cui si concentrano i consumatori e le infrastrutture di distribuzione.
Ariovaldo Umbelino de Oliveira, professore di geografia agraria della USP sostiene che l'Incra sa molto bene quali proprietà sono improduttive ma non divulga queste dati e accusa l'organismo di corruzione. Il professore accusa il governo di non aver fatto praticamente nulla per la riforma agraria. I dati dell'Incra non sono onesti perché spacciano come nuovi insediamenti, reinsediamenti in aree già esistenti, aree indigene e di quilombos che sono state regolarizzate ecc. Di fatto con la riforma agraria, fino al 2006, il governo Lula ha insediato solo 150.000 famiglie, dice.
Anche Stedile critica i numeri ufficiali. "abbiamo più di 150.000 famiglie accampate, dice, solo il 10% degli insediati ha avuto accesso al Pronaf (programma di sostegno all'agricoltura familiare). Abbiamo più di 40 progetti educativi in attesa di risorse e nel 2007 si è bloccato anche il programma di acquisti anticipati dei prodotti della riforma agraria".