Notizie di Novembre 2003

Notizie Novembre 2003
22/11 Un'Alca disidratata (Letraviva MST/Folha)
Le notizie che arrivano da Miami stanno indicando che gli USA e gli altri paesi accetteranno per ora l'indicazione brasiliana per un accordo Alca "disidratato" cioè più flessibile e meno ampio di quello previsto all'origine. L'Alca dovrebbe includere un insieme minimo di benefici e obblighi. I paesi che lo volessero potrebbero negoziare impegni aggiuntivi su base bilaterale o multilaterale. Nessuno sarà poi forzato ad assumere impegni su temi problematici come per esempio l'antidumping, gli investimenti, la proprietà intellettuale e gli acquisti del governo.
È presto per festeggiare. Il passo indietro USA è tattico e temporaneo, vogliono evitare la catastrofe tipo Cancun. Gli USA non nascondono la loro scontentezza. L'agenda definita a Miami sarà vaga e generica. Canada, Cile e Messico hanno criticato questo modello di Alca uscito dall'accordo USA-Brasile. Avendo accordi molto ampi con gli USA insistono che anche Brasile, Argentina e gli altri partecipanti all'ALCA devono assumere impegni dello stesso tipo. Non possono altrimenti ottenere gli stessi vantaggi (in termini di accesso al mercato USA, per esempio). Anche gli USA hanno detto che i vantaggi devono essere proporzionati agli impegni che si assumono.
Il Brasile accetta il principio della corrispondenza tra benefici e obblighi ma ritiene che questa corrispondenza deve essere negoziata all'interno di ciascuna categoria di accordo.
(sintesi di un testo di Paulo Nogueira Batista Jr. economista e ricercatore)

21/11- I lavoratori rurali marciano contro l'ALCA e i transgenici a Brasilia
Nel pomeriggio del 21 novembre, i lavoratori rurali accampati dal 19 novembre a Brasilia hanno realizzato una marcia che si è conclusa di fronte all'Ambasciata USA contro l'ALCA. Oltre ai lavoratori rurali che fanno parte dei movimenti che compongono Via Campesina, hanno partecipato anche funzionari in sciopero dell'Embrapa e lavoratori rurali della Contag. Alla fine dell'atto, i lavoratori hanno gettato spighe di mais transgenico di fronte all'ambasciata.

21/11 - Lula incontra i lavoratori rurali a Brasilia (Letraviva MST)
La mattina del 21 novembre il presidente Lula ha incontrato circa 5000 lavoratori rurali che il giorno precedente avevano partecipato alla Conferenza della Terra per un Piano Nazionale di Riforma Agraria. Nelle parole del presidente "il Piano è essenziale per la realizzazione della Riforma Agraria, ma la borghesia non vuole che questo accada". Lula ha poi chiesto ai contadini di avere pazienza poiché la Riforma Agraria non accadrà per magia". L'incontro è avvenuto nel Padiglione delle Esposizioni a Brasilia, luogo dove i lavoratori che avevano marciato per 10 giorni, erano accampati.

21/11 - Lula: la riforma agraria sarà fatta con obiettività (sito PT)
Il governo - ha detto Lula incontrando i lavoratori agricoli - non vuole solo insediare le famiglie, ma organizzarle in cooperative, preparare le istituzioni bancarie perché il credito al piccolo agricoltore sia ben utilizzato, portare la tecnologia nelle campagne. "La riforma sarà fatta con l'obiettività necessaria, ma all'interno di alcune priorità. Il nostro problema non è solo insediare. L'esperienza di collocare dei miserabili in un cantone c'è già stata. Il lavoro è più difficile, è organizzare i lavoratori in cooperative, portare la tecnologia nelle campagne. Costruire una combinazione tra produzione, industrializzazione e commercializzazione. Dobbiamo discutere negli insediamenti che tipo di case verranno fatte. Bisogna costruire un nuovo modello di scuola, un nuovo modella di sanità".
Stedile ha ringraziato il presidente e ha detto che la maniera più economica di creare posti di lavoro è investire nell'agricoltura familiare e nella riforma agraria: "Grazie presidente per essere venuto qui - ha detto - la sua presenza e il suo gesto rivelano il sentimento del "companheirismo". Stedile ha aggiunto che il Presidente della Repubblica sta confermando che non si preoccupa solo dei numeri e della matematica ma mette al primo posto la vita e i sentimenti. Stedile ha inoltre sottolineato che la riforma agraria è urgente e necessaria e dichiarandosi a fianco del governo ha affermato "Non ho paura. Noi saremo soldati di questa battaglia"

20/11 - Rossetto afferma che il 2004 sarà l'anno della riforma agraria (Carta Maior)
All'apertura della Conferenza della Terra a sostegno del Piano Nazionale di Riforma Agraria, il Ministro Miguel Rossetto ha affermato che il 2004 sarà l'anno della riforma agraria in Brasile. "Sappiamo che abbiamo fatto poco quest'anno. Le cose cambieranno, devono mutare". Genoino, presidente del PT, ha cercato di dividere le responsabilità in relazione alla riforma agraria. La riforma deve salire tre rampe di scale- quella del Planalto, quella del Congresso e quella del Potere Giudiziario. "Sappiamo che gran parte dei processi di esproprio si scontra nelle decisioni di alcuni giudici". Ha dichiarato.

20/11 - Rossetto promette 400.000 insediamenti entro il 2006 (Caros Amigos)
Il Ministro Rossetto ha promesso a Brasilia, durante la Conferenza della Terra che entro il 2006 saranno insediate 400.000 famiglie, 130.000 saranno beneficiate da programmi di credito fondiario e altre 500.000 otterranno i titoli di proprietà di terre che già occupano. Ciò che non vogliamo e che ha provocato conflitti - ha aggiunto il ministro - è la eccessiva lunghezza dei processi. Alcuni durano anche 7/8 anni e questo provoca una enorme tensione sociale.
All'inizio della settimana il ministro aveva annunciato un obiettivo di 355.000 famiglie da insediare attraverso il PNRA, cosa che ha generato dure critiche da parte dei movimenti di senza-terra, che hanno definito "ridicola", "meschina", "insufficiente" questa meta. L'obiettivo è stato ora portato a 400.000 famiglie. João Paulo Rodrigues, del coordianmento nazionale del movimento ha dato sei mesi al presidente per realizzare parte degli obiettivi: Non c'è tregua per il presidente Lula, né c'è tregua nelle occupazioni" ha affermato. Se si arriva alla metà dell'anno e il presidente non ha realizzato quello che è stato promesso oggi, di insediare le famiglie che sono accampate, di andare avanti nel processo di riforma agraria, non c'è dubbio che i lavoratori, non solo del MST, ma anche di altri movimenti sociali, torneranno a fare lotte come è stato fatto con altri governi".
Rossetto ha sottolineato che "tutte le risorse per mettere in pratica il PNRA sono garantite".
Nel 2004 Rossetto ha promesso l'insediamento di 115.000 famiglie. Non ha detto da dove verranno le risorse ma ha affermato che nel prossimo hanno le risorse destinate all'acquisizione della terra devono passare dalla previsione attuale di 630 milioni di reais a 2.54 miliardi di reais (1 euro = 3,3 reais)

19/11- Il Piano Nazionale di Riforma Agraria elaborato dal gruppo coordinato da Sampaio (Carta Maior)
Insediare un milione di famiglie, generare tre milioni di posti di lavoro diretti e permanenti nelle campagne, elevare il reddito minimo degli insediati a 3,5 salari minimi, ampliando la partecipazione degli insediamenti dall'1% all'8% del Prodotto Interno Bruto (PIB) agricolo. Garantire alla popolazione rurale l'accesso ai diritti sociali, soprattutto la pensione e ai programmi di trasferimento diretto del reddito, come la Borsa Famiglia. Questo al costo dell'1,5% del PIB, circa 18 miliardi investiti in quattro anni. Sono queste le mete del Piano Nazionale di Riforma Agraria PNRA, elaborato dall'equipe coordinata da Plinio de Arruda Sampaio. Il progetto è costituito da 100 pagine ed è stato preparato in 12 settimane da 8 tecnici e 40 funzionari dell'Incra. È un piano per costruire nuovi insediamenti e recuperare quelli antichi, basato sull'esproprio delle terre improduttive. I coloni dispongono di tre anni per definire il modello di insediamento, poi cominciano a pagare il 5% all'anno del costo della terra, per 20 anni. Il Piano propone anche una ridefinizione della politica agricola.
Il Piano corre il rischio di restare sulla carta. Dal 15 ottobre è nelle mani del Ministro Rossetto. Il Ministro sta per presentare un suo programma. Si parla di allungare il tempo di realizzazione ad 8 anni
Il Piano prevede l'insediamento nei prossimi quattro anni di un milione di famiglie. Per fare questo il governo dispone inizialmente di circa 120 milioni di ettari di terre improduttive, secondo i criteri che risalgono al 1970 (un capo di bestiame per ettaro). Se fossero adottati indici più moderni, questo numero raddoppierebbe, ragione per cui il PNRA propone di modificarli. Anche così i 120 milioni di ettari disponibili sarebbero sufficienti per l'esecuzione della riforma nei primi quattro anni. Le terre pubbliche innalzerebbero la quantità delle terre disponibili a circa 200 milioni. "La terra è quel che non manca" garantiscono i tecnici che hanno partecipato all'elaborazione del piano.

20/11-Plinio de Arruda Sampaio: Starei male se il mio piano non fosse utilizzato (Folha)
Plinio de Arruda Sampaio economista, professore, un pezzo della storia del PT, l'uomo che ha coordinato il gruppo che ha stilato il Piano Nazionale di Riforma Agraria, ha reagito così ad alcune domande sul fatto che il governo utilizzi o meno il suo lavoro. "Ho consegnato al ministro un piano contro il latifondo - ha detto - e la Costituzione dice di combattere il latifondo" Sampaio è stato indicato dallo stesso presidente per coordinare il lavoro del Piano e vuole mantenere buone relazioni sia con il governo che con i movimenti sociali. Il suo progetto elaborato tra luglio e ottobre parla dell'insediamento di 1 milione di famiglie entro il 2006, della creazione di una legislazione che serva a far restituire subito allo stato le terre "grilade" e della modificazione dei criteri con i quali si valuta la produttività dei terreni, tra gli altri punti che danno priorità all'ottenimento della terra attraverso l'esproprio. Al contrario di ciò che dice il piano del ministero, il progetto dell'economista scarta l'idea di dare priorità a programmi di credito fondiario. Aggiunge Sampaio "È sbagliato dire che il mio piano preoccuperà i produttori, come se questi dovessero smettere di produrre. Preoccuperà si il produttore, ma nel senso che saprà di dover produrre di più per non lasciare la sua terra oziosa e soggetta all'esproprio".

21/11 Gli obiettivi di Lula sulla riforma agraria dividono i commentatori: il parere di Bernardo Mançano Fernandez (Folha)
Il geografo Bernardo Mançano Fernandes, della Unesp (Universidade Estadual Paulista), molto vicino al MST, commentando le dichiarazioni del governo dell'inizio della scorsa settimana, sull'insediamento di 355.000 famiglie entro il 2006, ha commentato: "Con questo numero di insediamenti la struttura fondiaria del paese non sarà modificata". Il governo Lula non avrà realizzato la riforma agraria se insedierà solo 355.000 famiglie attraverso l'espropriazione. La regolarizzazione fondiaria di 500.000 famiglie e l'insediamento di altre 150.000 attreverso il credito fondiario non sono secondo Mançano politiche di riforma agraria. Nel primo caso, le famiglie continuano ad occupare le stesse terre che già occupavano. Nel secondo un lotto passa da un piccolo proprietario a un altro. Non si modifica quindi in questi due casi la struttura fondiaria. Questo non vuol dire che Mançano (che ha partecipato con Sampaio alla stesura del PNRA) si opponga alla realizzazione di questi progetti. "Lula, se non vuole mentire, deve dire che farà una politica di insediamenti rurali e di regolarizzazione fondiaria e non una riforma agraria. Per fare la riforma agraria deve insediare un milione di famiglie attraverso l'espropriazione".

21/11 Gli obiettivi di Lula sulla riforma agraria dividono i commentatori: il parere di José Eli da Veiga (Folha)
José Eli da Veiga, del dipartimento economico della USP, dice che la meta di insediare 355.000 famiglie entro il 2006 è "un poco al di sopra della capacità dell'Incra" e non garantisce la qualità degli insediamenti. Per lui, 100.000 famiglie all'anno, più le 30.000 che il governo vuole insediare quest'anno, quindi 330.000 entro il 2006 sarebbe già un numero alto. Oggi - dice Vega - il prezzo della terra è più alto che in passato e la pressione politica perché il governo faccia insediamenti era maggiore al tempo di Cardoso (?)

19-20/11 - Marcia nazionale per la riforma agraria e Conferenza della Terra
Circa 5 mila lavoratori/lavoratrici rurali senza-terra sono arrivati a Brasilia il 19 novembre (la marcia è partita da Goiania il 10 novembre) per partecipare della Conferenza della Terra a sostegno del Piano Nazionale di Riforma Agraria che si è svolta il 20 novembre nel Padiglione delle Esposizioni del Parco della Città. Alla Conferenza hanno partecipato: Miguel Rossetto, ministro dello Sviluppo Agrario, l'economista e professore Plínio de Arruda Sampaio e rappresentanti della CONTAG, CPT, MST, VIA CAMPESINA E MTL. La Conferenza ha discusso sulla realizzazione del nuovo Piano Nazionale della Riforma Agraria, consegnato al governo nel mese di ottobre. Nella serata del giorno 20 è stato preparato un documento consegnato poi, il giorno 21 al presidente Lula.

19/11 - Il MST chiede sicurezza per il lavoratori senza terra minacciati nel Paraná
Il 14 novembre a Luziana, in una strada vicina all'accampamento Luz, da una camionetta con a bordo persone incappucciate, hanno sparato contro la macchina di Paulo Sérgio de Souza, 30 anni, dirigente MST. Paulo Sérgio de Souza, fa parte della lista dei "condannati a morte". Questa lista è stata divulgata nel mese di agosto dal Segretario dello stato per il Lavoro e la Promozione Sociale Padre Roque Zimmermann. Il 18 novembre, l'organizzazione "Terra dei diritti" e il MST si sono rivolti agli organismi federali e statali chiedendo un'inchiesta relativa alle milizie private e in particolare a questo attentato e la protezione dei lavoratori rurali senza terra che fanno parte di questa lista. Questa misura era stata già chiesta ad agosto, ma non è stata messa in pratica.

17-19 novembre proteste nel Rio Grande del Sud
Circa 2.200 contadini partecipano ad iniziative di protesta questa settimana. Si tratta di tre marce con obiettivo Porto Alegre. La prima è organizzata dal MST e parte da São Jerônimo,
Le altre due, organizzate dal MPA cominciano il giorno 18 da São Leopoldo. Il 19 le marce arrivano a Porto Alegre. Obiettivo dei lavoratori è la Banca centrale dove vengono definite le linee economiche del Brasile. I piccoli agricoltori vogliono protestare contro l'atteggiamento del governo nei confronti del FMI e per il fatto che la maggior parte delle risorse federali per l'agricoltura sono destinate ai grandi fazendeiros.
Isaías Vedovatto, del coordinamento del MST ha sottolineato, durante la conferenza stampa, la necessità che il governo federale adotti e realizzi il nuovo Piano Nazionale di Riforma Agraria. Ha detto che quest'anno sono state insediate solo 52 famiglie nel Rio Grande del sud, il numero più basso degli ultimi 15 anni e ha denunciato la forte repressione a cui il MST è sottoposto con l'invasione di accampamenti da parte della polizia e il sequestro di strumenti di lavoro, materiale delle scuole itineranti, coltelli da cucina, agende e altre cose appartenenti agli agricoltori.

10/11 Gilmar Mauro valuta il governo, l'Incra, il PNRA alla partenza della marcia per l'attuazione del Piano Nazionale di Riforma Agraria (Adital)
Il dirigente del MST ritiene che il governo Lula rappresenti un passo avanti per la classe dei lavoratori rurali poiché fino ad oggi nessun presidente alleato della riforma agraria aveva salito le scale del palazzo del Planalto. Il bilancio dell'azione del governo fino ad oggi non è però positivo: "Il bilancio è negativo, questo va detto con chiarezza. Il governo è andato avanti poco negli insediamenti, nella creazione di meccanismi di esproprio e così via. La nostra aspettativa è che il Piano venga discusso a partire dalla prossima settimana". Se il piano che prevede un milione di famiglie insediate sarà approvato e attuato, continua Mauro, verranno generati più di 3 milioni di posti di lavoro e ci sarà la possibilità che cominci in Brasile un processo di distribuzione del reddito e della ricchezza a partire dalla terra. Interrogato sull'azione dell'Incra dopo l'allontanamento di Resende, Mauro risponde che l'Incra è ingessato, molto burocratico e lento, dovrebbe muoversi molto più rapidamente.


Il Piano nazionale di riforma agraria è stato consegnato a Miguel Rossetto
Dopo due mesi di lavoro, l'équipe del Ministero dello Sviluppo agrario (Mda), composta da più di 40 tecnici e coordinata da Plinio Arruda Sampaio, ha consegnato al ministro Miguel Rossetto il Piano nazionale di riforma agraria (Pnrf). In linee generale, il piano comporta un programma di massa di insediamenti nei prossimi quattro anni, coinvolgendo un milione di famiglie, 200mila nei primi tre anni e 400mila l'ultimo anno. Il Pnrf lega l'espropriazione all'agroindustria, l'educazione, l'infrastruttura di base e un programma di formazione e di assistenza tecnica.
Dal punto di vista amministrativo, la proposta è quella di creare tre organismi subordinati al Mda. Il principale è l'Incra, che si occuperà del processo che va dall'espropriazione delle terre all'insediamento delle famiglie. La Conab (Compagnia nazionale di rifornimento) sarà la responsabile della produzione, commercializzazione e credito delle famiglie. Il terzo organismo sarà costituito da una specie di Istituto di formazione e assistenza tecnica. Nell'opinione dei movimenti sociali contadini, il Pnra è fondamentale per accelerare la riforma agraria ed eliminare il latifondo.

Il Supremo tribunale di giustizia rimette in libertà i leader del MST
La sesta Sessione del Supremo Tribunale di Giustizia ha concesso la libertà a Márcio Barreto e Valmir Rodrigues Chaves. L'habeas corpus è stato concesso all'unanimità dai ministri.
I crimini dei quali i lavoratori rurali sono accusati si sono svolti tra giugno e agosto del 2000. Secondo il processo, essi avrebbero infranto gli articoli 155 (furto) e 288 (formazione di banda armata) del Codice Penale, accuse che hanno determinato l'ordine di custodia cautelare l'11 luglio di quest'anno. Accogliendo la richiesta di habeas corpus, il ministro Paulo Medina ha chiarito che non c'era necessità di chiedere la custodia preventiva, "che vale solamente quando è sufficientemente fondato, con espressa menzione alla situazione concreta che caratterizza la necessità di garantire l'ordine pubblico, l'applicazione della legge penale e la convenienza della misura".
Di seguito uno stralcio della sentenza emessa dal ministro Paulo Medina: "Si registra che i detenuti sono lavoratori rurali appartenenti al Movimento dei senza terra, che lottano e si sacrificano per più ragionevoli condizioni di vita e che la dignità sociale può essere ripristinata soltanto nel momento in cui si farà una vera, necessaria e indispensabile Riforma Agraria nel Paese. Fino a quando vi sarà incertezza sui risultati e sull'azione politica, si affronterà la giusta rivolta e l'insoddisfazione crescente dei meno favoriti nel contesto economico, sociale e politico del Brasile. Considerando questo, accolgo il parere ministeriale e do l'ordine di revocare la custodia cautelare degli accusati".

Il ritorno alla lotta di Diolinda e Mineirinho
Nel pomeriggio del 3 novembre sono stati esaminati, presso il Tribunale di Giustizia di San Paolo, gli habeas corpus di 11 lavoratori rurali senza terra legati al Mst, arrestati l'11 settembre di quest'anno. Tutti i lavoratori sono stati assolti e risponderanno al processo in libertà. Felinto Procópio (Mineirinho) e Diolinda Alves de Souza sono già stati liberati. José Rainha Júnior resta in prigione a causa di un altro processo.
Approfittiamo di questo spazio per ringraziare tutte le persone e le organizzazioni che hanno partecipato alle nostre campagne, scrivendo ai lavoratori rurali arrestati ingiustamente o alle autorità, esprimendo profonda indignazione per la privazione della libertà sofferta da questi lottatori.
"Abbiamo ricevuto - ha dichiarato Diolinda - molto appoggio ed affetto. Non ci sono state solo le visite di persone a noi molto vicine. Abbiamo ricevuto lettere anche dall'estero che ci incoraggiavano a proseguire la lotta. E che dicevano che l'arresto era un'assurdità, una persecuzione contro chi lotta per la terra". Continueremo a lottare per la libertà dei 20 compagni che ancora restano in progione a São Paulo, Paraíba, Paraná e Mato Grosso do Sul.

Tribunale Internazionale sui crimini del latifondo: condannati FHC e Almir Gabriel
Dal 27 al 30 ottobre, movimenti sociali e associazioni per i diritti umani hanno promosso a Belém, in Pará, il Tribunale Internazionale sui crimini del latifondo. Con voto unanime, gli otto giurati hanno condannato Fernando Henrique Cardoso e Almir Gabriel come responsabili di diversi crimini di violazione dei diritti umani e ambientali in Parà, a cominciare dal diritto alla vita. Tra il 1995 e il 2002, su 271 assassinii legati a conflitti agrari nel Paese, 113 sono avvenuti in Parà, dove sono stati registrati anche 76 tentativi di omicidio. Riguardo alla seconda accusa, di violazione del diritto alla libertà, durante i mandati di Cardoso e Gabriel si sono registrati 454 arresti di senza terra e di leader indigeni in Parà, 119 dei quali tra il 2000 e il 2002. Le condizioni precarie delle celle, la mancanza di cibo e il ricorso alla tortura sono stati, secondo il processo, una caratteristica comune a tutti i casi. Un'altra violazione dei diritti umani è stata la distruzione totale delle case, dei beni personali e delle coltivazioni degli agricoltori in azioni di sgombero eseguite dalla polizia.

Sentenza pronunciata da Hélio Bicudo
Sintesi:
Nell'installare un tribunale di opinione pubblica, la società riproduce simbolicamente quel processo legale dovuto che lo Stato non ha realizzato nella realtà. E' una forma di riaffermare i valori fondamentali della civilizzazione contemporanea, fissati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e nella Dichiarazione Americana dei Diritti e Doveri dell'Uomo.
Giovanni Paolo II nell'enciclica Evangelium Vitae avverte che tutto quel cha si oppone alla vota, come tra le altre cose, le condizioni degradanti del lavoro, in cui gli operai sono trattati come puri strumenti di guadagnoe non come persone libere e responsabili, sono infamanti e corrompono la civiltà umana, disonorano coloro che si comportano ingiustamente e offendono gravemente l'onore dovuto al Creatore.
Citando padre Antonio Vieira e un suo sermone del 1650, Bicudo sostiene che "L'omissione è un peccato che si fa non facendo". Bisogna agire ora. In alcuni casi i tribunali di opinione non solo hanno protestato contro l'omissione dello Stato, ma sono riusciti a sensibilizzare i tribunali formali. Il Tribunale Russel, il Tribunale del popoli, il Tribunale internazionale sul lavoro infantile e più recentemente i tribunali contro i crimini del latifondo, sono esempi di iniziative internazionali di grande importanza. Il Tribunale Tiradentes, nel Brasile degli anni 70, ha costituito uno strumento importante di denuncia dei crimini praticati da agenti dello Stato durante la dittatura militare.
Nel realizzare questo Tribunale internazionale per giudicare i crimini del latifondo nello Stato del Para - violazioni del diritto alla vita, alla libertà, al lavoro e all'ambiente - abbiamo avuto come obiettivo, ora raggiunto, di denunciare le omissioni di cui lo Stato si è reso colpevole. Si è trattato di violazioni che per la loro motivazione, continuità e estensione si configurano come un vero genocidio.
L'impunità è il tratto comune nei casi in giudizio in questo tribunale, che riguardano gli omicidi di lavoratori rurali che osano lottare per un pezzo di terra dove poter sopravvivere.
I casi di non rispetto e violazione dei diritti umani non toccano solo i cittadini di un certo stato sovrano, ma vanno molto al di là di questo poiché colpiscono la coscienza di tutti e lo stesso sentimento di umanità.
L'istituzione di questo Tribunale Internazionale vuole raggiungere una decisione di valore eticom e pedagogico che possa servire come stimolo al governo della repubblica per la formulazione di una politica agraria rivolta all'uomo.
La mancanza di questa politica, unita a una legislazione che privilegia il capitale e la proprietà privata, applicata da giudici e tribunali che non sanno che la legge non vale per se stessa, ma deve essere interpretata e applicata a seconda dei suoi fini sociali , cioè con riferimento a un certo momento storico, determina conflitti che si aggravano continuamente. La fragilità dei molti viene assoggettata dalla violenza di coloro che traggono benefici dal conservatorismo di quanti vogliono imporre la permanenza dello status quo, senza curarsi che siano violati i diritti fondamentali, come il diritto di vivere, di ricevere i frutti della terra mediante il duro lavoro di arare, seminare e raccogliere per sostentare la propria famiglia.
I signori giurati hanno ricevuto vive testimonianza di questa situazione di conflitto che hanno mostrato chiaramente la connivenza di quelli che detengono il potere politico nell'esercizio della funzione publica, con i rappresentanti del latifondo, attaccati alla sacralizzazione del diritto di proprietà, ignorando la norma costituzionale che impone come regola sovrana, il suo condizionamento alla sua funzione sociale.
E hanno reagito attraverso i voti che hanno formulato condannando le pratiche dello stato, che hanno violato i diritti umani civili, politici, culturali, economici e sociali.
Infine siamo convinti che gli effetti dei lavori di questo tribunale saranno molto maggiori rispetto alle nostre attuali aspettative, se sarà rafforzato in ciascuno di noi l'impegno ad una lotta solidale per il diritto alla vita.
Ringrazio gli illustri avvocati e tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione del tribunale

Verranno inviate copie del verdetto dei signori giurati, di questa sentenza e degli altri documenti di questo processo al Presidente della Repubblica, ai Ministri della Riforma Agraria, della Giustizia e dell'Ambiente, al governatore dello stato del Para, ai presidente della Camera dei deputati e del Senato federale, al Presidente dell'Assemblea Legislativa dello Stato del Para, ai signori presidente del Supremo Tribunale Federale e Superione Tribunale di Giustizia, alle Commissioni dei Diritti Umani degli Stati Americani e delle Nazioni Unite, al Parlamento Europeo e al Parlamento latino-americano, al Procuratore generale della Repubblica e al Presidente del Tribunale di Giustizia del Para, e al Procuratore generale di Giustizia di questo stato; al Tribunale Penale internazionale.