Notizie di Dicembre 2004

Notizie Dicembre 2004
Dicembre 2004
Aperte le iscrizioni all'Associazione Amig@s MST-Italia
Dal 15 dicembre è possibile iscriversi all'associazione Amig@s MST-Italia. L'associazione è ufficalmente nata lo scorso 15 Ottobre e riunisce gruppi e singoli che da anni lavorano a fianco del MST del Brasile o vogliono cominciare a farlo, proponendosi di far conoscere e promuovere il progetto e le attività del Movimento dei Senza Terra del Brasile.
Per informazioni su come iscriversi all'associazione leggi l'intero articolo.

Tre senza terra uccisi nel Pernambuco
Ancora violenza contro l'MST per mano dei latifondisti. Uccisi tre Senza Terra negli ultimi giorni.
Mercoledi notte (15 dicembre) Josuel Fernandes da Silva, di 29 anni, è stato ucciso con due colpi di pistola, in casa di suoi famigliari, nel municipio di São José da Coroa Grande, litorale sud dello stato. Josuel è stato trasportato ancora vivo in ospedale a Recife, ma è morto il giorno dopo.
Josuel faceva parte dell'accampamento Manguinhos. I lavoratori del MST lì accampati, erano stati già minacciati da uomini armati di pistole e avevano denunciato il fatto al commissariato e alla Ouvidoria Agrária Nacional del Ministero dello Sviluppo Agricolo. Anche il padre della vittima, Fernando da Silva, era stato minacciato. I due pistoleri che hanno fatto irruzione nella casa di Fernando, hanno trascinato Josuel per due chilometri e dopo averlo torturato, gli hanno sparato.
La Tenuta Manguinhos è stata espropriata nel 2000, insieme alle tenute della Usina Central Barreiros, ma l'atto di insediamento non è stato ancora emesso. Il 9 dicembre scorso, gli accampati, avevano occupato la sede dell'INCRA (Istituto Nazionale de Colonizzazione e Riforma Agraria) di Recife, per rivendicare l'immediata espropriazione della terra e denunciare la violenza e le minacce di morte venute dai proprietari.

Morti a Passira
Altri due agricoltori, Francisco Manoel de Lima, 28 anni, e Edilson Rufino da Rocha, 36, sono stati assassinati nella città di Passira, nel Pernambuco. I due Senza Terra, fratelli, sono stati uccisi davanti ai propri famigliari, da uomini incappucciati. I lavoratori facevano parte dell'accampamento Gregorio Bezerra, nella Fazenda Recreio, occupata dal 2003.
Il 5 novembre scorso, le 180 famiglie accampate erano state cacciate da poliziotti e uomini armati di pistole, che avevano bruciato le loro cose. Il giorno dopo, alcuni pistoleri avevano circondato l'accampamento provvisorio, tentando di terrorizzare le famiglie. Due Senza Terra erano scomparsi per alcuni giorni. In quell'occasione, la Promotoria Agraria e la Ouvidoria Agraria erano andate a Passira, cogliendo in flagrante quattro pistoleri con diverse armi. Francisco Manuel e Edilson Rufino avevano deposto al Forum locale denunciando le minacce. Josuel Fernandes da Silva è stato sepolto venerdi scorso (17) a São José da Coroa Grande. Il giorno dopo sono stati sepolti a Passira, Francisco Manoel de Lima e Edílson Rufino da Rocha.
Secondo la Direzione Statale del MST, si preannunciano situazioni di conflitto durante l'anno e in qualsiasi momento potrebbero esserci nuove aggressioni e omicidi, come nella Fazenda Uberaba, nel Municipio di Bonito, e nell'Accampamento Milagres, ad Ouricouri, dove si è già svolta una assemblea pubblica alla presenza di numerose autorità, compreso l'Ouvidor Agrario Nacional. In meno di un anno, nella regione, due coordinatori del movimento sono stati oggetto di colpi di arma da fuoco.

Lettera agli amici e amiche del MST dell'Europa e dell'America del Nord
Il Movimento Senza Terra farà una grande marcia, con 10.000 persone, da Goiania a Brasilia, a partire dal 17 aprile 2005. 'Dobbiamo costruire una grande mobilitazione, che sensibilizzi la società e dia forza allo stesso governo, per vedere se riusciamo ad accelerare la riforma agraria', dice la lettera che la segreteria nazionale del MST ci invia. È indispensabile per la realizzazione di questo progetto il sostegno degli amici di tutto il mondo.
Per contribuire e/o saperne di più leggi l'intera lettera.

Per il dirigente del MST João Paulo Rodrigues, l'equipe econômica del governo non crede nella Riforma Agraria
(dal Jornal do Brasil, 1/12/04)
In un'intervista concessa in esclusiva a jornalbrasil.com.br, il dirigente del MST João Paulo Rodrigues ha espresso insoddisfazione per come sta andando la Riforma Agraria, indicando come responsabile del ritardo l'équipe economica del governo Lula.
Secondo il leader del Movimento dei Sem Terra, se il Presidente Lula non cambierà urgentemente la sua équipe economica, le conseguenze per la società brasiliana saranno disastrose.
La Società Brasiliana, ha affernato, si aspetta che sia almeno predisposto un programma di Riforma Agraria capace di risolvere i problemi fondiari in sospeso. È innegabile, ha proseguito, il ritardo nella realizzazione della Riforma Agraria, e questo a causa del modello economico adottato dal governo. Da un lato, le risorse esistenti vengono utilizzate nell'agrobusiness, dall'altro, lo Stato ha paura di affrontare il latifondo: la Riforma Agraria non è vista come un programma di sviluppo economico.
Il coordinatore nazionale del MST João Paulo Rodrigues riconosce la buona volontà del presidente Lula rispetto alla Riforma Agraria, ma ha aggiunto che esiste un altro governo parallelo che è contrario e con il quale il presidente sembra temere il confronto. C'è una grave mancanza di volontà politica da parte dell'equipe economica, rispetto alla destinazione di risorse per insediare 115mila famiglie, che era la meta prevista per quest'anno: finora sono state insediate appena 49 mila famiglie, vale a dire neanche la metà del previsto.
"L'equipe economica non crede alla Riforma Agraria, non crede che i piccoli produttori siano capaci di rimanere nei campi, creare posti di lavoro e produrre cibo. Costoro credono che solo l'agrobusiness potrà portare ad una crescita economica del Paese e alla creazione di posti di lavoro. Si tratta di un grande equivoco, e se Lula non prende rapidamente la decisione di cambiare politica economica, corre il rischio di pagare un prezzo molto alto": non sarà soltanto il MST ad esigere la Riforma Agraria, ma tutta la società brasiliana.


Il latifondo uccide ancora. Nuova strage di senza terra in Brasile
BRASILIA-ADISTA 29/11/2004.
Non è finita per i senza terra la stagione dei massacri. Il 20 novembre scorso, sulle circa 140 famiglie che occupavano legalmente, da più di due anni, la fazenda Nova Alegria, all'interno del municipio di Felisburgo, nello Stato brasiliano di Minas Gerais, si è abbattuta, improvvisa, una pioggia di fuoco: una quindicina di pistoleiros ha invaso l'accampamento di senza terra battezzato "Terra Promessa", assassinando cinque lavoratori e ferendone altri venti, tra cui un ragazzino di 12 anni. Il mandante della strage, il proprietario della fazenda Adriano Chafik Luedy, residente nello Stato di Bahia - contro cui è stato disposto un mandato di cattura - si era appropriato di quella terra illegalmente: in base alla verifica svolta dall'Istituto della Terra di Minas Gerais (Iter), quell'area avrebbe già dovuto essere distribuita ai lavoratori.
È un massacro - ha subito denunciato il Movimento dei Senza Terra - "di totale responsabilità del governo statale e del latifondo improduttivo, poiché lo Stato di Minas Gerais possiede 11 milioni di ettari di terre incolte ma non fa nulla per promuovere la riforma agraria nella regione": se il governatore dello Stato Aécio Neves avesse riscattato queste terre destinandole alla riforma agraria, denuncia l'Mst, "avrebbe evitato la strage". Un massacro annunciato, anche: "si sbaglia -scrive Jorge Pereira Filho sulla rivista dei movimenti sociali Brasil de fato - chi pensa che questa tragedia sia stata una sorpresa": la polizia locale "era ben informata rispetto alle insistenti minacce che le famiglie dei senza terra soffrivano da più di due anni. Luedy si sentiva così tranquillo di fronte al potere giudiziario che non aveva smesso di minacciare i lavoratori neppure dopo che, accusato di organizzare una milizia armata, aveva visto aprire un'indagine sul suo conto". Se l'indagine fosse stata realizzata in maniera rigorosa, conclude, "gli omicidi non sarebbero avvenuti".
E mentre le famiglie di senza terra, tornate a ricostruire l'accampamento distrutto, esigono il castigo immediato per i responsabili, il ministro per lo sviluppo agrario Miguel Rossetto assicura che "in nessun modo ci sarà impunità" e che i responsabili saranno al più presto identificati e processati. Proprio "la lunga storia di impunità" di cui hanno goduto i responsabili dei crimini del latifondo si cela del resto, secondo Amnesty International, dietro la nuova strage.
Appena 24 ore prima del massacro, il Tribunale di Giustizia del Pará, giudicando i ricorsi presentati in relazione al processo sul più grave massacro di senza terra in Brasile, quello avvenuto a Eldorado de Carajás il 17 aprile del 1996, aveva confermato l'assoluzione dei poliziotti responsabili della morte di 19 lavoratori rurali, mantenendo la condanna per i comandanti dell'operazione, il colonnello Pantoja e il comandante Lameira, peraltro ancora a piede libero.
Del massacro della fazenda Nova Alegria, e più in generale della questione della riforma agraria, si è parlato alla Conferenza nazionale sulla terra e l'acqua, il più grande incontro di movimenti sociali e di organizzazioni rurali realizzato nel Paese, svoltosi in Brasilia dal 22 al 25 novembre (l'hanno promossa, tra gli altri, l'Mst, la Commissione pastorale della terra, la Conferenza dei vescovi del Brasile, la Caritas brasiliana, il Movimento dei piccoli agricoltori). Se ne è parlato, come era prevedibile, con toni assai duri: "vogliamo dire con voce alta e forte - ha dichiarato João Paulo Rodrigues della direzione del Mst - che siamo molto insoddisfatti riguardo alla politica economica". L'indice è puntato contro il ministro dell'economia Antonio Palocci (v. notizie novembre), ritenuto responsabile della sottrazione di risorse dall'area sociale e, di conseguenza, dell'impasse in cui si trova il processo di riforma agraria: se la riforma agraria venisse realizzata, hanno affermato in coro i movimenti rurali, questi atti di violenza non si verificherebbero.