Lettera di Ademar Bogo a tutti i partecipanti al Sesto Incontro dei comitati europei di appoggio al MST

Lettera d'amore n. 142
Lettera di Ademar Bogo a tutti i partecipanti al VI Incontro dei comitati europei di appoggio al MST
Agli amici e amiche del MST

Un amico va coltivato come il grano. Dopo una lunga convivenza, egli offre il pane in segno della sua coerenza. Poi si divide in piccoli pezzi per rinsaldare ancor di più ogni legame. Un'amicizia vale più di un milione di proprietà.

L'amico è quello che ci accompagna, che si rattrista quando il nostro aspetto cambia. È quello che non sopporta di vedere l'altro minacciato. È quello che non si adagia, che cerca le informazioni e che le diffonde. Un amico è un compagno, quasi un amante, senza mai tradire, però.

L'amico è quello che non lascia mai l'altro da solo; sia esso un parente o un vicino, lui è lì sempre presente. Non importa la distanza, anche il tempo perde importanza, come cenere nel braciere ardente. A noi, semplici contadini, capita spesso di sentire il caloroso affetto che arriva da tutti i continenti.

L'amico è solidale, non si rammarica, al contrario, vuole essere sempre più coinvolto. Impegna le sue ore di riposo, con umiltà e pacatezza, svolge interminabili incombenze. Fa raccolta di denaro, organizza visite, e resta sempre cordiale. E' così che abbiamo visto, in Europa, le persone raccogliere fondi e vendere oggetti per costruire la nostra Scuola Nazionale.

Erbe medicinali in piccoli pacchetti, venduti con cura, le etichette fatte mano con il nome del movimento. Non provengono dagli insediamenti, ma da coltivazioni offerte in dono, semplicemente perché la nostra lotta organizzata ha stimolato questo atteggiamento.

E sono tante le iniziative, di persone che, a testa alta, camminano nella nostra direzione. Credono nella trasformazione dell'essere umano e anche della società. Qui lo diciamo con tutta l'onestà: se la borghesia brasiliana vuole davvero sapere da dove proviene questo denaro, non lo potrà mai capire, perché non capisce la solidarietà.

Ma non è l'aiuto materiale la cosa principale. Sono le denunce, la divulgazione dell'informazione. I governanti che viaggiano per lavoro, là fuori, si trovano di fronte all'immagine dei Senza Terra. Una bandiera, un cappelletto, uno striscione li attende, rivendicando provvedimenti; ciò frena le menzogne e le imprudenze, ma alcuni di loro insorgono come belve.

La cosa più interessante è che questi amici e militanti vogliono partecipare alla formazione, nei corsi, nello scambio o nella produzione, perfino nelle lotte quotidiane. Come spiegare questa energia, questa forza dell'anima cittadina che sfida la stessa coscienza? È la mistica che diventa resistenza e la coerenza che rivela l'essenza umana.

È importante che la base del nostro movimento sappia che qualcuno da lontano veglia su ognuno degli accampamenti. Soffre per le perdite, gli assassinati e festeggia, quando le nostre azioni hanno successo.

Ma c'è una cosa ancora più importante. Non importa se siamo vicini oppure distanti, se ci conosciamo o non ci siamo mai incrociati. L'importante è che sappiate che giuriamo di non tradire mai la vostra fiducia. Lo diremo ai nostri bambini, se un giorno saranno veramente emancipati, la terra è stata davvero liberata con l'aiuto di questa grande alleanza.

E ripetiamo ancora una volta che, nelle notti dalle fredde albe, dormendo sulla terra o ai margini delle strade, voi siete nei nostri sogni.

Possa l'utopia, sospesa nelle mani dell'orizzonte, farci proseguire sempre più fiduciosi. E, diciamo con tutta sincerità, avvertendo questa solidarietà, è un piacere continuare ad essere, ogni giorno, militanti migliori.

Ademar Bogo,
della direzione del MST, tra i fondatori del movimento, che ha partecipato all'incontro di Roma.