La Mistica dell'alimentazione e i transgenici, agosto 2003

La Mistica dell'alimentazione e i transgenici
di Marcelo Barros
Dal numero di Adista che sarà pubblicato con la data del 6 settembre

Gesù Cristo ha fatto della cena un segnale privilegiato della sua presenza nel mondo. Da allora, le comunità cristiane hanno imparato a considerare ogni alimento come espressione del dono d'amore di Dio. È l'eredità del giudaismo. Un rabbino diceva: "Chi mangia senza ringraziamento si impossessa indebitamente di qualcosa che ha ricevuto da Dio. Pertanto, questa persona non ha preso il cibo. Lo ha rubato".
Una vera spiritualità non divide corpo e anima. Gesù ha insegnato ai discepoli a pregare e ad includere nella preghiera del "Padre nostro" la preoccupazione per il pane quotidiano. A una consorella che le chiedeva dove incontrava maggiormente Dio, la grande mistica Santa Teresa rispose: "nelle pentole della cucina".
La sacralità del cibo come dono di Dio si esprime in una forma saggia di alimentazione, nell'attenzione alla vita di tutti e nel rispetto per la terra e la dignità degli esseri viventi. Per questo c'è da sperare che i pastori delle Chiese cristiane, sempre attenti a difendere quello che chiamano "legge naturale", si mobilitino per lottare contro gli alimenti transgenici, ossia, alimenti derivati da semi geneticamente modificati. Da un governo che sia veramente al servizio del popolo e non degli interessi delle multinazionali ci aspettiamo una posizione ferma e non cedevole di fronte alle pressioni ad aprire il Paese a questo mercato. Possibile che qualcuno, in buona fede, pensi davvero che gli alimenti trangenici siano fatti per ridurre la fame dei Paesi poveri? Le cinque grandi multinazionali che, nel mondo intero, controllano tutta la produzione di sementi transgeniche le producono per caso pensando di beneficiare i Paesi poveri o di risolvere il problema della fame? Tutti sanno che qualsiasi coltivazione transgenica è coperta da brevetto. Le sementi non possono essere usate per una nuova semina senza pagare i diritti di proprietà intellettuale. Oltre a ciò, la Monsanto e le altre multinazionali che producono transgenici hanno i brevetti sulla tecnologia "Terminator": sementi suicide che non si riproducono nella seconda generazione. Sempre le stesse multinazionali fabbricano e vendono i prodotti chimici agricoli (pesticidi) che avvelenano i nostri fiumi, distruggono gli ecosistemi e provocano, in noi e negli animali, malattie che non sappiamo come abbiamo contratto. Ed esse condizionano l'acquisto dei transgenici ai pesticidi da esse prodotti. È una vendita vincolata: chi compra una cosa deve acquistare l'altra. Il profitto delle imprese garantisce veleni per tutti i gusti e per tutte le tappe della produzione: nella terra che si coltiva, nel seme fabbricato artificialmente per essere sterile e assassino e nel cibo che giunge alle nostre tavole. Il dottor Frankeinstein sarebbe molto contento di questa nuova versione del suo ingegno.

L'essere umano dipende dal cibo e non può essere un'alimentazione qualsiasi. Pensiamo agli squilibri dell'anoressia, alle persone che non riescono ad alimentarsi per motivi psicologici e possono anche morire a causa di ciò. E pensiamo, al contrario, a più di un miliardo di esseri umani che vorrebbe mangiare ma non ha cibo. E poi c'è l'ansia di quella moltitudine che sta a dieta o delle tante persone che ingrassano in maniera incontrollata. Un fenomeno che esiste anche tra la popolazione nera e povera degli Stati Uniti come tra gli indigeni del Brasile. Tutto ciò dimostra che non è sufficiente alimentarsi. Bisogna sapere come e perché. Esistono diversi livelli di fame come gradi differenti di sicurezza alimentare. La fame non si sazia con qualunque tipo di cibo. La salute è garantita solo da un'alimentazione sana e assunta in modo adeguato. Seguire una dieta significa cercare la forma corretta di ricevere attraverso gli alimenti l'energia vitale in essi contenuta. Come ciò potrà avvenire se il flusso di energia vitale degli alimenti non esiste più? O la cosa è pensata proprio per non passare energia e per comunicare non vita ma profitto a chi vende gli alimenti e dipendenza economica e persino morte a chi coltiva ed assume i prodotti?
Se si parla di sicurezza alimentare, questo può significare solo la preoccupazione e l'impegno a garantire alimenti con le caratteristiche adeguate alla salute dei consumatori. Ossia, con un corretto valore nutritivo, senza contaminazioni di natura chimica, biologica o fisica e nulla che possa compromettere la salute del popolo.
Chi vive una spiritualità ecumenica cerca di andare alla radice dei problemi. Non accetta che si metta a repentaglio la vita degli esseri umani e l'integrità del pianeta solo per gli interessi economici delle multinazionali. Abbiamo scelto governanti che ci rappresentino. Ed essi non possono, senza consultarci, sostituirci nelle decisioni fondamentali per la vita di tutti.
Sarebbe strano per un cristiano sentire il ministro del culto pronunciare le parole di Cristo sul pane "Questo è il mio corpo" e sapere che quel pane è fatto con grano transgenico, prodotto con tecnologia Terminator suicida e coltivato con pesticidi mortiferi. Abbiamo il diritto di vedere in tutta la natura i segni della presenza di Dio, energia d'amore dell'universo.