Basta uccidere, torturare, perseguitare i Sem Terra

Basta uccidere, torturare, perseguitare i Sem Terra
Un grido di soccorso a favore della vita
Tutto è cominciato così... stavamo tutti dormendo. L'accampamento intero in silenzio benediva i sogni dei bambini senza terra. Quando arrivò la polizia, all'alba, gridando, offendendo, umiliando. Molti senza uniforme, incappucciati. Hanno demolito le baracche, distrutto le cose che ci appartenevano e la terra preparata che custodiva le sementi della speranza.
Uomini, donne e bambini sono stati obbligati a sdraiarsi a terra, ammanettati, sotto il freddo di questo inverno del Paraná. Hanno dato calci, minacciato, torturato le persone che erano obbligate alla identificazione di fronte alle cineprese e alle macchine fotografiche. Hanno lanciato delle bombe e sparato, hanno rubato il denaro, preso in giro i lavotaratori/trici, erano ostili e truculenti carnefici pieni di odio, ingiustizia e impunità. Sono più di 2.000 soldati. Rappresentano il meglio della polizia: gruppi di élite, Antisequestro, Gruppo Aquila, Gruppo Operazioni Speciali, COPE... Arrivano con gli elicotteri, più di 50 vetture, bus, cani addestrati ad attaccare la folla, poliziotti in borghese del servizio speciale (con macchine civili e individui incappucciati) e armi di grosso calibro.
Circondano la città: nessun giornalista può entrare. E così, gli occhi dei bambini senza terra registreranno per sempre nella memoria la violenza della dottrina prevalente ancora oggi nelle élite del Paraná: una dottrina che tutti noi pensavano estinta.

La violenza lascia il suo segno.
"Sono state due ore e mezza di tortura. Mi torturarono ammanettandomi dove le mie braccia erano piene di ferite delle manette. La tortura consisteva nell'affogamento, nel soffocamento, nel pestamento sulla pancia, mi tolsero i miei vestiti e minacciarono di stuprarmi con una canna da zucchero, poi mi fecero correre perché essi potessero ammazzarmi, ma io non fuggii. Mi misero in ginocchio di fronte ad un mucchio di sterco di vacca appena defecato, accostarono un coltello al mio collo e mi fecero mangiare più o meno mezzo chilo di sterco. Fu barbaro e umiliante. Poi mi portarono fino alla vettura dove già stavano altri prigionieri".
(Valdecir Bordignon, gruppo leader del MST)
"Essi picchiarono varie persone e altri furono ustionati dalle bombe. Un mio figlio di più di 50 anni che ha problemi di cuore si è perso per due giorni nella foresta. Io presi un calcio da un poliziotto all'altezza della costola e per terra fui in seguito nuovamente preso a calci
(Geraldo José dos Santos, accampato, 84 anni, ricoverato a Curitiba con frattura alla colonna).
Siamo scioccati perché questa violenza è la regola in tutti i casi: padri e madri di famiglia sono picchiati, torturati, violentati, imprigionati e umiliati da coloro che dovrebbero garantire la sicurezza e la vita. Il governo del Paraná non rispetta i diritti umani.

Per causa della concentrazione della terra
La concentrazione della terra nel Paraná è una delle peggiori nel Brasile. Nella concertazione della terra sta l'origine della disuguaglianza delle ingiustizie. Terre concentrate e improduttive, che non compiono la loro funzione sociale (usate molte volte per il narcotraffico o il banditaggio) sono occupate legittimamente dai lavoratori e lavoratrici. In questo pezzo di terra essi cominciano a coltivare ma poi la polizia distrugge tutto. La terra, dono di Dio per tutti i suoi figli e figlie che si conquista e si condivide è bersaglio di odio e di violenza.

Per causa dell'impunità.
Solo nel governo Jaime Lerner già sono stati assassinati 15 lavoratori, imprigionati più di 200, 6 torturati, 30 hanno subito attentati di morte e 41 sono stati minacciati. Attualmente sono imprigionati 41 lavoratori. Questo è il risultato più crudele dell'impunità e della parzialità del governo e della giustizia del Paraná, legata alle peggiori forze del latifondo e compagna delle milizie armate e del pistoleri.

Un complotto per perseguitare i senza terra.
Esiste oggi nel Paraná un vero complotto tra il governo dello Stato, i latifondisti, la Polizia Militare, il Potere Giudiziario, l'INCRA, la Segreteria della Sicurezza Pubblica e i Mezzi di Comunicazione Sociale. Questa collusione al di là di violare i diritti umani, pretende di impedire che la società nazionale e internazionale abbia accesso alla verità dei fatti.

La riforma agraria è accettabile.
La Riforma Agraria è la grande bandiera per generare dignità e cittadinanza nel nostro paese. È così evidente che solo chi non vuole non vede oggi sono più di 350 mila famiglie organizzate in 91 cooperative e più di 400 associazioni per il tutto Brasile. Queste famiglie, attraverso la loro lotta, amministrano 65 industrie agricole che favoriscono la produzione, mantengono 1200 scuole di studio elementare e medio, totalizzando circa 105 mila studenti assistiti da 1200 professori. Solamente nella regione Nordeste del Paraná, il principale focolaio di violenza oggi nel Paraná, i lavoratori stanno realizzando una vera rivoluzione nell'agricoltura, ottenendo alti indici di produttività nella coltivazione del miglio (155 mille sacchi nel raccolto 98/99), mandioca (70 mille tonnellate), (riso (150 mila sacchi), latte (4,2 milioni di litri/98), allevamento di animali da cortile (1,6 mila capi), generando più di 1,5 milioni di reais (Rs 1,00 = 900 lire) nelle imposte (ICM).
Con questo, la Riforma Agraria genera attualmente circa 1 milione di impieghi diretti, a bassissimo costo per lo Stato. Questi numeri si ripetono per tutto lo Stato del Paraná. Per questo, occupare le terre che non compiono la loro funzione sociale è giusto, legittimo e legale, perché significa effettuazione evangelica, politica e costituzionale della cittadinanza.

che possiamo fare?
C'è molto da fare in questo momento. Azioni di ripudio al governo e di solidarietà ai lavoratori devono essere articolate. Divulghiamo la verità dei fatti, attraverso riunioni, messe, celebrazioni, culti, spettacoli Partecipiamo alla grande Marcia Contro la Violenza e Per la Riforma Agraria, che partirà da Ponta Grossa il giorno 01.06.99 e arriverà a Curitiba il giorno 08.06. Visitiamo l'accampamento che sarà davanti al Palacio Iguaçu nei prossimi mesi. Fin quando non cesserà la violenza.


  1. Scrivi al governatore Jaime Lerner: per lettera
    (Palácio Iguaçu, Pça. N. Sra. da Sallete, 3° andar, CEP 80530-909, Curitiba-PR);
    per fax (041) 254 7345) o per e-mail: guelmann@pr.gov.br ou (www.pr.gov.br
    edecidadaomaim.html
    ).
  2. Scrivi al Secretário de Segurança Pública, Cândido Martins de Oliveira:
    e-mail: sesp@pr.gov.br;
  3. al Presidente do Tribunal de Justiça do Paraná, Dr. Sidney Dittrich Zappa:
    e-mail: Prestj@pr.gov.br.
  4. Scrivi anche al Presidente Fernando Henrique Cardoso
    (Palácio do Planalto, CEP 70150-900, Brasília-DF - Fax (061) 225 3495)-
    e-mail: secom@planalto.gob.br
  5. ed al Ministro da Justiça, Renan Calheiros:
    e-mail: acs@mj.gov.br.

 
Proposta di messaggio ad inviare:
(Si può inviare solamente in portoghese oppure in entrambe le lingue)
Signore Governatore Jaime Lerner (o Presidente o Secretario ecc)
Stiamo seguendo con preoccupazione le persecuzioni, gli arresti, le cacciate e le violenze praticate da questo governo contro i lavoratori rurali senza terra del Paranà. Respingiamo questa abitudine che, oltre a risalire ai peggiori tempi della dittatura militare brasiliana, ferisce la costituzione e viola i diritti umani.
Segnaliamo a Vostra Eccellenza che nelle prossime ore potrebbe succedere qualche altro episodio di violenza; esigiamo che vengano accertati i fatti e che si puniscano i colpevoli delle torture e delle morti; esigiamo l'attuazione della Riforma Agraria come unica strada per la pace nelle campagne dello Stato che vorrebbe essere democratico.
Per la garanzia della vita e di tutti i diritti umani dei lavoratori/trici senza terra del Paranà e per la Riforma Agraria.

 
Estamos acompanhando com preocupação a perseguição, as prisões, os despejos e a violência praticada por este governo contra os trabalhadores rurais sem terra do Paraná. Repudiamos esta atitude, que além de remontar os piores tempos da ditaduta militar brasileira, fere a constituição e viola os direitos humanos.
Responsabilizamos Vossa Excelência por qualquer episódio de violência que venha a ocorrer nas próximas horas; exigimos a apuração dos fatos e punição dos culpados pelas torturas e mortes; exigimos o fim dos despejos e a retirada da polícia das ruas; exigimos a efetivação da Reforma Agrária como única saída para a paz no campo neste Estado que se quer democrático.
Pela garantia da vida e demais direitos humanos dos trabalhadores/as sem terra do Paraná e pela Reforma Agrária. Justo é reintegração do Direito à Vida para todos e para tudo e não reintegração de Posse para alguns, o que implica destituição do Direito de muitos aos bens mínimos para viver. Até quando teremos que continuar denunciando as autoridades brasileiras por desrespeito aos Direitos Humanos?

Cordialmente,
(Nome, data, città, entità)