Fame e diritti umani. di J. Ziegler. Aprile 2008

Fame e diritti umani
Di Jean Ziegler* - 29/04/2008.
1. Ogni cinque secondi, um bambino di meno di 10 anni muore di fame o per conseguenze dirette della fame. Più di 6 milioni nel 2007. Ogni quattro minuti, qualcuno perde la vista per mancanza di vitamina A. Ci sono 854 milioni di esseri umani gravemente denutriti, danneggiati da una fame permanente. (1)
Questo avviene in un pianeta che trabocca di ricchezze. La FAO è diretta da un uomo coraggioso e competente, Jacques Diouf. Egli constata che nello stato attuale di sviluppo delle forze agricole di produzione, il pianeta potrebbe alimentare senza problemi 12 miliardi di esseri umani, ossia, il doppio della popolazione mondiale attuale. (2)
Conclusione: questo massacro quotidiano dovuto alla fame non obbedisce a nessuna fatalità. Dietro ogni vittima c'è un assassino. L'attuale ordine mondiale non è solo mortifero, ma anche assurdo. Il massacro è inserito in una normalità immobile.
L'equazione è semplice: chi ha soldi mangia e vive. Chi non li ha soffre, si ammala e muore. Non c'è fatalità. Qualsiasi morte per fame è un assassinio.

2. Il maggior numero delle persone denutrite, 515 milioni, vive in Asia, dove rappresentano il 24% della popolazione totale. Ma se consideriamo la percentuale delle vittime, il prezzo più alto è pagato dall'Africa subsahariana, dove ci sono 186 milioni di esseri umani permanentemente e duramente denutrite, ossia, il 34% della popolazione totale della regione. La maggioranza di queste persone patisce quel che la FAO chiama "fame estrema", la loro razione quotidiana si colloca in media a un livello di 300 calorie al di sotto delle condizioni di sopravvivenza minime.
Un bambino privato dell'alimentazione adeguata in quantità sufficiente, dal momento della nascita fino ai cinque anni di vita, soffrirà le conseguenze di questa situazione durante tutta la vita. Attraverso speciali terapie praticate sotto controllo medico, è possibile riportare a una esistenza normale un adulto temporaneamente sottoalimentato. Ma, nel caso di un bambino di cinque anni, questo è impossibile. Private di alimentazione, le sue cellule cerebrali saranno danneggiate irrimediabilmente. Régis Debray chiama questi piccoli "crocifissi per nascita". (3)
La fame e la denutrizione croniche costituiscono una maledizione ereditaria: tutti gli anni, centinaia di migliaia di donne africane gravemente denutrite danno alla luce centinaia di migliaia di bambini irrimediabilmente danneggiati. Tutte queste madri denutrite e che, nonostante questo, danno la vita, ricordano le donne condannate di Samuel Beckett, che "partoriscono a cavallo di una tomba. Il giorno brilla per un istante e poi, di nuovo, la notte" (4)
Una dimensione di sofferenza umana è assente da questa descrizione: quella della pungente e intollerabile sofferenza che tortura qualsiasi affamato da quando si sveglia. Come, durante il giorno che comincia, potrà assicurare la sopravvivenza dei suoi e la sua propria sopravvivenza? Vivere in questo dolore è, forse, ancora più terribile del sopportare le multiple sofferenze e i dolori fisici che si abbattono su questo corpo affamato.
La distruzione di milioni di africani per la fame avviene all'interno di una specie di normalità estatica, quotidiana, in un pianeta che trabocca di ricchezze. Nell'Africa subshariana, tra il 1998 e il 2005, il numero delle persone gravemente e permanentemente denutrite è aumentato di 5,6 milioni.

3. Jean-Jacques Rousseau ha scritto: "Tra il debole e il forte la libertà opprime e la legge libera". Con l'obiettivo di ridurre le disastrose conseguenze delle politiche di liberalizzazione e privatizzazione messe in atto dai signori del mondo e dai loro mercenari (FMI, WTO), l'Assemblea Generale dell'ONU ha deciso di creare e proclamare come questione di giustizia un nuovo diritto umano: il diritto all'alimentazione.
Il diritto all'alimentazione è il diritto ad avere accesso regolare, permanente e libero, direttamente o per mezzo dell'acquisto con denaro, a una alimentazione adeguata e sufficiente dal punto di vista quantitativo e qualitativo, che corrisponda alle tradizioni culturali del popolo al quale appartiene il consumatore e che garantisca l'esistenza fisica e psichica, individuale e collettiva, libera dall'angoscia, soddisfacente e dignitosa.
I diritti umani - purtroppo - non sono scritti nel Diritto positivo. Questo significa che ancora non esiste nessun tribunale internazionale che faccia giustizia agli affamati, difenda il loro diritto all'alimentazione, riconosca il loro diritto di produrre I propri alimenti o di procurarseli comprandoli con denaro e protegga in questo modo il loro diritto alla vita.

4. Tutto migliora quando governi come quello del presidente Lula, in Brasile, o del presidente Morales in Bolivia mobilitano per propria volontà le risorse dello Stato, con la finalità di garantire a ogni cittadino il suo diritto all'alimentazione.
L'Africa del Sud è un altro esempio. Il diritto all'alimentazione è scritto nella sua Costituzione. Questa stabilisce la creazione di una Commissione Nazionale dei Diritti Umani, composta per metà da membri nominati dalle organizzazioni della società civile (Chiese, sindacati e vari movimenti sociali) e membri designati dal Congresso.
Le competenze della Commissione sono ampie. Da quando è entrata in funzione, cinque anni fa, la Commissione ha già ottenuto vittorie importanti. Può intervenire in tutti gli ambiti implicati nella negazione del diritto all'alimentazione: espulsione dei contadini dalle loro terre; autorizzazione dei municipi a società private per la gestione del rifonimento di acqua potabile, che implica tasse proibitive per gli abitanti più poveri; deviazione dell'acqua per opera di una società privata, con danno degli agricoltori; mancanza di controllo sulla qualità degli alimenti venduti nelle periferie, ecc.
Ma, in quanti governi, soprattutto nel Terzo Mondo, esiste la preoccupazione quotidiana prioritaria del rispetto all'alimentazione dei suoi cittadini? Nei 122 paesi del Terzo Mondo vivono attualmente 4,8 miliardi dei 6,2 miliardi di persone che popolano il pianeta.

5. I nuovi signori del mondo odiano i diritti umani. Essi li temono come il diavolo l'acqua benedetta. Perchè è evidente che una politica economica, sociale e finanziaria che rispettasse realmente tutti i diritti umani, romperebbe tassativamente l'assurdo e mortifero ordine del mondo attuale e produrrebbe necessariamente una distribuzione più egualitaria dei beni, soddisfarrebbe le necessità vitali delle persone e le proteggerebbe dalla fame e da una grande parte delle sue sofferenze.
Pertanto l'obiettivo finale dei diritti umani è un mondo totalmente diverso, solidale, libero dal disprezzo e più orientato alla felicità.
I diritti umani politici e civili, economici sociali e culturali individuali e collettivi (5) sono universali, interdipendenti e indivisibili. E sono oggi l'orizzonte della nostra lotta.

Note:
1. FAO, Lo stato di insicurezza alimentare nel mondo. Roma, 2006.
2. Una alimentazione normale significa fornire quotidianamente 2.700 calorie a ogni individuo adulto.
3. Régis Debray e Jean Ziegler. Il s'agit de ne pas se rendre. Paris: Arléa, 1994.
4. Samuel Beckett. Aspettando Godot (1953). São Paulo: Cosac Naify, 2005.
5. Diritti umani collettivi sono, per esempio, il diritto all'autodeterminazione o il diritto allo sviluppo.

*Jean Ziegler è sociologo svizzero e relatore speciale dell'ONU sul diritto all'alimentazione.