MST e transgenici. Marzo 2003

Posizione del MST del Rio Grande del sud sui transgenici
Il MST vuole avvertire l'opinione pubblica che siamo vittime di un tentativo di diffamare e delegittimare la nostra Organizzazione davanti alla società e ai nostre alleati storici nella lotta contro i transgenici. I contenuti divulgati dalla stampa locale e nazionale che hanno cercato di vincolare il MST alla coltivazione di prodotti transgenici negli insediamenti, è un esempio di una montatura progettata machiavellicamente da settori che sono ideologicamente contrari al MST, contrari alla riforma agraria e favorevoli ai transgenici. Bisogna sottolineare che l'agricoltore insediato che è comparso nel servizio non è d'accordo con il MST, non appartiene al MST.
Il MST ha partecipato con altri movimenti delle campagne e della città a molte manifestazioni contro i transgenici e, tra queste, alla distruzione di una coltivazione sperimentale di soia transgenica della Monsanto a Não Me Toque; abbiamo tentato di impedire lo scarico di una nave di mais transgenico proveniente dall'Argentina, nel porto di Recife: abbiamo fatto una manifestazione in un supermercato di Porto Alegre, raccogliendo i prodotti che contengono dichiaratamente transgenici nella loro composizione; abbiamo partecipato a seminari, l'8 marzo, Giorno Internazionale della Donna; siamo entrati nell'ufficio della Monsanto a Porto Alegre, dove abbiamo sparso un sacco di semi di soia con sopra un teschio. In contrapposizione al progetto di privatizzazione dei semi, nell'ultimo Forum Social Mondiale, Via Campesina internazionale ha lanciato la campagna "Semi, Patrimonio dell'Umanità" durante una manifestazione pubblica nell'Insediamento 30 Maggio Charqueadas/RS.
Tra le altre azioni abbiamo anche distrutto un campo di soia transgenica in un insediamento del Movimento,questa azione in particolare, non ha avuto un carattere punitivo, ma piuttosto quello di manifestare la nostra posizione e avvertire riguardo ai danni economici, politici, ambientali, sanitari e culturali che rappresenta la liberalizzazione dei transgenici. Per il MST, la società brasiliana, in particolare quella del Rio Grande del sud è vittima di una cospirazione gestita dai sostenitori dei transgenici. Mentre il 71% della popolazione brasiliana, non vuole consumare questi prodotti, la Monsanto e i suoi alleati (grandi cooperative, ricercatori di università finanziati dalle transnazionali e dirigenti politici di organizzazioni legate all'agricoltura padronale e ai latifondisti) hanno promosso azioni basate sulla propaganda ingannevole, sulla manipolazione delle informazioni e sul contrabbando di semi. Sanno che una delle poche possibilità di espansione dei loro affari e di aumento dei loro profitti, è direttamente legata alla possibilità di liberalizzazione dei transgenici in Brasile. Questo paese ha una vocazione agricola e ha la capacità di produrre e rispondere alle esigenze del mercato internazionale di cereali. Il clima generato dalla cospirazione evidenziato nelle azioni e omissioni ha portato gli agricoltori a credere che l'illegalità della coltivazione dei transgenici non era una cosa positiva per loro. Poco a poco, sempre più agricoltori hanno cominciato a vedere i loro vicini piantare transgenici, senza nessuna conseguenza, e che la situazione di illegalità era temporanea, senza reali rischi. Le autorità, con le loro omissioni, hanno contribuito a creare una situazione di fatto compiuto,sono diventate complici di queste azioni, hanno chiuso gli occhi.
Il MST è contro la coltivazione e commercializzazione dei prodotti transgenici e continuerà a lottare perché la Monsanto, azienda che ha portato avanti la commercializzazione illegale dei semi sia responsabilizzata giuridicamente e paghi un indennizzo alle famiglie di piccoli agricoltori che sono state ingannate. Come dimostrazione del nostro impegno di lotta contro i transgenici, le imprese sociali (cooperative e associazioni) del MST non riceveranno e non commercializzeranno prodotti transgenici. Riteniamo che dal punto di vista strategico, ciò che si vede è una domanda crescente, nel mercato internazionale, di cereali non transgenici. In questo senso il Brasile è l'unico paese che può far fronte a questa domanda, poiché sia gli USA che l'Argentina, che sono grandi esportatori di cereali, hanno già accolto i transgenici.Infine manifestiamo la nostra preoccupazione che gli agricoltori che non hanno infranto la legge, che sono stati onesti, abbiano la commercializzazione garantita e adeguati compensi. Porto Alegre, 21 de março de 2003. Direção Estadual MST/RS.