L'Amazzonia e la Riforma Agraria di nuovo sul banco degli imputati

L'Amazzonia e la Riforma Agraria di nuovo sul banco degli imputati
di Ariovaldo Umbelino (*)
dall'Agencia de Radio Planalto. SAO PSAULO
(Traduzione A.Lupo)


L'Amazzonia e la Riforma Agraria sono nuovamente presenti sui media, stampa e televisione, essendo il disboscamento aumentato nel mese di agosto, arrivando a 75.600 ettari contro i 32.300 di luglio.
Nel divulgare i dati, il ministero dell' Ambiente ha presentato la lista dei 100 maggiori disboscatori dell'Amazzonia Legale, tra il 2005 e 2008. Tra la sorpresa generale e i sorrisi dell'agrobusiness, gli insediamenti Incra occupano i sei primi posti. Questa grave denuncia ha posto sul banco degli imputati la política di riforma agraria del governo del PT. Questi dati richiedono studi e riflessioni.


In primo luogo, il governo petista, per non scontrarsi con componenti dell'agrobusiness che fanno parte della sua maggioranza parlamentare, non ha fatto la Riforma Agraria nelle aree dove sono concentrati gli accampamenti, e ha preferito concentrarla in Amazzonia.
Secondo i dati ufficiali dell'Incra, un totale di 448.954 famiglie sarebbero state insediate tra il 2003 e il 2007. Disaggregando i dati, ci sono 150 mila insediamenti di riforma agraria, 120 mila di regolarizzazione fondiaria, 177 mila di riordino fondiario e 2 mila di reinsediamento dei colpiti dalle dighe.
La distribuzione di questi dati indica che ci sono in Amazzonia Legale 307 mila insediati, ossia il 68% del totale. Qui sta la prima ragione di separare la difesa della Riforma Agraria dalla difesa della politica dell'Incra. La riforma agraria deve continuare a essere difesa perchè è la strada per arrivare alla sovranità alimentare, mentre la política dell'Incra deve essere severamente criticata per l'equívoco che contiene, di non fare la riforma Agraria in tutto il Paese.


In secondo luogo, la política di riforma agrária dell'Incra é la stessa degli anni 90 ed è caratterizzata da due principi: non farla nelle aree di dominio dell'agrobusines e, farla nelle aree dove può aiutare l'espansione dell'agrobusines.. Qui sta la seconda ragione di separare la difesa della Riforma Agraria dalla difesa della politica dell'Incra. Quando si guarda agli insediamenti di sei municipi nello Stato del Mato Grosso, campione assoluto della deforestazione in Amazzonia, si trovano subito gli insediamenti Mercedes Bens I e II impiantati nel 1997 nel município di Tabaporã nel Nord dello stato, in terre già concesse dalla dittatura militare, per un progetto agricolo e di allevamento di una multinazionale, incentivato dal Sudam. Questi insediamenti occupano 65 mila ettari con la capacità di insediare 1.018 famiglie, ma, secondo il registro dell'Incra, ha solo 954 famiglie insediate. Nella relazione del ministero dell'Ambiente, più di 49 mila ettari furono disboscati in questi insediamenti, ossia più del 75% della copertura vegetale, mentre la legge permette di disboscare solo il 20%. Questi insediamenti sono localizzati in una zona di espansione di allevamento di bovini provenienta da Porto dos Gaúchos e Juara nella valle del rio Arinos al nord della strada che collega queste città a Sinop.

Le immagini del satellite analizzate dal INPE e disponíbili su Internet, e quelle di Google Earth, sono la prova di queste deforestazioni illegali.
L'Incra ne ha la colpa, perche non fa una politica di accompagnamento di questi insediamenti. Gli insediati "vendono" illegalmente i loro lotti di terra all'agrobusiness, che per "comprarli" li vuole completamente deforestati (in questo modo la responsabilità della deforestazione è degli insediati e dell'Incra). Oppure viene usato un altro espediente, vengono ceduti capi di bestiame perche' siano allevati in collaborazione con gli insediati.
In entrambi i casi, la foresta è distrutta per far posto al pascolo e all'allevamento.


Lo stesso avviene negli insediamenti Cotriguaçu (1992), Nova Cotriguaçu (1995) e Juruena (1997) che furono impiantati nel município di Cotriguaçu, in un'area di terre pubbliche, scandalo che ha coinvolto un ministro dell' agricoltura del Governo Geisel, e la vendita autorizzata dal Senato di 2 milioni di ettari di terre pubbliche dal governo del Mato Grosso negli anni 70.
Queste occupano un'area totale di 141 mila ettari, con capacità per insediare 2.229 famiglie, ma ne sono state insediate ufficialmente 1.883. Secondo il Ministro dell'Ambiente più di 46 mila ettari di foresta furono distrutti per fare pascoli per allevamenti bovini. Nell'insediamento Bordolândia impiantato dall'attuale governo nel 2007, nel município di Bom Jesus do Araguaia nelle terre di un antico impianto di congelamento, anch'esso beneficiario degli incentivi fiscali del Sudam durante la dittatura militare, il quadro é identico. Là in un'area di 50 mila ettari ettari, con capacità per insediare 1202 famiglie, ce ne sono ufficialmente 889.

 

Nel município di Querência ci sono gli insediamenti Coutinho União (1995), Brasil Novo e Pingo Dágua (1998), São Manuel (1999) e Canaã I (2006). Essi sommano un'area di 101 mila ettari con 1.054 famiglie ufficialmente insediate, ma con una capacità di 1.381. Nel município di Nova Ubiratã ci sono gli insediamenti Santa Terezinha II e Boa Esperança I, II e III entrambi del 1988, e Cedro Rosa del 1999, che occupano 48 mila ettari con una capacità di 669 famílias, ma con solo 572 insediate.
Questi due municipi sono sul fronte di espansione dell'allevamento e della soia e sono stati distrutti più di 30 mila ettari di foresta, per la pressione dell'agrobusiness dell'allevamento di buoi e per la soia É ovvio che questo processo non sarebbe potuto avvenire senza la partecipazione o l'omissione di Incra.


Nella lista divulgata dal Ministero dell'Ambiente sono stati messi insieme proprietari individuali e insediamenti complessivi, questo crea l'illusione che la responsabilità sia della riforma agraria, ma non è vero.. Quando si divide il totale deforestato per il numero di famiglie insediate si verifica che la media è meno di 70 ettari. Pertanto, i maggiori distruttori dell' Amazzonia Legale continuano ad essere i grandi allevatori e i produttori di soia, falsi proprietari o no di terra.
Per aumentare il disastro di questa politica dell'attuale governo, l'Incra e l'AGU hanno cambiato le normative che regolarizzavano le terre dei quilombos, e il presidente dell' Incra, in un'intervista al giornale Estado de São Paulo (02/10/2008) ha affermato: "d'ora in avanti le disappropriazioni delle terre saranno pagate completamente in denaro. Prima una parte era pagata in TDA. Questo favorisce il proprietario e elimina i ritardi di esproprio per la riforma agraria".
Non c'è quindi differenza tra l'Incra e una immobiliare privata del mercato delle terre.
Giammai questa politica porterà a una riforma agrária e molto meno alla giustizia sociale. Per questo una parola d'ordine si impone: - Il III PNRA - Piano Nazionale di Riforma Agraria deve essere sotto il controllo político dei contadini senza terra.

 

 


(*) Ariovaldo Umbelino - Professor titolare di Geografia Agrária, della USP (Università di São Paulo)