Cronaca della 2° edizione delle giornate di agroecologia in Parana

Cronaca della 2° edizione delle giornate di agroecologia in Parana
Paraná, 7-9 Maggio 2003
2° Edizione delle GIORNATE DI AGROECOLOGIA e distruzione di una piantagione di mais transgenico della Monsanto da parte di VIA CAMPESINA

Jean Marc della ASPTA, ha ricordato che oggi esistono due importanti poli di resistenza ai transgenici, uno è il Brasile per la sua capacità di produzione agricola, l'altro è l'Europa, per la coscienza acquisita dai consumatori che non comprano prodotti transgenici

Con il tema "Terra libera dai transgenici e senza agrotossici", si è chiusa il 9 maggio, la 2° edizione delle Giornate di Agroecologia.
Sono stati realizzati tre giorni di dibattiti, laboratori e mobilitazioni, contro i transgenici e per la costruzione di un progetto popolare per l'agricoltura e per il Brasile.
Il primo giorno c'è stata una manifestazione al centro della città di Ponta Grossa. L'appuntamento era davanti alla cattedrale, dove ciascun partecipante ha ricevuto un piatto in cui era scritto "I transgenici io non li mangio". Si è mosso poi un corteo che ha attraversato le strade principali della città. Alla fine vari prodotti dell'industria che contenevano transgenici sono stati bruciati. All'inizio della manifestazione erano presenti varie autorità tra le quali il vice-governatore dello stato del Parana, Orlando Pessuti, che ha riaffermato la determinazione del governo dello stato di mantenere le terre del Parana libere dai transgenici. Era anche presente Plínio de Arruda Sampaio che ha parlato della necessità di cambiare il modello agricolo attuale che causa oggi seri problemi, come la fame (poiché si produce per far arricchire le imprese multinazionali e non per alimentare il popolo) e l'uso di agrotossici che causano seri danni alla natura e alle persone. Per risolvere questi problemi, l'alternativa è fare una vera riforma agraria e mutare il modello tecnologico, ossia sostituire gli agrotossici con una produzione agroecologica che generi autonomia e sovranità rispetto ai semi e alla produzione agricola.
Ci sono stati importanti dibattiti. Molto applaudito è stato Peter Rosset che ha detto che la sopravvivenza o il fallimento della Monsanto è nelle mani dei brasiliani, perché oggi dipende dall'apertura del mercato brasiliano dei semi di soia, che è uno dei maggiori mercati del mondo. Per questo c'è una forte spinta nei confronti del Brasile perché apra ai transgenici. Jean Marc della ASPTA, ha ricordato che oggi esistono due importanti poli di resistenza ai transgenici, uno è il Brasile per la sua capacità di produzione agricola, l'altro è l'Europa, per la coscienza acquisita dai consumatori che non comprano prodotti transgenici. I produttori statunitensi hanno perso una grossa fetta di mercato poiché producono transgenici; per questo la loro strategia è quella di incentivare la produzione di transgenici in Brasile in modo che l'Europa non abbia la possibilità di comprare prodotti non transgenici.
Nella plenaria finale è stato approvato un documento della Giornata di Agroecologia che riafferma la continuità delle azioni organizzate da più di venti entità organizzatrici dell'evento, con i seguenti obiettivi:

 

  1. Realizzare politiche pubbliche di promozione dell'agricoltura ecologica familiare, con linee di credito assistito, programmi di forniture ad istituzioni pubbliche e popolari per l'eliminazione della fame, agroindustrializzazione comunitaria dei prodotti ecologici, creazione di corsi di insegnamento medio e universitario in agroecologia e introduzione di questa disciplina nel curriculum scolastico, ridirezionare la ricerca e il settore rurale pubblico.
  2. Promuovere in forma permanente la campagna "I semi sono patrimonio dell'umanità", combattere la distruzione delle foreste e impedire la privatizzazione delle acque.
  3. Conquistare una riforma agraria di massa che riscatti la dignità di milioni di famiglie e metta fine al latifondo, stabilisca il limite massimo per la proprietà di terra in Brasile.
  4. Partecipare alla mobilitazioni internazionali e brasiliane contro l'ALCA e il WTO
  5. Partecipare alle azioni della Campagna "per un Brasile libero dai transgenici"
  6. Esigere che il governo federale espropri le aziende che coltivano illegalmente transgenici nel paese
  7. Stimolare e organizzare occupazioni in aree che contengano coltivazioni di transgenici illegali

Il documento e le mozioni destinate al Presidente Lula e al Governatore Roberto Requião possono essere lette integralmente al seguente indirizzo: www.jornadadeagroecologia.com.br

 

I 4000 partecipanti hanno poi preso la decisione di distruggere una piantagione di mais transgenico della Monsanto che era a pochi chilometri daL luogo di realizzazione dell'incontro.
Nel pomeriggio uomini, donne, bambini e giovani sono andati in direzione dell'area di esperimenti transgenici. In pochi minuti la piantagione di 10 ettari di mais RR è stata estirpata e poi bruciata. Così si è chiusa la 2° Giornata di Agroecologia con lo slogan:
Fuori la Monsanto, vogliamo un mondo e un Brasile ecologico e dignitoso, libero per sempre dai transgenici.