I piccoli agricoltori raffreddano il pianeta

I piccoli agricoltori raffreddano il pianeta
Comunicato di Via Campesina Internazionale, 14/11/2007
(traduzione di Antonio Lupo)

Le attuali forme - a livello globale- di produzione, consumo e mercato hanno causato una distruzione massiva dell'ambiente, compreso il riscaldamento globale, che sta mettendo a rischio gli ecosistemi del nostro pianeta e portando le comunità umane verso il disastro. Il riscaldamento globale dimostra la rovina del modello di sviluppo basato sul consumo di energia fossile, sulla superproduzione e il libero commercio.
I contadini di tutto il mondo tendono la mano agli altri movimenti sociali, organizzazioni, persone e comunità per invertire la tendenza attuale. I contadini, soprattutto i piccoli produttori, sono i primi a soffrire dei colpi dei cambiamenti climatici.
Questi cambiamenti provocano siccità poco usuali, inondazioni e tormente, distruggendo terre coltivate e le case dei contadini. Inoltre specie animali e vegetali stanno scomparendo a un ritmo senza precedenti.
I contadini devono adattarsi, adattare le loro sementi e i loro abituali sistemi di produzione a una nuova situazione che è imprevedibile. La siccità e le inondazioni stanno rovinando i raccolti, aumentando il numero degli affamati nel mondo.
Ci sono studi che prevedono la diminuzione della produzione agricola globale dal 3 al 16% per l'anno 2008. Nelle regioni tropicali, il riscaldamento globale provocherà probabilmente una grave caduta dell'agricoltura (più del 50% in Senegal e più del 40% in India), e un accelerazione della desertificazione delle terre coltivate. D'altra parte, enormi aree in Russia e Canada diventeranno per la prima volta nella storia umana coltivabili, ma non si sa come queste regioni potranno essere coltivate.
La produzione e il consumo industriale di alimenti stanno contribuendo significativamente al riscaldamento e alla distruzione delle comunità rurali. Il trasporto intercontinentale di alimenti, la monocoltura intensiva, la distruzione di terre e boschi e l'uso di concimi chimici in agricoltura stanno trasformando l'agricoltura in consumatrice di energia e contribuendo ai cambiamenti climatici.
A causa delle politiche neoliberali imposte dall'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), come dalla banca Mondiale (BM) e dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), e dagli accordi di libero commercio bilaterali, il cibo viene prodotto con pesticidi derivati dal petrolio e fertilizzanti, e trasportati in tutto il mondo per la trasformazione e il consumo.

Via Campesina, un movimento che riunisce milioni di contadini e produttori di tutto il mondo, dichiara che è ora di cambiare radicalmente il modo di produrre, trasformare, commercializzare e consumare alimenti e prodotti agricoli. Crediamo che l'agricoltura sostenibile su piccola scala e per il consumo locale di alimenti andrà a invertire l'attuale devastazione e sostentare milioni di famiglie contadine. L'agricoltura potrà inoltre contribuire al raffreddamento della terra, utilizzando pratiche agricole che riducano le emissioni di CO2 e il consumo energia da parte dei contadini. Inoltre i contadini possono contribuire alla produzione di energia rinnovabile, specialmente solare e biogas. L'agricoltura globalizzata industrializzata genera il riscaldamento globale per i seguenti motivi:
1) Per il trasporto di alimenti in tutto il mondo Si trasportano alimenti freschi e confezionati in tutto il mondo, non è raro trovare negli Stati Uniti e in Europa frutta, verdure, carne e vino provenienti dall'Africa, America del Sud o Oceania. Troviamo anche riso asiatico in America o in Africa.
I combustibili fossili usati per il trasporto liberano tonnellate di C02 nell'atmosfera. L'organizzazione di contadini svizzeri UNITERRE ha calcolato che un chilo di asparagi importati dal Messico necessita di 5 litri di petrolio per viaggiare fino alla Svizzera per via aerea (11.800 KM), mentre un chilo di asparagi prodotti a Ginevra necessita solamente 0,3 litri di petrolio per arrivare al consumatore.
2) Per l'imposizione di mezzi industriali di produzione (meccanizzazione, inten- sificazione dell'uso di agrochimici, monocoltura) La cosiddetta agricoltura moderna, specialmente la monocoltura industriale, sta distruggendo i processi naturali del suolo (la qual cosa conduce alla presenza di CO2 nello stesso), che sono sostituiti da processi chimici basati su fertilizzanti e pesticidi.
Inoltre a causa dell'uso di fertilizzanti chimici, degli allevamenti intensivi e della monocoltura, si produce un significativo volume di ossido nitroso (NO2), il terzo gas-effetto serra, responsabile del riscaldamento globale. In Europa, il 40 % dell'energia consumata nell'agricoltura intensiva si deve alla produzione di fertilizzanti azotati.
A sua volta la produzione agricola industriale consuma molto più energia (e libera più CO2) per muovere i suoi trattori giganteschi per coltivare la terra.
3) Per la distruzione della biodiversità Il ciclo del carbonio ha mantenuto stabile il clima per milioni di anni. Le AgroIndustrie hanno distrutto questo equilibrio imponendo in modo generalizzato l'agricoltura chimica (con l'uso massivo di pesticidi e fertilizzanti derivati dal petrolio), bruciando le foreste per fare piantagioni in monocoltura e distruggendo le terre umide e la biodiversità.
4) Conversione della terra e boschi in aree non agricole. Boschi, pascoli e terre coltivate sono state convertite rapidamente in aree di produzione agricola industriale, in centri commerciali, complessi industriali, grandi edifici e grandi progetti di infra-strutture o in complessi turistici. Questo produce liberazione massiccia di carbonio e riduce la capacità di assorbirlo.
5) Trasformazione dell'agricoltura da produttrice a consumatrice di energia In termini energetici, il principale ruolo svolto dalle piante e dall'agricoltura è trasformare l'energia solare in energia contenuta dagli zuccheri e cellulose, che possono essere direttamente assorbite nel cibo o trasformate in prodotti di origine animale. Questo processo é naturale e genera energia nella catena alimentare.
L'industrializzazione dell'agricoltura ci ha portato negli ultimi 200 anni, a una agricoltura che consuma energia (usando trattori, agrochimici e fertilizzanti).

Le False soluzioni
Gli agrocombustibili (prodotti a partire da piante e alberi) vengono spesso presentati come una soluzione all'attuale crisi energetica. Secondo il protocollo di Kyoto, il 20% del consumo globale di energia dovrebbe provenire da fonti rinnovabili entro il 2020 - compreso gli agrocombustibili.
Tralasciando la pazzia di produrre cibo per le automobili mentre molti esseri umani muoiono di fame, la produzione industriale di agrocombustibili aumenterà il riscaldamento globale, invece di ridurlo.
In cambio di una piccola riduzione ancora non provata (tranne che con la canna da zucchero) di alcuni gas-serra, confronto ai combustibili fossili, la produzione di monocoltura di palma, soia, miglio o canna da zucchero contribuirà al deforestamento e alla distruzione della biodiversità. La produzione intensiva di agrocombustibili non è una soluzione per il riscaldamento globale né risolverà la crisi globale nel settore agricolo.

Il commercio di carbonio
Nel protocollo di Kyoto e in altri programmi internazionali, il "commercio di carbonio" è stato presentato come una soluzione per il riscaldamento globale. É una privatizzazione del carbonio, dopo quella della terra, aria, sementi, acqua e altre risorse.
Permette che i governi firmino contratti con i grandi inquinatori industriali, in modo che questi possano comprare il "diritto di inquinare". Altri programmi prevedono che i paesi industrializzati finanzino, per evitare la riduzione delle loro emissioni di CO2, grandi piantagioni nel sud del mondo che assorbino le emissioni, a prezzo economico.
In questa maniera, vengono create grandi piantagioni in aree di preservazione naturale in Asia, Africa e America Latina, con l'espulsione delle comunità indigene dalla loro terra e riducendo il lorodiritto di accesso ai boschi , campi e fiumi.

Coltivazioni e piante transgeniche
Attualmente si stanno sviluppando coltivazioni di piante e alberi transgenici per gli agrocombustibili. Gli organismi geneticamente modificati non risolveranno nessuna crisi ambientale, ma sono loro stessi un rischio per l'ambiente, la salute e la sicurezza.
Queste coltivazioni transgeniche fanno perte della "seconda generazione" degli agrocombustibili, basati sulla cellulosa, mentre la prima generazione, si basa sulle differenti forme di zucchero delle piante. Inoltre, anche quando non si usano varietà transgeniche, la seconda generazione presenta gli stessi problemi della prima (deforestazione, ecc.).
La Sovranità Alimentare dà mezzi di sussistenza a milioni di persone e protegge la vita della terra.
Via Campesina ritiene che le soluzioni dell'attuale crisi devono nascere da attori sociali organizzati, che stanno sviluppando modelli di produzione, commercio e consumo basati sulla giustizia, sulla solidarietà e su comunità che vivono in modo salubre.
Nessuna soluzione tecnologica risolverà il disastro ambientale e sociale. Solo un cambiamento radicale nella forma di produzione, commercializzazione e consumo potrà dare buona terra alle comunità contadine e cittadine. L'agricoltura sostenibile in piccola scala, con molta forza lavoro e poco consumo di energia, può contribuire al raffreddamento della terra:
- Assorbendo più CO2 nel suolo, in modo organico, attraverso produzioni sostenibili (la produzione estensiva di vacche e ovini ha un bilancio positivo di gas serra).
- Sostituzione dei fertilizzanti azotati con l'agricoltura ecologica e/o coltivando specie di piante che catturano direttamente l'azoto dall'aria.
- Produzione di biogas dai residui animali e vegetali, con la condizione di mantenere sufficiente materia organica nel suolo.
In tutto il mondo pratichiamo e difendiamo l'agricoltura familiare e sostenibile e su piccola scala, e esigiamo sovranità alimentare. La sovranità alimentare è il diritto delle persone ad alimenti salubri e culturalmente appropriati, prodotti attraverso metodi sostenibili , e il loro diritto a scegliere come alimentarsi e i sistemi di agricoltura. La sovranità alimentare da priorità alle economie e ai mercati nazionali, dando potere ai contadini e piccoli agricoltori, ai pescatori tradizionali, ai pastori . Esigiamo urgentemente che si prendano le seguenti decisioni locali, nazionali e internazionali:
1) Lo smantellamento completo delle imprese di agrocombustibili che stanno spogliando i piccoli agricoltori della propria terra, creando rifiuti e producendo disastri ambientali.
2) La sostituzione dell'agricoltura industrializzata con l'agricoltura sostenibile su piccola scala, appoggiata da veri programmi di riforma agraria.
3) La promozione di politiche energetiche sensate e sostenibili, che prevedano un consumo minore di energia e la produzione di energia solare e biogas dai contadini.
4) Lo sviluppo di politiche di agricoltura e commercio a livello locale, nazionale e internazionale, che diano supporto all'agricoltura sostenibile e al consumo di alimenti locali, con l'abolizione totale dei sussidi che portano al dumping (competizione sleale), cioè a cibi a basso prezzo sui mercati di esportazione e nazionali.
Per dare mezzi di sussistenza a milioni di piccoli produttori di tutto il mondo, per la salute delle persone e la sopravvivenza del pianeta: esigiamo sovranità alimentare e ci impegniamo a lottare collettivamente per ottenerla.