Lettera a Lula su ALCA e BC

Lettera degli intellettuali al presidente Lula
1 maggio 2003
Caro Presidente
Questa lettera le viene inviata da persone che apprezzano il suo percorso politico e desiderano prestarle ogni possibile aiuto, perché Lei possa corrispondere alle enormi speranze che la sua vittoria ha risvegliato nel popolo brasiliano.

Consci della situazione economico-finanziaria del paese, abbiamo una chiara percezione delle difficoltà interne ed esterne che hanno portato il governo ad emettere misure di restrizione delle spese e di elevazione degli interessi. Sappiamo, oltre a ciò, che la globalizzazione ha provocato modificazioni sostanziali nell'economia mondiale e che sarà molto difficile sviluppare il paese senza partecipare in qualche modo alla comunità finanziaria internazionale.
Questi condizionamenti non possono tuttavia significare la rinuncia alla nostra sovranità
Due misure sono particolarmente preoccupanti in relazione a questo aspetto: il negoziato sull'ALCA e la pretesa autonomia della Banca Centrale.
Il primo, come alcuni di noi hanno già argomentato con lunghi e ripetuti ragionamenti, esporrà i nostri produttori industriali, agricoli e dei servizi a una concorrenza assolutamente diseguale, la cui prima conseguenza sarà una denazionalizzazione ancora maggiore del nostro apparato produttivo. Per la sua estensione, che va ben al di là degli accordi commerciali, coinvolgendo l'agricoltura, gli investimenti, gli acquisti statali, la moneta, i servizi, questo negoziato manifesta chiaramente l'intenzione del Governo statunitense di ricolonizzare il continente, favorendo soltanto i propri interessi.
La seconda implica l'affidamento del controllo della nostra moneta ai capitali esteri e, quindi, la rinuncia al progetto nazionale. Non si può nascondere che, essendo i settori più dinamici della nostra economia nelle mani di imprese straniere, l'autonomia della Banca Centrale significa trasferire a loro la fissazione del valore della nostra moneta.
Per queste ragioni, abbiamo preso la decisione di inviarle questa lettera. Noi pensiamo che tanto l'ALCA quanto l'autonomia della Banca Centrale siano questioni non negoziabili, visto che hanno a che fare con l'intangibilità della stessa sovranità della Nazione. Una decisione di una tale importanza deve essere presa dal detentore di questa sovranità: il popolo brasiliano. Così, ogni brasiliano e ogni brasiliana dovrebbero essere chiamati a pronunciarsi su entrambe le questioni attraverso un plebiscito convocato proprio per questo scopo.
Il plebiscito farebbe nascere una grande discussione nazionale sui due temi, fornendo in questo modo le basi per una decisione realmente democratica su di essi.
Siamo convinti che un atteggiamento fermo del Brasile modificherà la posizione di forze che stanno facendo pressione su di noi e aprirà il cammino perché possiamo costruire autonomamente i percorsi più utili al nostro sviluppo.
Tuttavia, se così non sarà, e il governo sarà messo nella condizione di rompere con le forze che stanno facendo pressione su di esso, creda, Signor Presidente, che le rappresaglie non saranno insopportabili. La nostra economia è sufficientemente forte per resistere ad esse, e il nostro popolo è sufficientemente politicizzato per darle l'appoggio necessario in questo scontro.

Brasile, 1 maggio 2003

- Alfredo Bosi, critico letterario, membro dell'accademia brasiliana delle lettere
- Ana Maria Freire, educatrice, vedova di Paulo Freire
- Ana Maria Castro. Educatrice, figlia di Josue de castro
- Ariovaldo Umbelino de Oliveira, geografo della USP
- Augusto Boal, regista
- Benedito Mariano, ricercatore
- Bernardete de Oliveira, antropologa della UNESP
- Carlos Nelson Coutinho, politologo e filosofo
- Chico Buarque, musicista e scrittore
- Dom Demetrio Valentini, vescovo
- Dom Paulo Arns, cardinale
- Dom Pedro Casaldaliga, vescovo
- Dom Tomas Balduino, vescovo
- Emir Sader, politologo
- Fabio Konder Comparato, giurista
- Fernando Morais, scrittore
- Francisco de Oliveira, sociologo
- Haroldo Campos, poeta e traduttore
- Joanna Fomm, attrice
- Leonardo Boff, teologo, filosofo e scrittore
- Luis Fernando Verissimo, scrittore
- Margarida Genovois, attivista dei diritti umani
- Maria Adelia de Souza, geografa , ricercatrice con Miltom santos
- Manuel Correia de Andrade, geografo, specialista del nordest brasiliano
- Marilena Chauí, filosofa
- Nilo Batista, giurista
- Ervino Schmidt. Pastore della chiesa luterana e direttore del CONIC
- Plínio Arruda Sampaio, consulente FAO sulle questioni agrarie, direttore del periodico "Correio da cidadania"
- Oscar Niemeyer, architetto
- Ricardo Antunes, politologo
- Sergio Haddad, Educatore e presidente di ABONG (Associazione Brasiliana delle ONGs)
- Sergio Ferolla, brigadeiro de la Aeronáutica
- Tatau Godinho, femminista
- Valton Miranda, psichiatra