Tribunale internazionale sui crimini del latifondo - Pará

Tribunale internazionale sui crimini del latifondo
Pará, Settembre 2003
Lo Stato del Parà è stato segnato da gravi e violenti conflitti per la terra che negli ultimi decenni hanno provocato centinaia di vittime tra i contadini. La maggior parte dei conflitti, soprattutto quelli avvenuti nel sud dello Stato, è riportata dalla stampa regionale, statale, nazionale e internazionale, che indica il Parà come la regione più violenta del Brasile. Evidentemente, se è vero il fatto che il sud del Parà è la regione più violenta secondo i dati della Commissione Pastorale della Terra (Cpt), non si può omettere il fatto che la violenza nei campi del Parà si è andata espandendo, più precisamente negli ultimi anni.

I conflitti colpiscono varie regioni in forma differenziata. Nella regione del basso Amazonas, nei municipi di Santarém, Monte Alegre, Almerim, Alenquer, l'introduzione della coltivazione della soia ha provocato innumerevoli conflitti per la proprietà della terra, con il contributo anche della violenza della polizia. Decine di "gauchos", venuti dal centro-ovest, occupano la regione appropriandosi delle terre mediante documenti falsi (grilagem) o mediante l'espulsione dei coloni. Il progetto di coltivazione della soia incide su due situazioni gravi. Nella regione di Santarém, i grileiros utilizzano terre acquistate nella maggior parte dei casi grazie alla forza e alle pressioni esercitate contro i coloni della regione di Santarém-Cuiabà. Nelle aree dei municipi di Almerim, Alenquer, Monte Alegre c'è un processo di appropriazione e sfruttamento del legname che segna la prima fase dell'occupazione del territorio per l'uso successivo della monocultura della soia.

Nella regione del nordest del Parà, con lo sviluppo del movimento sociale contadino (Mst e Mpa) si è assistito negli ultimi anni ad un aumento considerevole dei conflitti, soprattutto lungo la Rodovia Belém-Brasilia. Vi sono registri di assassinii e di violenza poliziesca. Attualmente circa 800 famiglie sono accampate nella regione di Irituia e Mae do Rio, in attesa dei provvedimenti dell'Incra per l'insediamento delle famiglie. In questa regione, dopo l'occupazione del complesso Bacuri (Castanhal), e la realizzazione dell'insediamento Joao Batista, i fazendeiros hanno ripreso con forza le loro attività nell'Unione Democratica Ruralista (Udr), che agisce, in molti casi, in collaborazione con l'apparato poliziesco, minacciando i leader dei lavoratori rurali.

Nella regione al sudest dello Stato, soprattutto nei municipi di Altamira, Itaituba, Anapu, Novo Repartimento e Pacajà, vi sono gravi conflitti per la terra e per le risorse forestali, specialmente il legname. In questa regione l'attività del movimento sociale contadino non è molto sviluppata e poiché si tratta anche di una geografia segnata ancora dalla presenza della foresta e dei fiumi l'accesso è difficile, cosa che favorisce la pratica del lavoro schiavo e di quell'attività tradizionale in Amazzonia che è l'assassinio dei lavoratori per mezzo di pistoleri. Nella regione di Castelo dos Sonhos (Altamira) e Novo Repartimento in due anni sono state assassinate più di dieci persone, e diverse sono scomparse. Solamente quest'anno, in Novo Repartimento, sono avvenuti già sei assassinii e tre a Castelo dos Sonhos.

Nelle isole dello Stato o nella regione del Marajò il conflitto non è diverso. Sono presenti il lavoro schiavo, la violenza contro i ribeirinhos e anche assassinii. In Afuà e Gurupà i conflitti sono costati la vita già a tre lavoratori (2002 e 2003), senza contare le innumerevoli denunce contro l'azione dei "pirati dei fiumi" che rubano i prodotti e le barche dei pescatori. Chi denuncia è generalmente vittima dell'azione dei fazendeiros della regione. Nella regione di Bagre, Portel e Breves lo sfruttamento del legname avanza dentro il fiume consumando le ultime riserve di foresta della regione. Questa regione sopporta ancora il peso del peggior indice dello sviluppo umano dello Stato del Parà, che già occupa il 19.mo posto nella classifica nazionale.

Nella regione sud e sudest, le aree tradizionalmente più violente dello Stato del Parà, malgrado l'occupazione della maggior parte dei latifondi vicini ai centri abitati, la violenza si mantiene, anche con indici elevati, in municipi come Marabà e Itupiranga, che negli ultimi dieci anni appaiono sempre nelle statistiche relative ad assassinii di lavoratori rurali, con l'indicazione dell'alto numero di conflitti per la proprietà della terra.

Anche il numero dei lavoratori sottomessi a un regime di schiavitù è elevato nello Stato, interessando 22 municipi, soprattutto nel sud e nel sudest. Nel bilancio preventivo del 2003, il Ministero del Lavoro conferma che 1.193 lavoratori sono stati liberati in fazendas del Parà sui 1.695 del paese (il 70% di tutti i casi individuati).

È importante anche sottolineare che la violenza e i conflitti, prima intensi nella regione di Conceicao do Araguaia, Rio Maria, Xinguara, Eldorado e Parauapebas, oggi si dislocano con intensità e rapidità in una regione nota come terra di mezzo, tra i fiumi Xingu e Iriri, regione ancora sconosciuta per ciò che riguarda il quadro reale della violenza e dei conflitti. Comprende soprattutto l'area del municipio di Sao Felix do Xingu e Altamira. La lotta per la terra assume caratteristiche differenti in questa regione in cui il grileiro è in disputa non solo con il colono ma anche con altri grileiros. Con un alto livello di concentrazione e accaparramento delle terre mediante la falsificazione di documenti, il processo predatorio è intenso, con incendi e abbattimento della foresta nativa per l'allevamento di bestiame nelle fazendas. Si stima che nella regione esistano 10 milioni di capi di bestiame. Anche l'attività di grilagem è intensa in questa regione, dove un solo proprietario si è accaparrato 4,7 milioni di ettari di terra (l'ultima Cpi delle terre pubbliche del Parà ha registrato 30 milioni di ettari "grilados" nel Parà.

Secondo i registri della Commissione Pastorale della Terra, negli ultimi 31 anni (1971-2002), nello Stato del Parà, sono stati assassinati 726 contadini. Nella prima metà di questo periodo sono stati registrati 340 assassinii in conflitti fondiari. Nella seconda metà del periodo (1986-2002) sono stati uccisi 386 contadini, a dimostrazione della persistenza nel tempo del modello di violenza esistente nello Stato. In questo 2003 sono già stati registrati dalla Cpt del Parà 21 assassinii di lavoratori rurali. Nello Stato vi sono circa 20mila famiglie senza terra e gli accampamenti si distribuiscono in varie regioni.

La realtà attuale che affrontiamo nel Parà ha raggiunto il suo culmine sotto il governo di Fernando Henrique Cardoso e, nel nostro Stato, sotto il governo di Almir Gabriel (1994-2002), periodo in cui il latifondo ha goduto della massima libertà di azione e di crimine. Abbiamo allora deciso di convocare sul banco degli imputati Fernando Henrique Cardoso e Almir Gabriel e i latifondisti perché siano giudicati per i loro atti dal Tribunale internazionale sui crimini del latifondo in Parà, nel quale risponderanno dei casi di Eldorado dos Carajàs, dei leader del Mst Onalicio Araujo Barros e Valentim Serra, del presidente del Sindacato dei Lavoratori Rurali di Rondon do Parà, del leader del Mst Ivo Laurindo do Carmo, dei leader sindacali Bartolomeu Moraes da Silva, Ademir Alfeu Fredericci, José Orlando Sousa, del sindacalista José Pinheiro Lima, di sua moglie Cleonice Campos e di suo figlio Samuel Campos Lima, di Grilagem di terre, di crimini ambientali e di lavoro schiavo. Dal 2002 i casi sono stati 3064, in 22 municipi dello Stato.

Jax Nildo Aragao Pinto,
membro del coordinamento della Cpt del Parà

Il Tribunale Internazionale sui Crimini del Latifondo in Parà si svolgerà dal 27 al 30 ottobre del 2003 a Belém, con l'obiettivo di attrarre l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale e internazionale sulle reiterate violazioni di diritti umani nello Stato del Parà e in Brasile; di favorire l'accesso alla giustizia per la popolazione rurale, soprattutto in casi di violazione dei suoi diritti e rivendicazioni di cittadinanza. L'evento sarà organizzato in due momenti. Il primo attraverso seminari regionali nello Stato del Parà, per poter coinvolgere un maggior numero di operatori sociali e incoraggiare la ricerca di soluzioni per i casi di violazioni dei diritti umani e di crimini ambientali. Il secondo è il tribunale propriamente detto, dove potremo contare sulla partecipazione di personalità del mondo politico, artistico e giuridico, legate alla questione dei diritti umani, in maniera da contribuire a dare visibilità alla realtà in cui vive il mondo rurale e a giudicare i veri responsabili dell'infrazione di questi diritti: i latifondisti!