Quinta Conferenza internazionale di Via Campesina - Lettera da Maputo

Quinta Conferenza internazionale di Via Campesina
Lettera da Maputo

Maputo, Mozambico, 19-22 Ottobre, 2008
http://www.unac.org.mz/spip.php?article62
Traduzione di S. Romagnoli

Il mondo intero è in crisi. Una crisi multi-dimensionale. Di alimenti, di energia, climatica e finanziaria. Le soluzioni che il potere propone – più libero commercio, semi transgenici ecc. – ignorano che la crisi è frutto del sistema capitalista e del neoliberismo e che con le soluzioni che propongono non faranno che approfondire il suo impatto. Per trovare reali soluzioni dobbiamo guardare alla Sovranità Alimentare che propone Via Campesina.

Come siamo arrivati alla crisi?
Negli ultimi decenni abbiamo visto l'avanzare del capitalismo finanziario e delle imprese transnazionali in tutti gli aspetti dell'agricoltura e del sistema alimentare dei vari paesi e del mondo. Dalla privatizzazione dei semi e dalla vendita dei pesticidi fino all'acquisto del raccolto, alla lavorazione degli alimenti e al loro trasporto, distribuzione e vendita al consumatore, tutto è già nelle mani di un numero ridotto di imprese. Gli alimenti non sono più un diritto di tutti e tutte e sono diventati soltanto merci. La nostra alimentazione viene omogeneizzata in tutto il mondo con alimenti di cattiva qualità, prezzi che le persone non possono pagare, e le tradizioni culinarie dei nostri popoli si stanno perdendo.

Vediamo anche un'offensiva del capitale sulle risorse naturali, come non si è mai vista dai tempi coloniali. La crisi del margine di profitto del capitale lo spinge verso una guerra di privatizzazione che lo porta ad espellere noi contadini, contadine, comunità indigene, rubando le nostre terre, i territori, le foreste, la biodiversità, l'acqua e le miniere. Un furto privatizzatore. I popoli rurali e l'ambiente sono aggrediti. La semina di agrocombustibili in grandi monoculture industriali è anch'essa una ragione di espulsione, giustificata con falsi discorsi sulla crisi energetica e climatica. La realtà che sta dietro questi ultimi aspetti della crisi ha molto a che vedere con l'attuale modello di trasporto dei beni sulle lunghe distanze e sul trasporto individuale legato all'auto più che con qualsiasi altra cosa.

Con la crisi degli alimenti e con la crisi finanziaria, la situazione diventa più grave. La stessa crisi finanziaria e la crisi degli alimenti sono vincolate alla speculazione del capitale finanziario in relazione agli alimenti e alla terra, a danno delle persone. Ora, il capitale finanziario è disperato e aggredisce gli erari pubblici per rifarsi e questi obbligheranno sempre di più i paesi a fare tagli di bilancio condannandoli a maggiore povertà e maggiore sofferenza. La fame nel mondo procede a grandi passi. Lo sfruttamento e tutte le violenze e in particolare le violenze contro la donna si diffondono nel mondo. Con la recessione economica nei paesi ricchi aumenta la xenofobia contro i lavoratori e le lavoratrici migranti, con il razzismo che assume grandi proporzioni e l'aumento della repressione. E con i giovani che hanno sempre meno opportunità nelle campagne. Questo è quello che offre il modello dominante.

Ossia, tutto va di male in peggio. Nonostante questo, all'interno della crisi, si presentano delle opportunità. Opportunità per il capitalismo che usa la crisi per reinventarsi e trovare nuove forme di mantenere i suoi tassi di profitto, ma anche opportunità per i movimenti sociali che sostengono la tesi che il neoliberismo perde di legittimità tra i popoli e che le istituzioni finanziarie internazionali (Banca Mondiale, FMI, WTO) stanno mostrando la loro incapacità di amministrare la crisi (oltre ad essere parte dei motivi della crisi) creando la possibilità che vengano eliminate e che altre istituzioni regolatrici dell'economia globale nascano e che rispondano ad altri interessi. E' chiaro che le imprese transnazionali sono i veri nemici. Sono quelle che stanno dietro tutto. E' chiaro che i governi neoliberisti non rispondono agli interessi dei popoli. E' anche chiaro che la produzione mondiale di alimenti, controllata da imprese transnazionali, non è capace di alimentare il grande contingente di persone presenti sul nostro pianeta, mentre la Sovranità Alimentare, basata sull'agricoltura contadina locale, diventa sempre più necessaria.

Cosa sosteniamo nella Via Campesina di fronte a questa realtà?

  • La sovranità alimentare: Rinazionalizzare e espellere il capitale speculativo dalla produzione di alimenti è l'unica via d'uscita dalla crisi degli alimenti. Solo l'agricoltura contadina alimenta i popoli, mentre l'agrobusiness produce per l'esportazione e la sua produzione di agrocombustibili serve ad alimentare le automobili e non la gente. La sovranità alimentare, basata sull'agricoltura contadina, è la soluzione alla crisi.
  • Di fronte alle crisi energetiche e climatiche. La diffusione di un sistema alimentare locale, che non si basi sull'agricoltura industriale né sul trasporto sulle lunghe distanze, eliminerebbe fino al 40% delle emissioni di gas che producono l'effetto serra. L'agricoltura industriale riscalda il pianeta mentre l'agricoltura contadina lo raffredda.
  • Un cambiamento relativo ai mezzi di trasporto, a favore di un trasporto collettivo e di altri cambiamenti nelle forme di consumo, sono i passi in più necessari per affrontare la crisi energetica e climatica.
  • La Riforma Agraria vera e integrale, e la difesa del territorio indigeno sono essenziali a rovesciare il processo di espulsione dalle campagne e per rendere disponibile la terra alla produzione di alimenti e non per l'esportazione e i combustibili.
  • L'agricoltura contadina sostenibile: solo la produzione contadina agroecologica può svincolare il prezzo degli alimenti dal prezzo del petrolio, recuperare i suoli degradati dall'agricoltura industriale e produrre alimenti sani e vicini alle nostre comunità.
  • Le conquiste delle donne sono conquiste di tutti: la fine di tutti i tipi di violenza contro le donne, sia fisica che sociale o di altro tipo. La conquista della vera parità di genere in tutti gli spazi interni e i luoghi in cui si dibatte e si prendono decisioni; si tratta di un impegno imprescindibile per avanzare in questo momento come movimenti di trasformazione della società.
  • Il diritto ai semi e all'acqua: semi e acqua sono le vere fonti di vita e sono patrimonio dei popoli. Non possiamo permettere la loro privatizzazione né la coltivazione di semi transgenici o terminator.
  • No alla criminalizzazione dei movimenti sociali. Si alla dichiarazione dei Diritti dei Contadini e delle Contadine all'ONU, proposta da Via Campesina. Sarà uno strumento strategico nel sistema legale internazionale per rafforzare la nostra posizione e i nostri diritti come contadini e contadine.
  • La gioventù delle campagne: É necessario aprire sempre di più spazi, nei nostri movimenti per incorporare la forza e la creatività dei giovani contadini con la loro lotta per costruire il loro futuro nelle campagne
  • Infine, noi produciamo e difendiamo gli alimenti per tutti e tutte

Tutte e tutti i partecipanti alla V Conferenza della Via Campesina ci impegnamo nella difesa dell'agricoltura contadina, per la Sovranità Alimentare, per la dignità e per la vita. Noi mettiamo a disposizione del mondo le soluzioni reali alla crisi globale che stiamo affrontando oggi. Abbiamo il diritto di continuare ad essere contadini e contadine e abbiamo la responsabilità di alimentare i nostri popoli.

Siamo qui, contadini e contadine del mondo e ci rifiutiamo di scomparire.

 

Sovranità Alimentare adesso! Con la lotta e l'unità dei popoli! Globalizziamo la lotta, globalizziamo la speranza.

Speciale: V Conferenza di Via Campesina
- Comunicato stampa del 19 ottobre
- Documento finale della conferenza 23 ottobre
- Discorso di Itelvina Masioli per l'insediamento della nuova CCI
- Relazione di una delegata sul programma di azione di Via Campesina
- Una mistica rende omaggio all'agricoltore Lee
- Lettera da Maputo
- Il capitalismo finanziario ha sequestrato l'agricoltura, dice il MST

Per ulteriori informazioni, consultate www.viacampesina.org