Quinta Conferenza internazionale di Via Campesina - Il capitalismo finanziario ha sequestrato l'agricoltura

Quinta Conferenza internazionale di Via Campesina
Il capitalismo finanziario ha sequestrato l'agricoltura, dice il MST

Articolo di Luis Hernández Navarro,
pubblicato nel giornale messicano La Jornada, del 21-10-2008.
Traduzione di S. Romagnoli

Una delle principali cause dell'attuale crisi alimentare mondiale è la speculazione finanziaria, si dice nella quinta conferenza della Via Campesina. Ma come ha affermato l'indiana Shalmali Gutri, "non si parla di questo nelle relazioni ufficiali". L'agricoltura è stata sequestrata dal capitale finanziario; non è più capace neanche di definire i suoi prezzi, afferma João Pedro Stedile, dirigente del Movimento Sem Terra (MST) del Brasile e uno dei leader contadini più conosciuti al mondo. "In seguito alla crisi finanziaria degli USA - sostiene il documento di lavoro della Via Campesina per il Congresso - gli speculatori hanno cominciato a scambiare i prodotti finanziari con materie prime, inclusi i prodotti agricoli. Questo incide direttamente sui prezzi nel mercato domestico, poiché molti paesi dipendono sempre di più dall'importazione di alimenti. Questo sta succedendo mentre ancora ci sono alimenti sufficienti nel mondo per alimentare la popolazione globale". L'alto prezzo dei prodotti agricoli non è arrivato ai produttori. Il messicano Alberto Gómez, membro del coordinamento internazionale della Via, ha detto che, mentre gli speculatori e i grandi affaristi traggono benefici dalla crisi attuale, la maggioranza degli uomini e delle donne del campo non ottiene benefici. "Seminano, ma il raccolto è compromesso per colpa degli usurai, degli intermediari e dei coiote con il colletto bianco dei fondi di investimento".
Nella Borsa di Chicago, spiega João Pedro Stedile, sono stati già venduti i raccolti dei prossimi sette anni. Ancora non sono stati prodotti ma hanno già un padrone! I riferimenti allo stretto intreccio esistente tra la crisi finanziaria, ambientale, energetica e ecologica sono comuni negli interventi dei delegati ai tavoli regionali e alle varie sessioni di discussione del Congresso. "Non avevamo mai vissuto una crisi come questa: E non siamo stati noi a provocarla", ha detto l'honduregno Rafael Alegría. “L'umanità è minacciata, ma non da noi. Al contrario, siamo quelli che garantiscono gli alimenti. Ora, però, è il capitale finanziario che ha il controllo dei raccolti. Speculano su di loro. Noi siamo chiamati a produrre gli alimenti che mancano. Neanche i prodotti eccedenti di UE e USA potranno risolvere il problema". "Nei nostri paesi sono scoppiate rivolte a causa della fame, ma sono avvenute nelle città in cui si consumano alimenti importati non nelle campagne", puntualizza Ibrahima Coulibaly, del Mali. “Nei nostri villaggi non ci sono stati problemi. Ma, invece di consumare i nostri alimenti, i governi hanno deciso di sussidiare gli alimenti importati".
I dati presentati nell'incontro sono drammatici. Mostrano come, nonostante la produzione resti elevata, la scommessa degli speculatori sulla scarsità per incrementare artificialmente i prezzi ha avuto successo. La produzione mondiale di cereali nel raccolto 2007/2008 è stimata in 2,1 miliardi di tonnellate, il che rappresenta un aumento del 4,7% rispetto al raccolto anteriore. Nonostante questo, il numero di affamati nel mondo è cresciuto drammaticamente fino ad arrivare alla cifra di un miliardo di persone.
João Pedro Stedile ha sintetizzato in cinque punti l'offensiva del capitale finanziario internazionale contro l'agricoltura attraverso vari meccanismi. Primo, attraverso le eccedenze del capitale finanziario: le banche hanno cominciato a comprare azioni di centinaia di imprese che agivano in diversi settori legati all'agricoltura. E, a partire dal controllo della maggior parte delle azioni, hanno promosso un processo di concentrazione monopolistica. Secondo, attraverso la dollarizzazione dell'economia mondiale. Questo ha permesso che le transnazionali traessero profitto dai tassi di cambio favorevoli e entrassero nelle economie nazionali comprando facilmente le imprese locali dominando così i mercati produttori e il commercio dei prodotti agricoli. Terzo, utilizzando le regole imposte dagli organismi internazionali come il WTO, la Banca Mondiale, il FMI e gli accordi multilaterali, che hanno conformato il commercio dei prodotti agricoli agli interessi delle grandi imprese e hanno obbligato i governi servili a liberalizzare il commercio di questi prodotti. Quarto, grazie al credito bancario, la produzione agricola, sempre più dipendente da input industriali, è ormai alla mercè dell'utilizzazione dei crediti bancari per finanziare la produzione. E le banche hanno finanziato l'insediamento e la supremazia dell'agricoltura industriale in tutto il mondo. Infine, nella maggioranza dei paesi i governi hanno abbandonato le politiche pubbliche di protezione del mercato agricolo e dell'economia contadina. Le conseguenze della crisi finanziaria nelle campagne già si sono cominciate a sentire. Il coordinatore generale della Via Campesina, l'indonesiano Henry Saragih, segnala che è in corso una restrizione nel credito e senza credito non è possibile coltivare terra. La crisi - spiega Dena Hoff, della Coalizione degli Agricoltori Familiari degli USA - può essere per i contadini "l'occasione che batte alla porta". Shalmali Gutri è d'accordo e avverte che lo tsunami finanziario è servito a scuotere e mettere in discussione la fede neoliberista. L'agricoltura contadina ha conquistato legittimità João Pedro Stedile concorda con questa analisi. Secondo lui "grazie a Dio e al fatto che Dio continua a essere un contadino, la crisi ci apre grandi opportunità". E' il momento non di stare a braccia conserte ma di partecipare alla sua sepoltura.


Speciale: V Conferenza di Via Campesina
- Comunicato stampa del 19 ottobre
- Documento finale della conferenza 23 ottobre
- Discorso di Itelvina Masioli per l'insediamento della nuova CCI
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