Carta della terra

Carta della terra
In difesa della riforma agraria e dell'agricoltura familiare
30 Maggio 2003

Le organizzazioni che compongono il Forum Nazionale per la Riforma Agraria e la Giustizia nelle Campagne, credendo nell'urgenza della democratizzazione dell'accesso alla terra e all'acqua sostengono la realizzazione di un'ampia riforma agraria e il rafforzamento dell'agricoltura familiare, poiché solo queste garantiranno il diritto al lavoro per la popolazione rurale, storicamente esclusa, e la produzione di alimenti per il mercato interno, costruendo il cammino in direzione della sovranità alimentare per il nostro paese.

Le organizzazioni del Forum sostengono, per questo, la creazione e la realizzazione di un Piano Nazionale di Riforma Agraria e la costruzione di alternative di sviluppo rurale sostenibile e solidale per il Brasile, che modifichino radicalmente l'attuale modello di sviluppo agrozootecnico, escludente, rapinoso e che porta alla concentrazione della terra, del reddito e del potere. Con questo obiettivo, lottano per:

  1. l'espropriazione dei latifondi come via costituzionale per garantire la funzione sociale della terra; una legislazione che limiti le dimensioni delle proprietà rurali, attraverso un emendamento costituzionale e la confisca integrale di tutte le terre dove ci sia lavoro schiavo, sfruttamento del lavoro infantile, coltivazione di piante psicotrope e di quelle usate per pratiche di contrabbando o acquisite mediante pratiche illegali.
  2. il rispetto dei diritti umani nelle campagne, combattendo ogni forma di violenza e la fine dell'impunità; il riconoscimento e la demarcazione delle terre delle comunità indigene e delle aree dei "remanescentes dei quilombos"; la creazione di riserve estrattiviste; la formulazione di politiche pubbliche che rispettino l'organizzazione socioculturale e le forme di appropriazione e uso delle risorse naturali degli indios, dei quilombolas e delle popolazioni come i ribeirinhos, i seringueiros, le rompitrici di cocco e altri
  3. la pianificazione della produzione familiare che tenga in considerazione le diversità regionali, le loro possibilità e sostenibilità economiche sociali e ambientali, con linee di credito di spesa e di investimento accessibili, con programmi di assicurazione agricola e di servizi di assistenza tecnica pubblica gratuita e di qualità e con garanzia di prezzi minimi giusti e di commercializzazione della produzione.
  4. la creazione di agroindustrie popolari nei comuni dell'interno, nelle diverse forme cooperative e associative, per le quali siano indirizzate prioritariamente le risorse pubbliche, per migliorare il reddito delle famiglie e promuovere un processo di diffusione dello sviluppo e dell'economia solidale verso le zone interne.
  5. la produzione di semi da parte degli stessi agricoltori, anche con incentivi alle iniziative popolari di riscatto delle sementi creole, come forma per garantire le sementi come patrimonio dell'umanità. Pertanto combattono la brevettabilità degli esseri viventi e la liberalizzazione della produzione commerciale e l'uso dei semi transgenici, che inducono al monopolio che distrugge la sovranità degli agricoltori e sono nocivi all'ambiente e alla salute umana.
  6. lo sviluppo e la diffusione di nuove tecniche agricole non aggressive per l'ambiente, con l'assunzione di sistemi agrozootecnici sostenibili che eliminino l'uso di agrotossici; la preservazione delle risorse idriche e la democratizzazione dell'accesso alle sorgenti di acque come beni pubblici e patrimonio della società.
  7. il miglioramento e il rafforzamento del sistema previdenziale basato sulla sicurezza sociale, pubblica e universale, che permetta l'accesso e la permanenza dei lavoratori e lavoratrici rurali nel Regime generale della Previdenza Sociale, garantendo una vita dignitosa alla popolazione delle campagne.
  8. la realizzazione delle direttrici operative per l'educazione di base - approvate dal Consiglio Nazionale dell'Educazione - nelle scuole nelle campagne, prima di tutto quelle che stanno all'interno dei progetti di insediamenti, comunità e distretti rurali, rafforzando e utilizzando pratiche educative che abbiano come riferimento la terra e l'acqua, l'organizzazione e la cultura delle campagne, facilitando l'accesso alle scuole, combattendo l'analfabetismo e garantendo il diritto di tutti all'educazione di qualità a tutti i livelli.
  9. la garanzia dell'uguaglianza di opportunità e diritti per donne e giovani che correggano le discriminazioni che derivano da pratiche e sistemi sociali ingiusti, mirando alla loro inclusione sociale a partire da azioni positive perché il loro potenziale organizzativo e le loro abilità produttive siano utilizzate nella costruzione di alternative di sviluppo e di sovranità.
  10. l'elaborazione di politiche pubbliche specifiche per ogni regione del Paese, soprattutto per chi soffre in condizioni climatiche avverse, sottolineando l'importanza dello sviluppo di politiche di convivenza con il semiarido brasiliano, specialmente nordestino (dove si concentra il maggior numero di agricoltori familiari) che, sottoposto all'esaurimento delle risorse naturali, a pratiche clientelari storiche e a tecnologie inadeguate, è alla mercé di programmi compensatori, mentre è urgente una politica di sviluppo sostenibile
    In questa lotta per la riforma agraria e in difesa dell'agricoltura familiare, le organizzazioni e i movimenti sociali firmatari di questo documento, vogliono rafforzare la solidarietà tra i popoli del Continente Latinoamericano attraverso la costruzione di meccanismi giusti di cooperazione e commercializzazione. Sono quindi contrari alla creazione dell'Area del Libero Commercio delle Americhe (ALCA) che rappresenta il monopolio commerciale USA, comprese le multinazionali del settore dell'alimentazione, che vorrebbe essere imposta, realizzando un modello opposto alle storiche lotte popolari per la democratizzazione della terra, delle ricchezze e del potere. Il proseguire di questo tipo di negoziazioni e accordi richiede la realizzazione di un plebiscito come forma di dialogo e partecipazione ampia della popolazione alla questione.
    Le organizzazioni aspettano ancora che gli organismi pubblici, a tutti i livelli di governo, siano strutturati e organizzati per rendere possibile il Piano Nazionale di Riforma Agraria, realizzando politiche pubbliche definite per la loro area di lavoro e che costruiscano alternative di sviluppo per le campagne garantendo la qualità di vita per la popolazione brasiliana.

CONTAG - MST - FETRAF-SUL/CUT - CPT - CÁRITAS - ANMTR - MPA - MAB - CNBB - CMP - CONIC - CONDSEF - Pastorais Sociais/CNBB - MNDH - MTL - ABRA - ABONG - APR - ASPTA - CAPOIB - Centro de Justiça Global - CESE - CIMI - CNASI - DESER - ESPLAR - FASE - FAZER - FEEAB - FIAN-Brasil - FISENGE - IBASE - IBRADES - IDACO - IECLB - IFAS - INESC - MLST - PJR - REDE BRASIL - Rede Social de Justiça - RENAP - SINPAF - TERRA DE DIREITOS