IV CONGRESSO DEL MST - Materiali

Materiali
IV congresso del Movimento Senza Terra
10 Agosto

Le sfide interne al MST
Ademar Bogo
(Direzione MST)
Le sfide fondamentali
Bogo inizia maledicendo gli infiltrati.
Ma il MST cresce ugualmente. C'è un proverbio che dice che il popolo è come l'acqua e nessuno può fermarlo. Il MST ha imparato ad essere come l'acqua che si mischia con la terra. Siamo come il mare, grande, umile. Abbiamo montagne di fronte, il latifondo.
C'è nel movimento una estrema capacità di creare e rappresentare la mistica, cioè realtà e sogno insieme. C'è poca democrazia? Le persone si esprimono anche con il corpo e con i simboli.

<!-- Siamo un popolo migrante che si adatta a qualsiasi situazione. Siamo tutti severini..."Il mio nome è Severino......la morte severina...." --> La riforma agraria non si fa perché siamo sotto l'influenza dell'imperialismo americano. Era possibile farla fino al 1964, poi è iniziato un nuovo modello di agricoltura con veleni e agrotossici. Non ci sono alternative se non si cambia modello.

Alcuni intellettuali non capiscono niente della realtà brasiliana, non hanno capito in che fase del capitalismo siamo. In questo modello non c'è spazio per la riforma agraria

Il governo brasiliano pensa che importare alimenti sia utile al popolo. Così cresce la disoccupazione. Quel che il governo ha speso in 5 anni per la riforma agraria, lo spende in 1 anno per importare alimenti. Bisogna contestare l'importazione di alimenti.

Manca la volontà politica di fare la riforma agraria. Dopo Eldorado il governo ha creato il Ministero della riforma agraria, ma a capo di questo ministero c'è un bufalo che Cardoso ha portato da una sua fazenda. Il Ministro invece di realizzare la riforma agraria parla di corruzione del MST.

Ci sono due strade che possono essere percorse. Una è più facile. Levare le pietre una dopo l'altra. La seconda è più difficile, è aprire una porta e compiere un cammino più rapido.
Vincerà alla fine chi sarà più organizzato. Quanto più cresciamo, più crescono i nostri nemici. Il latifondo è un nemico, ma ce ne sono molti altri: lo stato brasiliano, le multinazionali che sfruttano le nostre forze di lavoro e le materie prime, la tecnologia, i transgenici ecc.

Sono 7 le sfide che abbiamo di fronte:
1. Continuare la lotta per la riforma agraria, ma affrontando nuove questioni. FHC ha cercato di squalificarci, calunniandoci e dicendo che siamo un partito perché le nostre rivendicazioni vanno al di là della riforma agraria. Noi vogliamo la riforma agraria ma

  • vogliamo la riforma agraria del Brasile e non di una colonia USA. Non vogliamo disputare con gli USA la nostra terra;
  • siamo cittadini brasiliani e parte del popolo brasiliano e abbiamo il diritto di discutere e esprimere quel che pensiamo;
  • vogliamo andare per le strade e per i campi a testa alta e non in ginocchio di fronte al FMI. Vogliamo difendere la nostra dignità. Non vogliamo essere un partito politico, ma vogliamo fare politica;
  • siamo contro i transgenici che uccidono la piccola agricoltura;
  • siamo contro l'importazione di alimenti;
  • siamo contro le imprese che producono veleni;
  • Per sostenere tutto questo andremo per le strade tutte le volte che pensiamo che sia importante.

2. Organizzare i poveri del campo intorno ad un programma di riforma agraria. La riforma agraria interessa tutti quelli che abitano nel campo, anche il piccolo proprietario che ha bisogno del credito. Ci vuole un programma che metta insieme piccoli produttori, donne, il movimento di coloro che sono stati danneggiati dalla costruzione delle dighe ecc. Bisogna mettere benzina nel motore, riparare il motore perché la lotta di classe ricominci.
3. Resistere alla dominazione culturale. La riforma agraria è uno dei principali pilastri della resistenza culturale. Abbiamo bisogno di fare una rivoluzione nella distribuzione delle terre, nella produzione dei semi, ma anche nei comportamenti per creare un nuovo tipo di contadino. Abbiamo bisogno di impedire la distruzione della nostra gioventù. Stiamo perdendo le nostre radici culturali. C'è un passerotto azzurro e nero che canta molto bene. Se viene accecato canta più a lungo. L'imperalismo americano ha accecato gli occhi della nostra gioventù, della nostra coscienza, facendoci credere che andare negli shopping centers corrisponda alla felicità. Il Brasile è un paese bellissimo e i brasiliani sono belli, dobbiamo convincerci di questo.
4. Sviluppare la solidarietà. Essere solidali con quelli che ancora non hanno imparato a lottare, a sognare (o hanno smesso di farlo), ad avere speranza, con tutti quelli che soffrono, con gli altri popoli del mondo, con i latinoamericani e con Cuba. L'amicizia con Cuba risale all'origine del MST. Quando qualche mese fa c'è stato un ciclone a Cuba è venuta qui una delegazione di cubani. Noi aspettavamo che venissero a chiederci aiuto. Ci hanno invece offerto di insegnare la medicina ai nostri figli.
La solidarietà non è dare quel che ci avanza, ma ciò che abbiamo di più importante.
Dov'è la solidarietà del nostro governo? Dov'è la solidarietà degli USA (che hanno prima formato torturatori e ora formano economisti neoliberisti)? Il popolo di Cuba passerà alla storia come il popolo più solidale del millennio.
5. Divulgare i segnali di resistenza come segnali di speranza. Per esempio i prodotti delle nostre cooperative. Prodotti biologici di ottima qualità. Perché non portarli nelle periferie delle città? I nostri prodotti hanno cuore, sapore, odore e così la nostra ideologia. Dobbiamo coinvolgere la società brasiliana a ribellarsi con noi, se no saremo sconfitti e per questo è importante divulgare i segnali.
6. Formare migliaia e migliaia di militanti e dirigenti. Un dirigente deve avere 5 caratteristiche:

  • Conoscenze (pratica+studio), deve conoscere la realtà che vogliamo trasformare
  • elevata coscienza: deve sapere qual è la sua funzione. La vita è breve, bisogna approfittare del tempo per fare di noi stessi uno strumento di lotta e trasformazione. I nostri giovani devono essere missionari della trasformazione.
  • emozioni. Chi non ha emozioni non ha sogni. Bisogna avere il coraggio di piangere per far vedere che siamo vivi.
  • sviluppare l'immaginazione. Se non immaginiamo la società che vogliamo costruire non sapremo costruirla. Finiremo per riprodurre quel che già esiste (per esempio quelle casette dell'INCRA di 42 mq dove le famiglie non entrano)
  • volontà. Un compagno privo di volontà non riuscirà a realizzare nulla, neanche a fare un figlio. Le persone prive di volontà sono già sconfitte in partenza. Dobbiamo indignarci, se non lo facciamo stiamo già passando dall'altra parte.

7. Sviluppare l'allegria Non possiamo perdere la nostra gioventù per colpa delle tentazioni esercitate dalla città. Possiamo organizzare club, proiettare film, organizzare feste, capoeira, laboratori di pittura, di poesia. La nostra rivoluzione sarà allegra. Esprimete i vostri sentimenti, piantate bandiere rosse. Siamo un albero in mezzo a un deserto, vinceremo, costruiremo un paese diverso, affronteremo le grandi potenze. Siamo più forti dell'imperialismo perché viviamo in un paese grande, ricco, bello e solidale. Impegni per i prossimi mesi
Campagna per il processo di Eldorado

Tribunale internazionale in Paranà (forse in novembre)

Va avanti la campagna globale per la riforma agraria lanciata nel 1998 da Via Campesina e Fian in più di 65 paesi. Lotta contro la proposta della BM che vuole trasformare la terra in un bene di mercato. In Honduras a fine luglio c'è stato il primo incontro internazionale di sem terra di 24 paesi di tutti i continenti. Di fronte al mondo globalizzato bisogna globalizzare le lotte e le speranze. Tra il 4 e il 13 dicembre c'è una settimana globale per la riforma agraria e contro il neoliberalismo. Tra il 3 e il 6 ottobre c'è la Terza Conferenza intenazionale di Via Campesina in India. Ci saranno 250 persone di tutti i continenti

La questione del debito (Stedile)
Quando cambieremo il Brasile? La rivoluzione è un lungo processo. La campagna contro il debito è portata avanti da CNBB, CONIC, CUT, Partiti di opposizione ecc.
Il debito è il principale meccanismo di sfruttamento di tutto il popolo brasiliano. Nei secoli passati ci hanno sfruttato rubando oro e poi costruendo strade e ferrovie. In questo secolo attraverso le fabbriche. Dagli anni 80 in poi siamo stati sfruttati attraverso il pagamento degli interessi sul debito. Il governo raccoglie soldi qui e li manda all'estero. Il 64% delle risorse brasiliane serve a pagare gli interessi del debito interno ed esterno. Bisogna smettere di pagare. Non risolveremo i nostri problemi sociali se non smetteremo di pagare i debiti interno ed esterno. Bisogna creare con questi soldi un fondo sociale, di 80 miliardi di reais all'anno, che serva all'educazione, alla salute, all'agricoltura, all'industria, a produrre beni di consumo, a fare la riforma agraria.
La cosa più importante è discutere con il popolo. Ogni militante deve cercare nel suo comune i progressisti, il sindaco, il prete, il consigliere comunale per organizzare una commissione contro il debito. Se non si riesce a farlo nel comune, facciamolo nell'insediamento o nell'accampamento.
Dal 2 al 7 settembre dobbiamo collocare le urne e distribuire le cedole nelle parrocchie, nelle sedi dei sindacati, vicino alle fermate degli autobus perché le persone possano esprimersi sul pagamento del debito interno ed esterno e sul FMI. L'obiettivo è raccogliere 10 milioni di voti. Pomeriggio
Marcia nel centro di Brasilia
Marcia nel centro di Brasilia con tappe all'ambasciata americana, al ministero della riforma agraria, al parlamento.
Si protesta contro il FMI, i transgenici, il colonialismo USA. Davanti all'ambasciata viene bruciata una bandiera USA con sopra scritto FMI e si lancia miglio "transgenico". Davanti al parlamento si chiede l'istituzione di una Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul caso di corruzione relativo alla costruzione di un tribunale a San Paolo (nel caso è coinvolto Cardoso). È ormai notte e vengono piantate candele nel prato a comporre la scritta CPI. Si chiede anche la liberazione dei membri del MST arrestati a novembre per la vicenda dei pedaggi autostradali. Viene realizzata una mistica. C'è una grande gabbia di legno dalla quale vengono liberati uccelli (i prigionieri) al loro posto vengono imprigionate immagini dei corrotti.
Durante le varie tappe della marcia parlano rappresentanti del MST, della CUT e dei partiti di sinistra.
Nello stesso pomeriggio c'è stata a Brasilia la marcia delle margherite, cioè delle donne contadine contro la violenza, in ricordo di Margherita Alves. Si è tentato di stabilire un rapporto tra le due iniziative, ma i contatti sono stati pochi. Le due iniziative si sono praticamente succedute perché una parte dei partecipanti alle margherite non voleva mischiarsi al MST.

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