Consegnata al ministro consigliere dell'ambasciatore del Brasile a Roma, Luiz Gilberto Seixas de Andrade, una lettera per Lula contro la criminalizzazione dei movimenti sociali. Roma, 17 aprile 2009

Consegnata al ministro consigliere dell'ambasciatore del Brasile a Roma, Luiz Gilberto Seixas de Andrade, una lettera per Lula contro la criminalizzazione dei movimenti sociali
Roma, 17 aprile 2009
Comitato di Appoggio al Movimento Senza Terra del Brasile

17 aprile 2009, giornata mondiale di lotta contadina - 13° anniversario della strage di Eldorado dos Carajas
In occasione dell'anniversario della strage di Eldorado dos Carajas, in cui hanno perso la vita 19 senza terra, Vogliamo rivolgerci al presidente del Brasile per richiamare la sua attenzione sulla criminalizzazione in atto dei movimenti sociali e del MST in particolare, anche a causa della situazione di conflitto generata dalla mancata attuazione della tante volte promessa riforma agraria.
Il MST ha subito, in varie fasi della sua esperienza ormai venticiquennale, duri attacchi, oltre a quelli quotidiani della UDR, da parte delle forze conservatrici e della grande maggioranza dei mezzi di informazione, sulla base di alcune accuse ricorrenti: che, cioè, si tratterebbe di un movimento violento, di "guerriglieri", impegnato ad educare i propri giovani in questa direzione, un movimento corrotto che utilizzerebbe i soldi dello Stato violandone le leggi.
Negli ultimi mesi, in particolare, tali accuse hanno trovato spazio attraverso i seguenti episodi:

Dall'autunno del 2007, dopo l'elezione della governatrice Yeda Crusius, nel Rio Grande do Sul è stata portata avanti una politica di persecuzione nei confronti dei movimenti sociali e del MST in particolare, con la chiara finalità di distruggerlo, per proteggere i latifondi e le grandi imprese, specialmente quelle della cellulosa. Un gruppo di procuratori del Pubblico Ministero dello Stato - come è emerso da un documento in cui si ipotizza tra l'altro un collegamento tra MST e FARC colombiane - si è impegnato a condurre azioni finalizzate alla dissoluzione del MST: aprendo processi che impediscano la continuità degli accampamenti, ostacolando la realizzazione di marce per le strade, cercando di chiudere le tre scuole di formazione tecnica gestite dal MST in collaborazione con scuole pubbliche, avviando processi contro i principali dirigenti del MST ecc. E alle intenzioni sono seguiti i fatti.

Uno dei momenti più acuti di questa persecuzione è stata la chiusura, nel marzo 2009, delle scuole itineranti del MST - esperienza nota e apprezzata a livello internazionale e anch'essa frutto della mancata riforma agraria - con la motivazione che quella del MST sarebbe una formazione di carattere ideologico. E questo solo perché, come spiegano alcuni genitori contrari alla chiusura delle scuole, in esse i loro figli imparano a lottare per i loro diritti, e prima di tutto per il loro diritto a studiare.

Nella persecuzione contro il MST si è in particolare messo in luce il giudice Mendes del supremo tribunale federale, il quale ha attaccato il movimento accusandolo di raccogliere, attraverso organizzazioni ad esso collegate, fondi che utilizzerebbe per realizzare occupazioni di terre. Tra le "organizzazioni sospette" figura perfino la Caritas brasiliana. Accuse di questo tipo sono già state rivolte al movimento, per esempio nel 2000, al tempo del secondo governo Cardoso, e tutti i processi avviati si sono conclusi con una completa assoluzione delle organizzazioni messe sotto accuse, ma i titoli sui giornali colpiscono l'immagine del MST, creano sfiducia, puntano ad allontanare i militanti.

A tutto questo si accompagna l'azione dei pistoleiros nelle campagne. È stata per esempio consegnata al ministro Vannuchi, della Segreteria Speciale per i diritti umani, una relazione sulla formazione di milizie private nelle campagne, con la presentazione di 13 casi che riguardano la contrattazione di guardie armate da parte di latifondisti del Pernambuco, con relative violazioni dei diritti umani. La relazione è stata elaborata da Justiça Global, MST, MDNH/Pe, NAJUP e Terra de Direitos. I casi riferiti riguardano diverse violazioni dei diritti umani, come aggressioni fisiche, calunnie, minacce di morte e sgomberi forzati.

Tante le dichiarazioni a favore del MST, negli ultimi mesi: da parte di membri della Chiesa, del Parlamento, di partiti e sindacati, da parte di personalità e movimenti di diversi Paesi. Tra le più recenti dichiarazioni di stima, quella di Plinio de Arruda Sampaio, molto preoccupato che l'offensiva attualmente in corso contro il MST punti a "ripulire" il settore agricolo da un'organizzazione autentica, che può costituire un serio ostacolo all'affermazione del modello del grande agrobusiness, per seppellire definitivamente la riforma agraria. O quelle dell'economista statunitense E. Wallerstein, che definisce il MST un modello per i movimenti sociali di altri Paesi del mondo e degli Stati Uniti prima di tutto; quelle dello scrittore Verissimo che si domanda come mai la stampa, sempre pronta a criminalizzare il MST, non parli mai delle sue importanti realizzazioni, e quelle di Jaques Diouf, presidente della FAO, che, manifestando il suo appoggio alle donne di Via Campesina, ha affermato che lo Stato deve finanziare la piccola agricoltura, considerando che l'agricoltura imprenditoriale ha tutte le condizioni per sostenersi da sola, e ha sottolineato come lo sradicamento della fame in Brasile passi necessariamente per la realizzazione della riforma agraria, l'introduzione di limiti alla proprietà della terra e l'attualizzazione degli indici di produttività.

Vogliamo anche noi esprimere il nostro appoggio al MST, che compie quest'anno 25 anni di vita, nella speranza che le dichiarazioni di Diouf si traducano presto in misure concrete e che il governo brasiliano colga l'occasione della crisi per realizzare finalmentel'agognata riforma agraria.

FIRMATO: AMIG@S MST-ITALIA, AIAB, ASSOC. MICHELE MANCINO