Il MST conclude il suo V congresso e riafferma la lotta per la riforma agraria

Il MST conclude il suo V congresso e
riafferma la lotta per la riforma agraria

15 Giugno 2007
Oltre a una riflessione sui valori umanisti che ha ispirato l'organizzazione della bella mistica di chiusura, il MST ha riaffermato la necessità di rafforzare le alleanze con i movimenti della città e lottare contro l'attuale modello economico, condizioni prioritarie perchè il programma di Riforma Agraria, discusso durante il Congresso, possa avere possibilità di concretizzazione.
Nel prossimo periodo il MST metterà al primo posto il rafforzamento delle alleanze con i settori organizzati e amplierà il dialogo con la società per sostenere la necessità del cambiamento del modello economico che concentra potere e ricchezza, colpisce i lavoratori e danneggia in modo quasi irreversibile l'ambiente. Queste intenzioni sono state formalizzate nel documento conclusivo (DOCUMENTO FINALE DEL V° CONGRESSO). Secondo Fatima Ribeiro della direzione nazionale è il momento di riunire tutte le forze sociali per sostenere un altro modello di sviluppo. "Non è compito solo del MST, ma di un insieme di organizzazioni popolari del Brasile", ha affermato.

Per Gilmar Mauro, della direzione nazionale, il documento -organizzato in 18 punti - è una "agenda propositiva" e sarà presentato alle organizzazioni popolari. Nel testo sono elencati temi come la difesa dei diritti dei lavoratori, la lotta alle transnazionali dell'agrobusiness, la limitazione della dimensione della proprietà rurale, la fine del lavoro schiavo e della violenza nelle campagne e l'esproprio dei latifondi di imprese straniere e banche.

Il documento sottolinea anche la questione ambientale, difendendo la preservazione della biodiversità, dell'acqua e delle foreste. Il MST, che vede nell'educazione una delle sue priorità, sostiene anche la necessità dell'accesso dei lavoratori all'educazione e propone una campagna per lo sradicamento dell'analfabetismo in Brasile. Per rompere con il monopolio dei media, il documento propone la democratizzazione della comunicazione attraverso la creazione di mezzi comunitari come radio e TV.

Il MST riafferma nel documento la sua posizione contraria alla trasposizione del fiume São Francisco e sostiene il controllo dei contadini sugli agrocombustibili. Nel secondo semestre dell'anno il MST si dedicherà con altre organizzazioni alla realizzazione di un plebiscito popolare per l'annullamento della privatizzazione della Compagnia della Vale do Rio Doce (CVRD).

Tra le attività dell'ultimo giorno del Congresso, c'è stato spazio per i dibattiti. Di mattina, il monaco benedettino Marcelo Barros, e il membro del MST, Ademar Bogo sono stati invitati a discutere i valori umanisti che guidano l'organizzazione.

Marcelo Barros ha chiesto alla "madre Terra" di benedire i partecipanti al Congresso e ha criticato il capitalismo vigente nel mondo che provoca l'individualismo e la trasformazione della terra in merce. "Se noi resisteremo a tutti i decreti di sfruttamento, se resisteremo a tutti i decreti di oppressione è perchè abbiamo una missione di libertà", ha spiegato.

Secondo Barros, il MST è pioniere nelle azioni che rifiutano schemi di sfruttamento comune nel neoliberismo. Le pratiche della economia solidale e il cooperativismo sono stati gli esempi utilizzati di forme di rispetto ai lavoratori e di dialogo con la terra. "Invece di comprare l'ultima chincaglieria del capitalismo, noi produciamo poesia e companherismo", ha detto.

Ademar Bogo ha presentato le basi fondamentali che sostengono il progetto culturale del MST per una trasformazione socio-culturale del contadino organizzato. Bogo ha sottolineato la forma collettiva che il Movimento utilizza per formulare idee e pensieri e il credere in uno Stato Popolare. "Non possono toglierci il diritto di costruire una società socialista", ha affermato in mezzo a calorosi applausi.

Nell'ambito delle basi di cui ha parlato Bogo, tre aspetti sono stati messi in luce: il carattere popolare, la cultura che apre spazi al rispetto del genere e, infine, il sistema socialista come base per la formazione della società. " Noi non produrremo cibo per le macchine della società. Il nostro progetto è anticapitalista e antimperialista" ha affermato.

"I nostri compiti sono molti. Prima di tutto quello di preparare militanti sensibili con etica e attenzione nei confronti di tutti gli esseri della natura, quello di organizzare e conscientizzare il popolo per la lotta, oltre a formulare idee; sforzare l'immaginazione per cercare risposte per ciò di cui la società ha bisogno. Noi dobbiamo mettere in discussione il capitale, affrontare lo Stato capitalista e investire sulle relazioni umane" ha concluso.