J.Armorim: Il nostro compito è massificare la lotta per la riforma agraria

Il nostro compito è massificare la lotta per la riforma agraria
Intervista a Jaime Armorim* della direzione nazionale del MST
IHU On-Line, 21 Giugno 2007

*Jaime Amorim è laureato in Pedagogia, fa parte del MST dal primo congresso, nel 1985. Attualmente è membro del coordinamento nazionale e della Direzione MST del Pernambuco

IHU On-Line - Come valuta il V° Congresso del MST?
Jaime Amorim - La valutazione che facciamo ora è piuttosto generale poichè non abbiamo fatto ancora la nostra riunione che ci porterà a realizzare una valutazione più profonda. Avevamo come obiettivo principale riunire circa 15.000 persone nel Congresso, ma ne abbiamo registrate 17 mila e cinquecento. Quindi c'è stata una grande partecipazione in conseguenza dell'entusiasmo che il Congresso ha generato nella fase della sua preparazione nella base del movimento. SI è generata una grande aspettativa, emozione, motivazione e il congresso è stato realizzato sull'onda di questi sentimenti. La congiuntura politica è abbastanza delicata, perchè purtroppo il governo ha abbandonato il sogno, il desiderio personale del presidente di fare la Riforma Agraria e ha scelto per la monocultura agroesportatrice, invece di fare un cambiamento di modello di sviluppo dell'agricoltura. Questo, è chiaro, crea un processo di scoraggiamento e allo stesso tempo di smobilitazione nell'ambiente contadino e di tutto il processo di resistenza e di lotta del popolo. Quindi, c'è un processo di smobilitazione, nello stesso tempo in cui abbiamo un governo vincolato al modello tradizionale della monocultura esportatrice. C'è ancora un'offensiva dell'agrobusiness nel paese. Questo Congresso ha tentato di indicare giustamente il cammino della mobilitazione alle organizzazioni di base e il consolidamento delle esperienze di Riforma Agraria. Il Congresso ha tentato di interpretare questa questione della congiuntura internazionale, della situazione dell'agricoltura a livello internazionale, dei problemi che viviamo in Brasile, che sono gli stessi vissuti in tutta l'America Latina e della necessità urgente di fare lotte e mobilitarsi contro questo modello che distrugge le persone e l'ambiente, oltre a generare esclusione. Anche così, il Congresso dice che il nostro compito principale in questo momento è rafforzare la nostra lotta nella base, massificandola e strutturando meglio il nostro processo di educazione e formazione. Tenendo presente questo contesto possiamo dire che il nostro Congresso ha avuto un grande successo, non solo perchè ha mobilitato una grande quantità di persone, ma anche per la qualità della partecipazione, e degli interventi durante il congresso

IHU On-Line - Il MST ha rotto con il governo?
Jaime Amorim - Non era compito del Congresso, nè ancor meno del movimento rompere con il governo. Non abbiamo mai rotto con nessun governo, perchè non è questo il nostro compito. Non apparteniamo nè apparterremo a nessun governo, si tratta di un'idea dei media più che del MST. Dal primo giorno in cui il governo Lula si è insediato, noi abbiamo deciso che il MST avrebbe mantenuto la sua autonomia e lo ha fatto. Il compito di realizzare la Riforma Agraria è del governo. Il nostro obiettivo è mobilitare il popolo perchè faccia pressione sul governo che deve compiere quello che ha stabilito la legislazione brasiliana. Noi non rompiamo nè ci schieriamo all'opposizione del governo. Voglio affermarlo di nuovo: continuiamo a tenere fede a quello che abbiamo fatto fino ad oggi. L'unica cosa che il Congresso effettivamente sottolinea è che siamo sempre più critici nei confronti della politica adottata dal governo.

IHU On-Line - La direzione del Movimento si identifica ancora con il PT?
Jaime Amorim - Abbiamo una relazione storica con il PT, con la CUT e altri partiti, che all'inizio degli anni 80, sono nati come organizzazioni di massa. Il PT ha realizzato un cambiamento che è importante per la storia del paese in relazione ai partiti tradizionali. C'è stata un profondo cambiamento dai partiti di nuclei verso un partito di masse. Il PT è diventato quindi una delle principali opzioni nel contesto elettorale. Non sempre i partiti hanno partecipato alle elezioni. Purtroppo in Brasile i partiti nascono per partecipare alle elezioni e non per organizzare il popolo. Quindi siamo partiti dal fatto che il PT è sempre stato un alleato nella lotta. È chiaro che, negli ultimi anni, con il partito al governo, ci sono ancora molti compagni che sono legati al PT. Ma in questo momento, la relazione è soltanto storica poichè il PT è al governo e noi no, nè vorremmo parteciparvi. È chiaro che la situazione si modificherà quando il PT uscirà dal governo e verrà all'opposizione unendosi al processo di organizzazione dei compagni. Ma noi non siamo il PT. La grande maggioranza della direzione e dei militanti non è iscritta a questo partito nè ad altri.

IHU On-Line - Il MST valuta che con gli indirizzi del governo Lula si è chiuso un ciclo della sinistra brasiliana, iniziato con la costruzione del PT e della CUT negli anni 70. Su cosa puntare da qui in avanti, in questo nuovo "ciclo" del governo Lula?
Jaime Amorim - Il PT si è preparato, ha organizzato la sua strategia e tattica, in funzione del processo elettorale e di arrivare al governo. Da questo punto di vista si è chiuso. Ha visto il successo del suo massimo obiettivo. Dal 1989 quando ha visto la possibilità di arrivare alla presidenza della repubblica, ha utilizzato tutte le tattiche e le ha indirizzate verso il suo massimo obiettivo. È arrivato al potere, dando per chiuso questo ciclo. Ora speriamo che siano iniziati cicli nuovi, ma, purtroppo ha fatto cose diverse da quelle che il popolo si aspettava. Noi credevamo che il partito, finalmente al governo, avrebbe realizzato cambiamenti storici nelle strutture dello Stato per rafforzare la lotta dei lavoratori perchè nel governo fossero create condizioni per le quali i lavoratori potessero essere più mobilitati, organizzati, forti. Il PT, nel governo, ha optato per voler dimostrare alla borghesia di avere capacità di amministrare lo Stato borghese e ha cominciato a fare questo con più competenza delle elite. Il Governo Lula sta solo amministrando con più competenza lo stesso progetto che è stato di Fernando Henrique Cardoso, ossia la realizzazione del modello neoliberista nel paese. Quindi, in funzione di ciò, si pensa che il PT dovrà costruire nuove strategie visto che il suo principale obiettivo lo ha raggiunto. La crisi delle sinistre e la crisi del PT che non sono la nostra crisi ( perchè il nostro massimo obiettivo è la realizzazione di una Riforma Agraria ampia e di massa nel paese, con un complessivo cambiamento sociale) costringeranno a una riformulazione di strategie. È su questo che puntiamo.

IHU On-Line - Come sarà la lotta contro la trasposizione del Rio São Francisco? Come collegate questo fatto alle privatizzazioni?

Jaime Amorim - Il Congresso indica questo compito, diciamo, più ampio. Uno dei nostri principali compiti è che la questione della riforma deve essere il modo di risolvere i problemi sociali, le ingiustizie sociali, la fame, la disoccupazione, il lavoro, la produzione di alimenti, il cambiamento del modello tecnologico nelle campagne. Quindi la Riforma Agraria deve risolvere questi problemi sociali. Ma il Congresso crede che la lotta per la Riforma Agraria debba puntare alla costruzione della sovranità popolare. La prima grande lotta che faremo in Brasile e io credo con un movimento che esce rafforzato dal congresso, è la lotta per la ristatalizzazione della Vale do Rio Doce. Penso che questa lotta unisca tutto il paese. È chiaro che tante altre lotte, come quella relativa alla trasposizione del fiume São Francisco, non ci uniscono, perchè molti movimenti sociali del Nordest sono a favore. Difendono la trasposizione come alternativa di sviluppo e occasione di generazione di posti di lavoro. La trasposizione non unifica. Ma la lotta per la Vale do Rio Doce unifica dal Nord al Sud del Paese e penso che sarà un grande momento di costruzione dell'unità di tutti i lavoratori organizzati del Brasile.

IHU On-Line - Che strategia adotterete per la lotta per la Riforma Agraria?
Jaime Amorim - Io credo che il grande problema della Riforma Agraira, e il congresso lo ha segnalato, è prima di tutto l'opzione fatta dal governo di optare per un modello che non è il nostro. Ora dovremo fare una lotta estesa e permanente contro questo modello escludente, che oggi è chiamato agrobusiness. Si tratta, in realtà di continuità con il modello storico. In secondo luogo, è l'idea che la lotta per la Riforma Agraria deve essere rafforzata. Quindi, sorge l'idea che questa lotta non è solo lotta del lavoratore, ma deve essere compresa da tutta la società. La Riforma Agraria non può essere solo obiettivo dei piccoli agricoltori o dei senza terra ma deve essere compresa in un progetto di sviluppo nazionale. E infine abbiamo il compito di massificare la lotta per questa riforma, organizzare più persone, costruire la coscienza dei senza-terra e della società intorno a questo processo. E ancora, in questo processo, rafforzare sempre la nostra lotta di pressione contro il governo, di resistenza contro il latifondo, garantendo, allo stesso tempo, un processo di negoziazione permanente con il Governo Federale e con i governi statali.