Riforma agraria e violenza nei campi

Riforma agraria e violenza nei campi
Centro per la Giustizia Globale, Commissione pastorale della terra e MST
12 Dicembre 2000 (sintesi)

  Anno 2000 in prospettiva.
Morti, violenza, prigione nella lotta per la riforma agraria.

I dati della CPT rivelano che dal 1988 al 2000, 1517 lavoratori rurali sono stata assassinati in Brasile. Da gennaio a novembre del 2000 ci sono stata 12 morti. Tra il 1989 e il 2000, il totale dei lavoratori rurali messi in prigione è stato di 1898 persone. Da gennaio a novembre del 2000: 258.

Durante l'anno il Parana è stato lo stato con più azioni arbitrarie e violente contro i senza terra. Dall'inizio del governo Lerner, nel 1995, la CPT ha registrato 16 morti tra i lavoratori rurali, 31 tentativi di assassinio, sette casi di tortura, 322 lavoratori feriti e 470 in carcere, con 130 azioni di sgombero.
In maggio, più di 1500 lavoratori rurali, comprese donne e bambini, sono stati brutalmente repressi dalla Polizia Militare sulla strada BR-277, quando si avvicinavano a Curitiba. I poliziotti hanno utilizzato lacrimogeni, cani appositamente allenati e proiettili di gomma per reprimere una manifestazione pacifica di lavoratori. Hanno usato anche pallottole di piombo e questo ha portato alla morte del lavoratore Antonio Tavares Pereira, colpito da un tiro all'addome. Si stima che il numero dei feriti sia arrivato a 180.

Lo stato del Para ha avuto un grande numero di violazioni dei diritti dei lavoratori rurali. Tuttavia in giugno il latifondista Jeronomo Alves de Amorim è stato condannato a 19 anni di prigione per l'assassinio di Expedito Ribeiro Souza, presidente del Sindacato dei Lavoratori Rurali di Rio Maria nel sud del Para,avvenuto nel febbraio 1991. Questa sentenza ha rappresentato un momento importante nella lotta contro l'impunità nel paese.

Quest'anno c'è anche stato il processo relativo al massacro di Corumbiara. Durante i 23 giorni di dibattimento che è avvenuto nei mesi di agosto e settembre a Porto Velho, in Rondonia, nove poliziotti militari sono stati assolti. Allo stesso tempo sono stati condannati due lavoratori senza terra e tre poliziotti militari. Il massacro risale al 1995, durante lo sgombero di 600 famiglie dalla Fazenda Santa Elina, durante il quale sono morti nove senza terra e due poliziotti. Durante il processo il promotore di giustizia Tarcisio Leite del Mattos ha chiamato i senza terra "nazisti" e ha affermato che "o il Brasile la fa finita con i senza terra o loro la fanno finita con il Brasile". Questo promotore è stato poi, per le pressioni di organismi religiosi e di difesa dei diritti umani, esonerato dal caso dalla Procura generale della Rondonia.

In relazione al massacro di Eldorado dos Carajas, il Tribunale di Giustizia dello stato del Para ha deciso, in ottobre, di annullare la prima sessione del processo, dove i tre principali comandanti delle truppe della Polizia Militare che avevano partecipato dell'operazione, sono stati assolti e tra loro il colonnello Mario Colares Pantoja. Il massacro è avvenuto nell'aprile 1996, durante una operazione della Polizia Militare del Para per liberare la strada che unisce Maraba a Parapuebas. Sono morti 19 lavoratori senza terra e più di 70 sono rimasti feriti.

Appartenenti al MST assassinati nell'anno 2000

  • 2 febbraio: il lavoratore José Lenilson da Silva, 27 anni, assassinato in Alagoas a colpi di arma da fuoco
  • 2 maggio: il lavoratore Antonio Tavares Pereira, 38 anni, assassinato a colpi di arma da fuoco dalla Polizia Militare del Paraná mentre partecipava ad una manifestazione nei pressi di Curitiba.
  • 10 giugno: il lavoratore Wanderley Bernardo Ferreira, 31 anni, assassinato a colpi di arma da fuoco nell'accampamento Zumbi dos Palmares, Rio de Janeiro.
  • 25 luglio: il lavoratore José Marluci da Silva assassinato dalla Polizia Militare del Pernambuco, mentre partecipava ad una manifestazione di fronte al Banco do Brasil, a Recife.
  • 25 luglio: il lavoratore Francisco Aldenir assassinato da pistoleiros nel comune di Ocara, Ceará.
  • 19 agosto: l'adolescente Everson Rodrigues dos Santos, 12 anni, assassinato nell'accampamento Nova Amanhecer, Rondônia.
  • 30 agosto: i lavoratori Silvio Rodrigues e Ronilson da Silva assassinati da pistoleiros nel comune di Brilhante, Mato Grosso do Sul.
  • 6 ottobre: il militante Ribamar Godim, assassinato a colpi di arma da fuoco da pistoleiros a Caruarú, Pernambuco.
  • 7 ottobre: il militante Manuel Neto assassinato con uno sparo mentre dormiva, a casa sua, nel comune Suzano, São Paulo.
  • 21 novembre: il lavoratore Sebastião da Maia assassinato con un colpo alla testa a Querência do Norte, Paraná.

  Statistiche della CPT (sintesi del commento di Gerson Teixeira, consigliere del gruppo del PT alla Camera).
Comparando i numeri medi dei conflitti per la terra tra il 1992!94 e il 1995/99 (governi di Cardoso), si è passati da 367 casi all'anno, a 666, 8 casi per anno. I conflitti sono quindi cresciuti dell'82, 2%.
Esaminando i registri delle persone coinvolte nei conflitti per la terra, si passa da 214.653 persone in media tra il 1992/94 e 508.507 nel periodo Cardoso, che corrisponde ad una crescita spettacolare del 137%.
C'è stata un piccola riduzione nel numero medio di casi di assassinio, che sono scesi del 5%. Sono passati da 37,6 assassinati annualmente, in media, prima di Cardoso, a 35,8 casi, in media, durante il governo Cardoso.
Basandosi soltanto su questo dato il Ministro Jungmann parla di pretesi effetti pacificatori nelle campagne dell'attuale programma di riforma agraria del governo di cui fa parte.

Dom Thomas Balduino e Frey Henry della CPT hanno sottolineato che esiste un processo di raffinamento politico nelle scelte delle vittime del latifondo. Si punta infatti a colpire i principali dirigenti dei lavoratori rurali per spaventare e far rinunciare alla lotta gli altri.
Un altro dato importante nella caratterizzazione del nuovo profilo della violenza nelle campagne consiste nella sua progressiva "statalizzazione", anche dal punto di vista operativo, poiché il numero di casi di violenza diretta dello Stato supera quello delle azioni delle milizie private dei latifondisti.

Il governo Cardoso per garantire gli interessi finanziari e dominanti del latifondo ricorre al neoliberismo operando nel senso della privatizzazione e per la defederalizzazione del programma di riforma agraria.Poi invece, per garantire l'integrità del latifondo e dei latifondisti, dimentica la dottrina neoliberale e ricorre all'intervento statale.

La "statalizzazione" della violenza contro il lavoratori si è potuta registrare sia dal lato operativo, che attraverso la creazione, da parte del governo, di nuovi regolamenti della questione agraria, specificamente rivolti alla repressione dei lavoratori rurali, come era già stato tentato dalla dittatura.

In questa direzione si registra la creazione del "DOPS Rurale", la proibizione, da parte del Pubblico Ministero e per Decreto della valutazione delle terre improduttive occupate dai lavoratori; L'intimidazione attraverso la pressione politica, e la pressione finanziaria delle entità popolari ecc.