Eldorado dieci anni di impunita'

Eldorado dieci anni di impunità
17 aprile 1996/17 aprile 2006
In occasione dei dieci anni del massacro di eldorado di carajas (solo 2 persone sono state condannate, ma aspettano in libertà la discussione dell'appello) riportiamo alcuni brani di interviste fatte a Charles Trocate e Maria Raimunda Cesar rappresentanti del Pará nella Direzione nazionale del MST, a Joao Pedro Stedile e a Dom Tomas Balduino.

Per celebrare questa ricorrenza in Italia, il giorno 18 aprile, alcuni gruppi dell'associazione AMIG@OS MST-ITALIA si recheranno all'ambasciata del Brasile a Roma e presso alcuni consolati chiedendo:
- La realizzazione di una vera riforma agraria,
- Giustizia per le vittime e i sopravvissuti della strage di Eldorado
- Trasferimento alla giustizia federale del processo per l'omicidio di due dirigenti MST del Para, uccisi nel 1998, Fusquinha e Doutor
- Giustizia per le vittime di Felisburgo e di tutti gli omicidi avvenuti nei conflitti relativi alla lotta per la terra
- La fine della criminalizzazione dei movimenti sociali e in particolare delle donne contadine che hanno compiuto un'azione di protesta contro la crescita del deserto verde, l'8 marzo, nella azienda Aracruz.

Tra il 18 e il 30 aprile Ayala Dias Ferreira rappresentante del MST/Pará porterà la sua testimonianza a Roma, Perugia, Modena, Trento, Lastra a Signa, Milano, Monza, Cesenatico, Cremona (chi volesse informazioni sulle iniziative può scrivere al sito)


Informazioni sulla situazione di violenza del Pará e sulle lotte e celebrazioni in corso potete trovarle nel sito del MST

Intervista Charles Trocate, della Direzione Nazionale del MST (brani)
Che cosa provi sapendo che a dieci anni dal Massacro di Carajás, nessuno è stato punito e che la violenza nel Pará continua?
Nel nostro stato negli ultimi 33 anni sono stati assassinati 772 lavoratori. Solo per 11 casi è stata completata l'inchiesta giudiziaria e solo in 2 casi c'è stata una condanna. Ma i condannati non sono in prigione. Eldorado si inserisce in questo scenario di impunità. Nella pratica vediamo che il latifondo arretrato in certo modo ha acquistato uno status morale, in questo momento di crescita dell'agrobusiness in Amazzonia. È proprio in questo latifondo arretrato che si va sviluppando l'agrobusiness, Il Potere giudiziario in Amazzonia, soprattutto in Para, è sempre stato lontano dalla giustizia vera e propria. È esemplare quando si tratta di punire lavoratori ma quando si tratta di punire chi detiene il potere economico il suo comportamento non è molto agile. La vicenda del processo per il massacro di Eldorado è una dimostrazione di questo

Quali segni ha lasciato il massacro nella regione?
Viviamo in una regione che a rigore è l'ultima dell'espansione del capitalismo mondiale. Ma il capitalismo qui non si espande con i suoi aspetti più moderni, cresce avendo come base quel che c'è di più arretrato e precario nelle relazioni sociali e ha tre caratteristiche:
- Il grilagem (appropriazione indebita) delle terre, che elabora una nuova mappa geografica
- L'erosione della biodiversità
- Il lavoro schiavo
Questa situazione genera un permanente conflitto sociale.
Abbiamo solo due possibilità: comprendere che questo processo incide molto sulla concentrazione fondiaria e sulla continua violazione dei diritti umani e suggerire alternative che rendano possibile la comparsa di una nuova cultura con al centro l'essere umano, l'habitat e le prospettive di futuro dell'Amazzonia. Dobbiamo capire che non è lo stato che fa la società civile, ma la società civile che fa lo stato. Tuttavia la società vive la contraddizione che si esprime nella non realizzazione della riforma agraria.

Come si può portare avanti la lotta sociale nello stato più violento del paese?
Fare la lotta per la riforma agraria qui, è, prima di tutto, affrontare la struttura reazionaria e conservatrice della borghesia e allo stesso tempo tentare di collocare la società all'interno di questa lotta perchè sia nostra alleata. È un compito complicato perchè gli strumenti dello stato sono al servizio del capitale. L'IBAMA (istituto brasiliano per l'ambiente e le risorse rinnovabili) e l'INCRA sono a servizio del capitale. Quindi fare la riforma agraria in Amazzonia e nel Para è una lotta che va al di là dei parametri normali che conosciamo...Qui il capitalismo non ha compiuto e non compirà nessuna funzione civilizzatrice. È la società che deve compiere questa funzione avendo lo stato come suo nemico principale perchè è questo che si collega alle altre forze del capitale.

Trocate si sofferma su molti altri argomenti tra i quali quello dell'assassinio nel 1998 di due importanti dirigenti del MST in Para Fusquinha e Doutor. Il MST ha deciso di chiedere lo spostamento del processo alla giustizia federale. Molti militanti e dirigenti del MST sono costantemente minacciati di morte (si può vedere l'elenco delle persone minacciate nel sito del MST/Brasile). Qui diciamo - afferma Trocate - che è un privilegio avere lottato in questa regione e non essere ancora stato assassinato dal latifondo. Nel Para, continua il dirigente del MST, l'86% della ricchezza è controllata da 8.600 famiglie che stanno a Belém, nella regione di Marabá e Santarém. In Para i fazendeiros sono tutti colpevoli di appropriazione indebita delle terre, di crimini ambientali e di lavoro schiavo


Intervista a Maria Raimunda Cesar, della Direzione Nazionale del MST (brani)
Che cosa provi vedendo che dopo 10 anni dal massacro nessuno è stato punito e la violenza nel Pará continua?
Il nostro sentimento è di grande indignazione. Il latifondo e il governo dello stato hanno agito di comune accordo. Nell'aprile del 1996 c'è stata una riunione tra loro per organizzarsi ed impedire le occupazioni e la resistenza dei lavoratori. La giustizia si è alleata al capitale e al latifondo. Hanno negato il diritto alla vita e hanno dimostrato che per le classi dominanti la violenza è il modo di risolvere i problemi sociali.

Qual è la situazione del Pará oggi?
Noi a dieci anni dal massacro continuiamo ad occupare latifondi e a resistere contro la violenza. Il fatto che 22 lavoratori rurali senza terra siano stati assassinati e che molti abbiano manifestato la loro indignazione non ha intimidito per niente i padroni delle terre e del potere.
Nel nostro stato ci sono grandi estensioni di terra concentrate nelle mani di poche famiglie. Si tratta di gruppi di imprenditori che vengono qui, la maggior parte sono del sud e del sudest. Non vivono qui ma sfruttano la nostra terra. La terra è fonte di potere. Chi ha la terra comanda, intimidisce e costituisce i grandi gruppi oligarchici che detengono il potere politico ed economico della regione. Un esempio è la famiglia Mutran che possiede terre grillate.

E il governo dello stato cosa fa?
Niente, il potere pubblico non fa niente a favore dei lavoratori. Realizza investimenti, apre e recupera strade in funzione dello sviluppo dell'agrobusiness e per rafforzare alcuni gruppi, Il governo dello stato si organizza per garantire la struttura economica dei latifondisti.
L'agrobusiness genera accumulazione di terra, aumenta la povertà nelle campagne e nella città. Con l'aumento dei territori per la monocultura per l'esportazione, le aree di agricoltura diversificata che garantiscono lo sviluppo della maggioranza delle famiglie, si indebolisce. Qui, nella regione, percorriamo 300, 400 chilometri e vediamo solo fazendas piantate a eucalipti e con pascoli per il bestiame, Non si vedono coltivazioni di riso, fagioli, mais, cereali. E la disoccupazione nello stato sta aumentando.


Dall'intervista a Joao Pedro Stedile della Direzione Nazionale del MST (brani)
Il Massacro di Eldorado è simbolico per molti motivi. Dimostra la crudeltà del latifondo quando domina uno stato. Nonostante tutte le lotte fatte, dopo 10 anni i colpevoli non sono stati puniti. Dai responsabili politici a livello federale e statale fino agli esecutori del massacro che furono i comandanti della Polizia Militare. Per questo speriamo che il ricordo di questi dieci anni sia un motivo in più per la società brasiliana per fare pressione sul Potere giudiziario e il governo perchè finalmente si faccia giustizia giacchè non è possibile far resuscitare i compagni morti.

Che ruolo ha l'agrobusiness rispetto alla riforma agraria in Amazzonia?
In questa regione c'è uno scontro tra due modelli agricoli. La popolazione che vive qui, dai popoli indigeni (che sono ancora molti) fino ai contadini che sono venuti per lavorare la terra, non contano niente, pichè non c'è lavoro, non ci sono servizi pubblici ecc. La popolazione è molto povera anche se il territorio è ricco. Queste ricchezze sono usate per l'accumulazione del capitale internazionale e per ingrassare i conti delle transnazionali USA e europee, come la Vale do Rio Doce che è stata privatizzata e nessuna sa chi siano i proprietari...

Il governo federale si vanta della riforma agraria che fa in Amazzonia ma il MST fa severe critiche su questo. Qual è il modello di democratizzazione della terra sostenuto dal movimento in questa regione?
Voglio fare una denuncia prima di rispondere. Nel sud del paese, il governo dice che non è possibile fare la riforma agraria perchè le terre sono molto care e perchè l'agrobusiness ha modernizzato tutto. Questa è la spiegazione per cui gran parte della Riforma Agraria deve essere fatta in Amazzonia. Ma il discorso è diverso quando poi si prende in considerazione questa regione. In Para, nel 2005, ci sono stati 35 mandati di sgombero in aree di insediamento dei compagni della Fetagri e del movimento sindacale. Quindi una contro riforma agraria. Nei tre anni di governo Lula, noi del MST abbiamo avuto più di 3500 famiglie accampate in situazione precaria nonostante questa enorme quantità di terra disponibile. L'Incra, in tre anni, ha insediato in questa regione solo 35 famiglie del MST.
Ma tornando alla domanda: In Amazzonia, come ho già detto, il modello del capitale è l'agrobusiness che sfrutta le risorse naturali, sia minerali che di legname e poi realizza allevamento estensivo, soprattuto nella regione est. Nel sud dello stato, venendo dal Mato Grosso, l'agrobusiness tenta di imporre grandi coltivazioni di soia il che sarà un disastro per la regione. In questo contesto sosteniamo che il modello della riforma agraria deve, prima di tutto, rispettare la foresta nativa. C'è già molta terra degradata, grillata, che non c'è bisogno di fare progetti di colonizzazione nelle terre pubbliche. Lasciamo queste aree perchè ne discutano le generazioni future. Dobbiamo mettere al primo posto l'espropriazione dei grandi latifondi che sono eredità dell'epoca della dittatura, quando i fazendeiros rubavano le terre agli indios...
Recentemente il MST ha occupato vicino a Xinguara, una fazenda simbolica dell'agrobusiness, di proprietà di una famiglia di fazendeiros São Paulo, i Quagliato, che ha ispirato la telenovela Rei do Gado, della Rede Globo. L'area possiede 200mila ettari. Io chiedo: é ragionevole che una sola famiglia paulista che neanche vive qui controlli 200 mila ettari per allevare buoi? È giusto che esportino questa carne senza che un centesimo della ricchezza prodotta vada a beneficio della popolazione locale?
Bisogna espropriare questi grandi latifondi perchè non compiono la funzione sociale che consiste nello sviluppare la regione. (...)
Le terre di Xinguara, Conceição do Araguaia devono essere usate perchè i contadini possano produrre alimenti come riso, fagioli, mais e mandioca. Poi bisogna tentare di recuperare queste terre con attività di silvicoltura (...)
Il MST ha stretto un accordo con una università di Maraba e stiamo formando il primo gruppo di agronomi della regione (...)

Come interrompere il ciclo della violenza?
Prima di tutto vanno massificati i movimenti. Tutte le lotte in questa regione devono essere fatte con la partecipazione di molte persone. È un modo per proteggersi dalla prepotenza del fazendeiro che ha certezza della impunità. Dobbiamo anche fare una grande campagna nella società perchè ci aiuti a far si che lo stato non sia più connivente con il potere economico, con i fazendeiros e con i settori violenti della società e infine dobbiamo appellarci alla coscienza del potere giudiziario. Fare pressione perchè applichi la legge a favore di tutti e non solo a favore dei grandi proprietari


Dall'intervista con Dom Tomas Balduino presidente CPT
Dopo 10 anni qual è il sentimento che il massacro di Eldorado suscita in lei?
Che l'impunità continua. Nonostante lo scandalo che il massacro ha suscitato nella società, il sistema giudiziario è riuscito a mantenere l'impunità degli aggressori contro i lavoratori rurali (con unica eccezione il caso di Sorella Dorothy Stang dovuta alla ripercussione e alla prospettiva di federalizzazione dei crimini contro i diritti umani che ha suscitato una corsa accelerata nel sistema giudiziario del Para).

Chi sono i responsabili?
Penso che tutte le istituzioni governative siano coinvolte, governi statali compresi. C'è una certa unità tra legislativo, giudiziario ed esecutivo per autoproteggersi (...) Eldorado ha avuto una grandissima ripercussione sull'opinione pubblica, nel senso di esigere la riforma agraria, rivendicazione dell'82% della popolazione. Questa percentuale è ancora valida (...) Eldorado ha avuto un ruolo fondamentale in questa rivendicazione. Cardoso è stato obbligato a creare il Ministero per lo sviluppo agrario. Anche oggi qualsiasi ricerca si faccia dimostra che c'è una grande richiesta di realizzazione della riforma agraria, nonostante vengano fatte critiche al MST

Che relazione esiste tra violenza e agrobusiness?
Esaminando i Quaderni del Conflitti nelle campagne che realizza la CPT, si può vedere come nel 2004, anno di grande sviluppo dell'agrobusiness, la violenza è stata maggiore. L'agrobusiness appare come il grande responsabile della violenza...