Reazioni al verdetto del processo per la strage di Eldorado

Reazioni al verdetto del processo
per la strage di Eldorado

Manifestazione di protesta del PT e del MST a Brasilia (1)
Per iniziativa del nucleo agrario del gruppo parlamentare del PT, durante il pomeriggio del giorno 19, è stato realizzato un atto di rifiuto della sentenza. Tutti i deputati e i senatori, consiglieri e militanti del MST hanno manifestato sulle scale della sede del Congresso Nazionale portando una cassa con 19 garofani rossi e 19 candele per simbolizzare i 19 senza terra assassinati a Eldorado dos Carajás.
E' stato un momento di grande indignazione e commozione.

Manifestazione di protesta del PT e del MST a Brasilia (2)
I manifestanti sono poi andati davanti al Ministero della Giustizia cantando la canzone "Ordine e Progresso" (Ordine e progresso sono le due parole scritte sulla bandiera del Brasile. La canzone, dando una propria interpretazione di queste parole, dice: "L'ordine è che nessuno abbia più fame, il progresso vuol dire avere un popolo felice .."). Di fronte al Ministero hanno deposto la cassa e foto del massacro. Il Ministro ha ricevuto deputati e senatori impegnandosi a inserire l'argomento nel Consiglio dei Diritti della Persona Umana. Il segretario nazionale dei diritti umani, José Gregori, ha sostenuto la tesi della necessità di un nuovo processo.

Documento ufficiale del Partito dei lavoratori (PT)
Il PT denuncia il processo come una farsa giuridica con gravi conseguenze per la giustizia e la democrazia brasiliane. La sentenza, che ha garantito l'impunità ai responsabili dell'assassinio di 19 lavoratori e della mutilazione di 69 senza terra, può significare il via libera alla violenza contro i lavoratori brasiliani. Il PT si unisce agli avvocati dei senza-terra, al Pubblico Ministero dello Stato del Para' e al MST per chiedere l'annullamento del processo. Invita inoltre la società a mobilitarsi.

Il poeta Pedro Tierra
"Quando è successa la tragedia sono stato lì a parlare coi sopravvissuti. Qualche tempo dopo sono tornato con un camion che trasportava il monumento offerto dall'architetto Oscar Niemeyer – sempre sensibile alle lotte dei lavoratori - per fissare nella pietra il grido che denunciava il crimine. Meno di 30 giorni dopo, il blocco di marmo bianco è stato spezzato, certamente perché il suo silenzio era insopportabile agli occhi dei criminali. Molti dicono che il nostro è un popolo senza memoria. Io preferisco dire che è un popolo che non può conservare la sua memoria nemmeno nella pietra. I latifondisti e lo stato che è al loro servizio non si accontentano di massacrare i corpi, vogliono uccidere anche le anime di questa gente che non possiede che la polvere dei suoi sandali, la speranza e una insospettabile volontà di vivere".

Il CESE
Il CESE ( Centro studi ecumenici) esprime sentimenti di orrore di fronte a quella che definisce una farsa perpetrata da uno stato che vuole essere moderno, democratico e neoliberale. Basta con l'impunità, viva i senza terra che continuano a lottare per difendere i propri diritti, continua il documento, esprimendo solidarietà al MST e ripudio della barbarie istituzionalizzata. Deputati RJ
Ventiquattro deputati dello stato di Rio de Janeiro hanno firmato una mozione di ripudio per l'assoluzione dei tre principali accusati del massacro di Eldorado sollecitando il Presidente del Tribunale di Giustizia del Pará a riconoscere la nullità del processo. Marcia a Belém
Il 23 agosto 3 mila persone hanno marciato dall'accampamento dei senza-terra a Belém fino al Tribunale di Giustizia chiedendo l'annullamento della prima sessione. I manifestanti hanno poi sotterrato una cassa da morto per simbolizzare la situazione dello stato del Pará e hanno bruciato un'altra cassa di fronte al Tribunale per simbolizzare la situazione della giustizia. Hanno partecipato alla manifestazione vari deputati, il senatore Suplicy e il sindaco di Belém, Edmilson Rodrigues tra gli altri. Amnesty International (1)
Tutto indica che in Brasile, quando ci sono violazioni dei diritti umani, nessuno è responsabile di nulla - dice A.I. - Questa assoluzione, se non verrà ridiscussa, avrà l'effetto di stringere in un patto di silenzio i poliziotti coinvolti nella strage. Le autorità e gli ufficiali comandanti hanno tentato di presentare la strage come un caso di controllo della folla che è finito male e ha avuto conseguenze tragiche. Ma le prove indicano che i poliziotti hanno affrontato i manifestanti con l'intenzione di agire con violenza. I comandanti hanno permesso che i poliziotti si levassero le loro targhette di identificazione e il registro della consegna delle armi è stato alterato. Amnesty International (2)
...Molti dei morti erano leader conosciuti del MST. Le autopsie rivelano che alcuni sono stati uccisi con colpi di armi da fuoco in un modo tale che suggerisce una esecuzione. Altri sono stati colpiti a morte con i loro stessi strumenti di lavoro agricolo. Le autorità, che probabilmente hanno dato l'ordine di intervenire, non sono state sottoposte a giudizio. Il governatore è stato giudicato immune dal Supremo Tribunale brasiliano, il segretario di pubblica sicurezza non è stato accusato, il Comandante della polizia militare è stato riconosciuto immune dalla Assemblea Legislativa dello Stato.......
L'inchiesta sulla strage è stata nella migliore delle ipotesi inadeguata e, nella peggiore, deliberatamente ostacolata e questo ha reso difficile lo stabilire la responsabilità individuale degli omicidi. Amnesty International (3)
A.I. ha seguito sette importanti casi di massacri avvenuti in Brasile durante gli ultimi dieci anni. Questo è soltanto il terzo ad arrivare a un processo e il primo nel quale degli ufficiali comandanti affrontano una giuria. Per maggiori informazioni consultare il testo integrale della relazione sugli antecedenti di questo caso. "Brasile, Corumbiara e Eldorado di Carajàs : Violenza rurale, brutalità della polizia e impunità" (AMR 19/01/98) nel sito della organizzazione http://www.amnesty.org
(il documento, di una cinquantina di cartelle, è in inglese) Un vescovo del Parà
Come vescovo della CPT voglio manifestare pubblicamente il mio stupore e la mia indignazione di fronte all'assoluzione degli ufficiali ....
Non vogliamo che nessuno sia condannato senza prove ma ci sono stati 19 morti e non sono morti di morte naturale. Tutto questo ritardo, più di tre anni, prima del processo, non è stato premeditato per rendere più difficile il processo e evitare la condanna?
Il sangue sparso dei 19 senza terra continuerà a gridare al cielo per ottenere giustizia! Qui resta la nostra indignazione e la nostra protesta a nome della commissione pastorale della terra della regione Nord 2, nel cui territorio è avvenuta la strage.
D. JosÈ Elias Chaves Le organizzazioni della Conf. Naz dei Vescovi (Nord2)
"Le vostre mani sono piene di sangue: lavatevi e purificatevi" (Is. 1, 15-17)
Questa assoluzione ci preoccupa, perché noi ci domandiamo: questi lavoratori non sono stati assassinati? Chi consolerà le lacrime sparse dalle famiglie colpite da questo massacro, che avevano confidato nella giustizia? .....Noi organismi della CNBB (Conferenza dei vescovi) animati dalla testimonianza del Vangelo vogliamo rinnovare la nostra opzione per la vita, contro ogni forma di violenza...
Belèm-PA, 19 de agosto de 1999: Comissao Pastoral da Terra (CPT), Conselho de Pastoral do Pescadores (CPP), Caritas Brasileira Norte 2, Comissao de Justiça e Paz (CJP), Pastoral da Comunicaçao, Pastoral do Menor, Conselho de Leigos Movimento nazionale di lotta per la casa
"...La loro giustizia è l'espulsione, la nostra giustizia è la riforma delle campagne e delle città. La loro giustizia è l'eliminazione dei leader delle lotte. La nostra giustizia è la crescita dell'essere umano come valore universale. La loro giustizia è disinteresse per le questioni sociali, la nostra è sviluppo delle rivendicazioni vitali dei lavoratori. La loro giustizia è protezione da parte della 'giustizia' dello Stato dei loro crimini. La nostra giustizia è quella della solidarietà umana........ La loro giustizia ha appena dimostrato ancora una volta che la tanto propagandata democrazia funziona solo al servizio dei latifondisti, dei banchieri, degli speculatori.....
Il nostro Movimento invita tutti i partiti, le associazioni, le chiese ecc a lanciare una campagna nazionale e internazionale per l'annullamento di questo processo e a lottare per la nostra giustizia". Corruzione dei giurati?
La vice-sindaco di Belém, Ana Júlia Carepa (PT), ha denunciato il giurato Silvio Queiroz di aver contattato Paulo Fernades, una delle persone che avrebbe potuto essere sorteggiata per comporre la giuria popolare, con una offerta di 3.000 reais per assolvere gli ufficiali. Silvio Queiroz, ha minacciato con un revolver un reporter della TV Record che lo ha cercato per una intervista. Richiesta di annullamento della prima sessione del processo
Il MST, il PT e molte altre organizzazioni brasiliane ci chiedono di continuare a inviare messaggi non solo al Tribunale del Pará ma anche alle principali autorità dello stato e del paese.
Ecco gli indirizzi:

  • Tribunal de Justiça do Pará
    Presidente José Alberto Maia
    Praça Felipe Patroni, s/n
    Cidade Velha – CEP 66.015-280 – Belém – PA
    Brasil Fax: 55 (021)91- 2412970
    e-mail: des.jose.maia@tj.pa.gov.br
  • Presidência da República
    Presidente Fernando Henrique Cardoso Praça dos Três Poderes
    Palácio do Planalto, 3° andar
    70.150-900 Brasília – DF – Brasil
    Fax: 55 (021) 61 322.2314 – telefone: 55 (061) 411.1169
    E-mail: pr@planalto.gov.br
  • Ministério da Justiça
    Ministro José Carlos Dias
    Esplanada dos Ministérios, bloco T, 4° andar
    70.064-900 – Brasília – DF – Brasil
    Fax: 55 (021) 61 3211565 - telefone: 55 (021) 61 2262291 e 226 2296
    E-mail: acs@mj.gov.br
  • Ministério Extraordinário de Assuntos Fundiários
    Ministro Raul Jungmann
    Edifício Palácio do Desenvolvimento, 18° andar
    70.057-900 – Brasília – DF – Brasil
    Fax: 55 (021) 61 226 8727 – telefone: 55 (021) 61 4117110 e 2238076
    E-mail: jungmann@incra.gov.br
  • Governador Almir Gabriel
    Palácio dos Despachos
    Rodovia Augusto Montenegro, km 9
    66.823-010 – Belém – PA – Brasil
    Fax: 55 (021) 91 2480133 – telefone: 55 (021) 91 2481038 e 2481678
    E-mail: imprensa@prodepa.gov.br