Il prossimo governo può fare la riforma agraria

Il prossimo governo può fare la riforma agraria
Interviste al prof. Mançano, geografo della UNESP e a Marina dos Santos del Coordinamento del MST
27 settembre

Il MST esige che il prossimo governo insedi un milione di famiglie in quattro anni. Questo numero era previsto nella versione originale del Piano Nazionale di Riforma Agraria, presentato nel 2003. Ma la versione che è stata approvata ha delimitato la meta a 100.000 insediati all'anno. Il governo federale dice di aver realizzato gli obiettivi negli ultimi quattro anni. Il MST afferma invece che i numeri sono stati gonfiati perchè inseriscono tra gli insediamenti quelli fatti per regolarizzare situazioni preesistenti e quelli realizzati in terre pubbliche. Nella visione del MST dovrebbero essere calcolati nel novero di insediamenti della riforma agraria solo quelli realizzati in terre espropriate. Al di là della polemica tra il MST e l'attuale governo, il geografo Bernardo Mançano considera che la riforma agraria farebbe passi avanti se effettivamente fossero insediate 100.000 famiglie all'anno. Mançano sostiene che già esistono possibilità di bilancio e strutture per insediare questo numero di famiglie. Si tratta di un numero minore rispetto a quello desiderato dal MST, ma che sarebbe al di sopra di ciò che fino ad ora il governo ha realizzato. "Ci sono esperienze, infrastrutture, condizioni di base perchè vengano insediate 100.000 famiglie all'anno. Il governo che farà questo svilupperà certamente una politica che porterà a soluzione il problema agrario in Brasile", afferma il professore dell'Università Statale di San Paolo (Unesp).
Mançano ha realizzato uno studio dimostrando che per ogni famiglia insediata nella terra, due famiglie perdono o vendono la loro terra e migrano verso la città.
"Una grande sfida per il prossimo governo è tentare di rovesciare questo processo: insediare due famiglie e cercare di diminuire il numero di famiglie che abbandonano la terra".
Il professore ha aggiunto che il problema della realizzazione della Riforma Agraria non sono i soldi, visto che tutti gli anni il Ministero dello Sviluppo Agrario restituisce denaro al tesoro nazionale. Il costo dell'insediamento di una famiglia, dice Mançano, è oggi intorno ai 20.000 reais. Quanto alla disponibilità di terra, il professore assicura che non esiste uno stato che non abbia latifondo.
Marina dos Santos, del coordinamento nazionale del MST, considera che sarebbe possibile realizzare la meta iniziale del Piano Nazionale di Riforma Agraria destinando più risorse alle politiche pubbliche, che rispondano alle necessità dei lavoratori rurali, nei campi della educazione, sanità, assistenza tecnica e formazione professionale. Secondo Marina dos Santos, questo governo ha insediato circa 260.000 famiglie, poichè una gran parte degli insediamenti di cui il governo parla sono stati in realtà casi di regolarizzazione fondiaria, soprattutto nel nord del paese.
Anche l'IBGE ha constatato che nel paese ci sono ancora 4,8 milioni di famiglie senza terra.
La dos Santos ha affermato che circa 600.000 famiglie hanno conquistato la terra e 230.000 vivono ancora in accampamenti nelle fazendas o ai bordi delle strade aspettando che il governo agisca.
Mançano afferma che il Brasile deve convivere con due modelli agricoli. Un terzo delle merci che il Brasile esporta sono prodotti agricoli. La maggior parte degli alimenti consumati dai brasiliani sono prodotti dalla agricoltura familiare. Conciliare i due modelli, quello agroesportatore e quello dell'agricoltura familiare è la principale sfida del prossimo presidente, pensa il prof. Mançano.
"Sono due modelli che esigono politiche agricole diverse, per questo il governo che riuscirà a lavorare con entrambi riuscirà a superare i problemi dell'agricoltura che abbiamo affrontato", ci ha dichiarato Mançano. La sfida è grande, visto che i due settori non hanno relazioni amichevoli. Il MST che possiede varie cooperative di agricoltura familiare, considera l'agrobusiness uno dei suoi principali problemi. Marina dos Santos, ritiene che la crescita dell'agrobusiness in ambito rurale è un problema per il MST. Cita come esempio la coltivazione della canna, dell'eucalipto e della soia che, secondo lei, hanno portato ad una crescita della concentrazione di terra e hanno prodotto fame, lavoro schiavo e molta repressione dei movimenti sociali organizzati.

Marina dos Santos sottolinea che la maggior parte degli alimenti prodotti nel paese viene dalla agricoltura familiare. "Poichè ci sono in Brasile più di 30 milioni di persone che soffrono la fame tutti i giorni, è urgente che il governo si preoccupi molto di rafforzare le politiche che garantiscano la continuità di questo processo produttivo, con alimenti di qualità".