La principale caratteristica del governo Lula è l'ambiguità

La principale caratteristica del governo Lula è l'ambiguità
Intervista a Rebelion di João Paulo Rodrigues, dirigente nazionale del MST.
29 settembre 2006

Nonostante i suoi 26 anni João Paulo Rodrigues fa già parte della direzione nazionale del MST ed è il coordinatore della gioverntù. "Sono nel movimento fin da bambino, sono figlio di un insediato", sottolinea con orgoglio cominciando questa intervista esclusiva. Il tema centrale è la relazione di Lula con i movimenti sociali nei quattro anni del suo governo. I cambiamenti strutturali e la riforma agraria non sono stati realizzati, ma il governo non ha criminalizzato gli attori sociali, sostiene Rodriguez, e questo crea un clima favorevole.

Rebelion: Come valuta il MST i 4 anni del Governo Lula?
JPR: La Riforma Agraria non è andata avanti tanto da rovesciare la situazione della concentrazione della grande proprietà nel paese. Gli insediamenti realizzati in questo periodo non hanno colpito il latifondo. Per la maggior parte, si tratta di regolarizzazioni di antichi progetti o di insediamenti nella regione amazzonica. Il Piano Nazionale di Riforma Agraria non raggiungerà le mete prestabilite. Non solo in relazione all'insediamento delle 400.000 famiglie, ma anche rispetto alla produttività. Il Governo ha messo al primo posto il modello agro-esportatore basato sulla produzione di monoculture in latifondi per esportare soia, cotone e eucalipto. Tuttavia è stato ampliato in modo significativo il credito per la piccola produzione. È cresciuta anche l'attenzione nei confronti delle famiglie accampate, assicurando loro i prodotti fondamentali di consumo. La relazione tra Governo e movimenti sociali è migliorata con Lula e la lotta per la riforma agraria non è stata criminalizzata come ai tempi di Cardoso.

Rebelion: Quali passi avanti concreti ci sono stati nelle politiche sociali?
JPR: Le politiche sociali promosse da Lula, come il programma Borsa Famiglia e gli aiuti per facilitare l'accesso di studenti con pochi soldi nelle università, sono importanti per dare risposta alla popolazione più povera, ma non sono sufficienti per affrontare la profonda disuguaglianza esistente nel paese. Sono necessari cambi strutturali nell'economia e nella politica per poter investire di più in educazione, sanità, casa, assistenza sociale, riforma agraria ecc. Per questo sarebbe importante abbassare gli interessi, per iniziare un processo di cambiamento nella politica economica che possa condurre il paese allo sviluppo.
Il modello neoliberista impedisce la crescita della nostra economia e un vero sviluppo nazionale. Con l'attuale progetto, quelli che traggono vantaggi sono il sistema finanziario, le banche e le transnazionali che approfittano delle nostre risorse naturali e della manodopera a buon mercato per lucrare sulle esportazioni. È quasi impossibile con questo modello invertire le priorità, mettendo al primo posto i settori che ho elencato prima. Bisognerebbe applicare un piano economico che metta al primo posto gli interessi nazionali e le necessità del popolo. Abbiamo bisogno di un progetto di sviluppo nazionale che abbia come asse lo sviluppo sostenibile del paese, lo sviluppo locale e la lotta alla disuguaglianza sociale. Si dovrebbero ridurre i tassi di interesse per dinamizzare l'economia, rimettere in discussione il debito estero e interno, rinegoziando quello interno, migliorare il salario minimo e sostenere la piccola produzione agricola.

Rebelion: Quale sentimento prevale nel MST sulla gestione Lula, rispetto alle vostre aspettative originali?
JPR: Delusione rispetto alle aspettative storiche della sinistra di partito e sociale. Ma ha significato anche un passo avanti se lo si confronta con i governi anteriori. La base del MST ha capito che per far avanzare il paese è necessario un grande movimento di tutta la società intorno a un progetto di sviluppo e cambiamenti strutturali perchè il popolo ottenga condizioni migliori di vita. La principale caratteristica del governo Lula è l'ambiguità.

Rebelion: in che condizione è il movimento popolare?
JPR: Negli anni 80 c'è stato un periodo di crescita dei movimenti di massa che sono riusciti a imporre la democrazia e a indirizzare verso cambiamenti profondi la società. Dal 1989 i movimenti sociali sono in una fase di riflusso. Negli anni 90 il riflusso ha implicato la perdita di forza dei movimenti sociali, specialmente del movimento sindacale. Nel frattempo il MST è abbastanza cresciuto (...) Oggi abbiamo 350.000 famiglie insediate e molte esperienze positive nel campo della produzione, cultura e educazione. L'aspettativa di poter progredire con la riforma agraria con Lula ha stimolato migliaia di famiglie ad accamparsi. Attualmente circa 150.000 sono accampate. Una Commissione Parlamentare sulla questione della terra ha approvato un documento che considera l'occupazione di terre come un atto di terrorismo. I nemici della Riforma Agraria e delle organizzazioni dei poveri delle campagne non abbandonano la loro offensiva.

Rebelion: Insomma questi quattro anni di governo Lula hanno rafforzato o smobilitato il movimento sociale organizzato?
JPR: Lula ha vinto le elezioni in un contesto di riflusso e non aveva interesse a incentivare la mobilitazione popolare. Sostiene, nei suoi discorsi, la tesi che i cambiamenti ci saranno anche senza la partecipazione politica del popolo. È chiaro che questo non aiuta l'organizzazione dei settori popolari. Si deve riconoscere, senza dubbio, che il Governo non criminalizza i movimenti sociali e questo lascia spazio alle manifestazioni popolari.

Rebelion: Secondo il MST, il PT e il Governo continuano a costituire una alternativa nella strategia di cambiamento del Brasile?
JPR: Questa trasformazione non si produrrà grazie a un partito o a un gruppo politico ma a partire dalla mobilitazione popolare intorno a un progetto di sviluppo nazionale con una chiara visione sociale.

Rebelion: Che atteggiamento ha il MST di fronte alle elezioni?
JPR: Il perdiodo elettorale è storicamente il momento principale di partec ipazione politica della gente. Noi vogliamo approfittare di questo momento per porre alla società questioni di fondo, strutturali, che non fanno parte del dibattito elettorale. Il MST non si impegna come organizzazione nel processo elettorale. Le persone legate al MST potranno appoggiare solo a titolo personale un candidato. Il MST non si è schierato per un candidato.

Rebelion: Quali sono le sfide politiche più significative per il MST a medio termine?
JPR: Evitare che si consolidi l'alleanza tra latifondo e imprese transnazionali agricole che attualmente rappresentano l'ostacolo maggiore al consolidamento di un massiccio processo di riforma agraria. L'agrobusiness subordina l'uso della terra e le risorse naturali in genere alle necessità delle multinazionali dell'agricoltura, come Bunge, Cargill, Monsanto, Stora Enzo, Syngenta e alla speculazione a cui esse portano all'interno del mercato finanziario internazionale. La terra deve essere al servizio del popolo brasiliano che comprende 70 milioni di persone che non mangiano sufficientemente. E in questo senso abbiamo bisogno che venga promosso un nuovo modello basato sulla proprietà media e piccola. È essenziale promuovere un progetto di sviluppo nazionale centrato sul rafforzamento del mercato interno, la distribuzione del reddito, l'industria nazionale, per sostenere la creazione di lavoro e la possibilità del popolo di essere incluso. Il MST sta svolgendo il suo ruolo con le sue mobilitazioni popolari, con dibattiti con la società civile, per formulare questo progetto nazionale. Stiamo inoltre discutendo sulla creazione di un nuovo modello produttivo nelle campagne, che si basi sull'adozione di tecniche di produzione che rispettino l'ambiente e producano alimenti salubri, senza agrotossici per il popolo".