Emir Sader: Bisogna sconfiggere il terrorismo della destra già al primo turno

Emir Sader: Bisogna sconfiggere il terrorismo della destra già al primo turno
27 settembre 2006
Qualsiasi giudizio si abbia del governo Lula (...) il quadro politico è fortemente polarizzato tra destra e sinistra. La sinistra può sbagliare molte volte, la destra sbaglia meno. Ha scelto un cattivo candidato, ma attacca con durezza quello che considera il suo nemico fondamentale, oggi rappresentato dal governo Lula. (...). Sappiamo che gli attacchi al governo non sono frutto di zelo per l'etica, continua Sader, perchè la destra ha tollerato, ha partecipato e ha tratto profitto da tutte le frodi della dittatura, del governo Collor, di quello Cardoso e di tanti governi locali. Constatiamo la sua virulenza e il suo obiettivo di eliminare il governo Lula nonostante la moderazione di questo governo in tanti campi. Si tratta di una offensiva contro la sinistra, come è chiaro dai temi programmatici centrali della destra: meno Stato, ripresa delle privatizzazioni (Petrobras, Banca del Brasile, Eletrobras, Cassa Economica Federale, BNDES), meno tasse, maggior taglio della spesa pubblica, maggior apertura dell'economia, fine delle regolamentazioni statali, relazioni esterne privilegiate con il Nord del Mondo e fine della politica Sud/Sud, meno sovranità e integrazione, più libero commercio e ALCA, politiche di sicurezza pubblica ancora più repressive, trattamento duro dei movimenti sociali.

Nel caso vinca il candidato tucano-pefelista (Alkmin), nessuno a sinistra, nel settore dei movimenti sociali, del pensiero critico ecc, sarà risparmiato dal rancore della destra che si è impossessata della elite, nessuno potrà evitare di subire gli effetti diretti o indiretti di queste politiche, compresa la criminalizzazione dei movimenti sociali.

Sader cita una serie di articoli usciti negli ultimi giorni, nei quali l'attacco al governo è durissimo, si fanno paragoni con il Watergate, per esempio. Si vuole creare un clima da agosto 54, o da marzo 64, preparare il terreno a un eventuale impeachment.

Era la destra unita, come da molto tempo non si vedeva. Praticamente tutti i grandi imprenditori, tutti i grandi media privati monopolisti, tutti i partiti della destra e altri che un tempo non erano di destra ma che hanno aderito a questo blocco, uniti nella stessa campagna contro la candidatura di Lula. Visto che non possono vincere al primo turno, il loro obiettivo è arrivare al secondo, contando sui voti di tutti quelli che non voteranno Lula. E creare un clima di svolta in un contesto di paura, appoggiato con l'unanimità monopolista dei grande media privati, valendosi di tutti i metodi di manipolazione, dalla distorsione dei sondaggi, alla gestione dei notiziari, usando brutalmente il potere monopolista dei media a favore di Alkmin.

La sinistra deve mostrare ora che sa distinguere i campi al di là delle differenze interne. La sinistra che non sa farlo non è sinistra, si perde in attacchi isolati ad altri candidati del proprio campo e finisce per perdere il proprio carattere. La sinistra deve dimostrare di fronte a questa offensiva di destra che sa mettere in pratica una politica del fronte unico, che non confonde nemici strategici con alleati tattici, sa distinguere le linee di divisione dalle contraddizioni inconciliabili tra destra e sinistra.

Non scoprire il fianco al nemico - nonostante i gravi errori commessi dal PT - e apparire fermamente unita in un fronte contro la destra, che rafforzi la sinistra, che si contrapponga ai suoi nemici fondamentali: il neoliberalismo, l'egemonia imperiale degli USA, il monopolio dei media. Contro il potere del denaro, delle armi e della parola - pilastri del potere nel mondo attuale e nemici fondamentali della sinistra.

Per potere il giorno seguente alla sconfitta imposta alla destra, lavorare per ricomporre la sinistra, formulando progetti democratici, popolari e sovrani per il Brasile, mobilitando il pensiero critico del paese e i movimenti sociali, politici e culturali che costituiscono la forza maggiore della sinistra. Per far pressione sul nuovo governo perchè cammini nella direzione giusta del superamento dei tre ostacoli maggiori che affronta la sinistra in Brasile, in America Latina e nel mondo: i monopoli del denaro, delle armi e della parola. Che lavori insieme per sostituire il modello economico con un altro centrato su obiettivi sociali e non economico-finanziari; che riprenda un progetto di sviluppo accelerato centrato sull'espansione del consumo popolare, che realizzi pienamente la riforma agraria, promuova dal centro l'economia familiare e la politica di sicurezza alimentare in opposizione ai modelli centrati sull'esportazione e i transgenici; che consolidi e espanda i processi di integrazione regionale del Sud del mondo; che lavori in modo deciso per la democratizzazione dei mezzi di comunicazione, legalizzando e incentivando anche le radio comunitarie, rafforzando i media pubblici e alternativi, che riassuma la realizzazione di softwares alternativi, ecc,ecc. (...)