MST ed elezioni in Brasile, Ottobre '02

MST ed elezioni in Brasile
Ottobre '02
Elementi per riflettere sulla congiuntura politica nazionale


I - Vittoria
1. C'è stata una vittoria politico-elettorale delle forze popolari.
2. Il popolo ha votato per il cambiamento. Ma continua ad essere depoliticizzato e non c'è stata una partecipazione entusiasta.
3. La vittoria elettorale non è stata frutto di una nuova crescita del movimento delle masse, ma del fallimento del modello economico adottato dalle élite.
4. Le alleanze e la forma che ha preso la discussione porteranno a un governo di centro sinistra.

 

II - Lo scenario
1. Il modello economico neoliberista che ha subordinato la nostra economia al capitale straniero si è esaurito grazie alle sue stesse contraddizioni.
2. Ma il modello ha lasciato due trappole: la dipendenza dall'estero e la vulnerabilità dell'economia rispetto alla speculazione finanziaria - dei cambi; e la dipendenza del bilancio pubblico dal debito interno.
3. Andiamo verso un aggravamento della crisi economica nel breve periodo.
4. Non ci sono soluzioni facili, semplici, o a breve termine.

 

III - Le prospettive
1. Il grande capitale continuerà a fare pressione perché non ci siano cambiamenti né strutturali, né significativi. Continuerà a proporre come vie di uscita: l'ALCA, il WTO, il FMI, la Banca Mondiale, ossia, un maggiore inserimento e una maggiore subordinazione al capitale internazionale.
2. La destra che ha scelto per il governo Lula (e la sua stampa) esigerà lotta e vigilanza nei confronti dei "radicali" del PT.
3. Ci sarà un governo di discussioni e tensioni, in un quadro di crisi
4. Il governo dovrà continuamente negoziare. La proposta dei settori maggioritari del partito è il patto sociale, con aperture anche sui diritti storici dei lavoratori, in nome della governabilità.
5. La sinistra, in genere, e le forze popolari sono disperse e disorganizzate. Non c'è un quadro di ripresa del movimento delle masse.
6. Lottare da soli, senza mobilitazione delle masse, può portare a un isolamento politico.

 

IV - Sfide per le forze popolari
1. Produrre materiale didattico, in tutte le forme, per elevare il livello politico delle masse (da qui l'importanza anche di un giornale politico nazionale).
2. Intensificare la formazione dei quadri.
3. Costruire l'unità popolare per evitare il settarismo o l'isolamento. Per questo sarà fondamentale costruire un movimento popolare a partire dai comitati popolari contro l'ALCA, come fattore di unità tra tutte le varie forze.
4. Stimolare il movimento delle masse, anche se il suo rilancio non dipende solo dalla volontà politica. Sarà necessario usare creativamente la pedagia delle masse, senza cadere nello scetticismo del "contro-tutto", né nell'illusione che ora tutto si risolverà.

 

Intervista a Stedile
25 Ottobre 2002
In una intervista al giornale spagnolo "El Pais", Joao Pedro Stedile ha parlato delle elezioni e della posizione del MST di fronte a una vittoria di Lula.


Brani dell'intervista

El Pais: Il MST sarà il più forte mal di testa di Lula se vince le elezioni?
JP Stedile: No, il maggiore mal di testa per un governo Lula si chiama capitale americano con tutte le sue rappresentazioni: le banche (Citibank, BankBoston), il FMI, la Banca Mondiale ed il WTO. Questi saranno i grandi mal di testa del signor Lula da Silva e del popolo brasiliano.

 

El País: Agli inizi di un eventuale governo del PT, il MST si comporterà bene e non promuoverà occupazioni di terre per fare pressione sulle nuove autorità?
JP Stedile: Il MST opera in forma autonoma rispetto al PT. Ciò che determina occupazioni di terre e mobilitazioni contadine non è la volontà dei dirigenti, ma il fatto che i problemi dei senza terra aumentino o diminuiscano. Naturalmente all'inizio di ogni governo si sta a vedere.

 

El País: Le aspettative che può suscitare un governo di Lula nel MST e in altri movimenti sociali sono molto superiori a quelle che potrebbe sollevare un governo di un qualsiasi altro candidato
JP Stedile: Certo. In Brasile viviamo un momento molto complicato. Prima di tutto il modello economico neoliberista è fallito e ha messo la nostra società e la nostra economia in un vicolo senza uscita. Questo esige mutamenti, perché altrimenti la crisi sociale sarà devastante e finiremo come l'Argentina. Una vittoria di Lula avrebbe un peso simbolico che si tradurrebbe nella rinascita del movimento di massa. La campagna di Lula sta dicendo al popolo: vota Lula, è l'ora di Lula. Molto bene, votiamo Lula. E a partire da gennaio il popolo brasiliano dirà: è arrivato il nostro momento. E ci sarà un processo di mobilitazioni sociali alle quali parteciperanno i senza terra, i lavoratori pubblici, che appoggeranno i cambiamenti di cui il Brasile ha bisogno.

 

El País:Saranno mobilitati per appoggiare il nuovo governo?
JP Stedile: Non ci si deve porre in un ambito di partito. Io sto parlando di movimenti di massa che spingeranno a cambiamenti. Se il governo Lula comprenderà questo messaggio del popolo per rafforzare il processo di cambiamento, bene, se al contrario cercherà di ingannare il popolo chiedendo pazienza, andrà a finire come De La Rúa.

 

El País: Lei ha fiducia in un governo Lula o è preoccupato per le alleanze stipulate con settori conservatori e per l'appoggio che ha ricevuto da settori imprenditoriali?
JP Stedile: Nella politica brasialiana c'è molta retorica e pochi impegni. Vediamo qui campagne molto ipocrite. Quel che ha promesso durante la campagna Fernando Henrique Cardoso e quel che ha fatto dopo non hanno niente a che vedere. Onestamente non ci preoccupa il tenore del discorso di Lula, né le alleanze partitiche che può fare. Abbiamo fiducia nel fatto che Lula rappresenta forze sociali organizzate della nostra società al margine dei partiti.

 

El País: Lei e il MST chiedete una rottura con la politica della Banca Mondiale e del FMI...
JP Stedile: Io e anche alcuni banchieri.

 

El País: Ma questo non è quel che ha sostenuto Lula durante la campagna
JP Stedile: Torniamo ancora alla retorica delle campagne politiche in Brasile. I mutamenti necessari non dipenderanno dalla volontà di Lula, ma dalle mobilitazioni popolari. Il nostro compito nel MST è mobilitare il popolo per esigere dal nuovo governo questa rottura.