La profezia delle donne e la croce di Cristo. Porto Alegre - Marzo 2006

Conferenza della FAO
Porto Alegre 2006

La profezia delle donne e la croce di Cristo
Marcelo Barros, Fonte Adista
Marzo 2006

Chi in Brasile conosce la profonda relazione dei mass media con i settori più reazionari della società trova quasi naturale che i giornali e la televisione abbiano dato così poche notizie sulla Conferenza internazionale sulla Riforma Agraria svoltasi a Porto Alegre, per quanto questa fosse un evento ufficiale e non un'iniziativa dei movimenti popolari. La notizia a cui i media hanno voluto dare risalto è stata quella dell'invasione di una tenuta dell'impresa Aracruz Cellulosa da parte delle donne contadine di Via Campesina e del Movimento dei Senza Terra. Un atto condannato come violento e predatorio.
Per quanto non abbia potuto ascoltare direttamente le compagne militanti sulla questione, mi sento obbligato, in coscienza, ad affermare che accompagno il Mst dalla sua fondazione e ripongo assoluta fiducia negli orientamenti del Movimento e nelle opzioni dei suoi militanti, uomini e donne. D'altra parte, quando vedo, da un lato, imprenditori e fazendeiros e, dall'altro, contadini e lavoratori che lottano per la Riforma Agraria, non posso avere esitazioni sul lato in cui mi collocano l'Etica e la Spiritualità cristiana. Avendo fiducia nelle compagne e sapendo che imprese come l'Aracruz Cellulosa hanno provocato oppressione, violenza e ingiustizie ai danni della comunità indigene, dei contadini e dei poveri che vivono nelle terre da esse usurpate, mi sono reso conto subito che l'invasione di quella tenuta da parte delle donne è come il gesto di chi viene considerato violento per il fatto che disarma persone che collaudano armi sparando sul popolo. Alla fine, i laboratori di imprese come l'Aracruz assomigliano a quello di Frankstein: sono preoccupati di fare profitti sulle spalle della natura e a costo di un sovraccarico di oppressione ai danni del popolo impoverito.
Il 19 marzo, in chiesa, le comunità leggono un passo del Vangelo molto significativo: racconta che Gesù prese una frusta e invase il tempio di Gerusalemme, luogo più sacro del laboratorio dell'Aracruz che ha la croce (cruz in portoghese, ndt) nel suo nome, ma che impone ai poveri una croce di sangue e di dolore. Furioso come ogni profeta, nello scoprire che l'istituzione aveva trasformato il tempio in una specie di Banca Centrale del Paese, "fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: "portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato" (Gv 2, 13 ss).
Nel giorno internazionale della donna, le donne contadine si sono rivestite dello stesso spirito profetico e hanno usato la forza simbolica contro la violenza strutturale di un'impresa che pensa di poter impunemente comprare la vita delle persone e trasformare la terra in merce. Il gesto delle compagne del Mst e di Via Campesina invita tutti coloro, uomini e donne, che sono impegnati nella causa della giustizia e della difesa della Terra a proseguire questa marcia profetica e ad approfondire l'invasione simbolica di tutto ciò che appartiene al popolo e che gli è stato sottratto in nome del denaro e di un ingannevole progresso. Secondo il Vangelo, Gesù invase il tempio in prossimità della Pasqua e annunciò che quel santuario sarebbe stato sostituito da un nuovo tipo di tempio, la sua presenza viva e operante nella comunità delle persone che intende inaugurare un'umanità nuova. Come le compagne del Mst e di Via campesina che assumono, oggi, la croce della missione liberatrice del Cristo contro l'Aracruz del capitalismo.