Il Banchetto (di Frei Betto)

Il Banchetto
di Frei Betto
Giugno '98

- Eccellenza, dobbiamo dare una punizione esemplare a quelli che incentivano i saccheggi - suggerisce il ministro della giustizia, alla fine del pomeriggio, durante l'udienza.

- Non sarebbe più efficace imprigionare la fame? - pondera il presidente, lisciando il bavero di seta dello smoking.

- Imprigionare la fame? -si spaventa il ministro. Si vede che Vostra Eccellenza non la conosce. Io, che sono nordestino, so quanto sia indomabile. Per paura che la fame mi raggiunga , faccio sempre pasti abbondanti.

La critica suscita l'ira del presidente.

- Come non la conosco? Non ha letto i miei libri ? Ho fatto specializzazione e dottorato sulla fame, ho studiato tutti i trattati che volevano sradicarla dall'America Latina, ho dimostrato che una economia dipendente diventa suo ostaggio. È stato proprio grazie alla fame che sono andato in pensione dall'Università già a 38 anni.

Dispiaciuto il ministro indietreggia, è preoccupato perché l'agenda del presidente è molto fitta

- Capisco Eccellenza quanto la fame sia stata utile alla sua carriera. Ma non posso mandare la Polizia Federale ad arrestare la fame. È indispensabile per il nordest. Senza di lei si destabilizza l'oligarchia che domina il mio stato natale, si chiudono gli enti creati per amministrarla, si indebolisce il gruppo del governo al Congresso, i nostri alleati corrono il rischio di non essere rieletti nelle aree raggiunte dalla siccità.

Preoccupato per l'impegno che lo aspetta a Itamarati, il presidente vede, attraverso i vetri del suo ufficio, la notte scendere sulla capitale.

- Vuol dire che non ci conviene farla finita con la fame? - chiede al ministro

- La fame è nostra alleata, Eccellenza. Senza di lei non ci sarebbe ragione di distribuire ceste di alimenti di base e creare fronti del lavoro. Senza questi espedienti, non avremo voti. Per questo è molto più conveniente arrestare quelli che incentivano i saccheggi.

La segretaria consegna al presidente il fax da Itamarati con il menu della cena: cocktail di gamberi, aragosta....

- Allora ministro, arresti chi incoraggia i saccheggi, perché se i disordini continuano con l'invasione dei magazzini e l'espropriazione dei camion, in breve non ci sara' piu' fame. Ho paura che raggiungano i magazzini del governo, dove conserviamo le scorte che servono a regolare i prezzi. In questo caso ci saranno effetti molto seri sugli indici del mercato.

- Li arrestiamo tutti, Eccellenza? -pondera il ministro. Ci sono vescovi e deputati che si sono dichiarati a favore dei saccheggi.

- Guardi ministro, è chiaro che non ci conviene avere nuovi attriti con la chiesa. Ne' con il Congresso, siamo già stati sconfitti sulla Previdenza. I politici sono favorevoli ai saccheggi per demagogia; il clero per colpa di Tommaso d'Aquino.

- Tommaso d'Aquino? -ripete il ministro - Darò ordine di indiziarlo

- Non c'è più tempo, ministro. E' morto nel 1274

- Allora accuserò i leaders del MST, a cominciare da Stedile. Prima però vorrei essere sicuro che questa misura non avrà riflessi negativi nella sua campagna per la rielezione.

- In nessun modo ministro. Quando manca il pane, bisogna usare il bastone. Sono alle soglie del mio secondo mandato. Il mio nome resterà inciso per sempre nella storia. Lei pensa che qualcuno si ricorderà dei leaders dei senza-terra?

La segretaria, lì a fianco pensa a Zumbi, Tiradentes, Angelim, Joana Angelica, Antonio Conselheiro, Marighella, Lamarca, Chico Mendes....ma tace. Non conviene immischiarsi se non si è interrogati , ne' ritardare l'uscita del presidente verso il banchetto di Itamarati

Frei Betto, scrittore