Lettera del Comitato di appoggio al MST al ministro Jungmann

Lettera del Comitato di appoggio al MST
al ministro Jungmann

Ottobre 2000
Gentile signor Ministro Jungmann
Siamo i membri del Comitato di appoggio al MST di Roma. Abbiamo deciso di non partecipare all'incontro con lei presso l'ambasciata del Brasile a Roma e vogliamo spiegarle perché.
Noi siamo semplici cittadini, non professionisti della politica né della solidarietà internazionale e di mattina lavoriamo in scuole, uffici, negozi. Ma non è questo il motivo per cui abbiamo deciso di non incontrarla. Noi conosciamo bene ciò che pensa e fa il governo brasiliano e lei in particolare. Seguiamo quotidianamente le dichiarazioni che la stampa brasiliana generosamente riporta. Dubitiamo quindi che lei possa dirci qualcosa di nuovo, né pensiamo che lei sia molto interessato ad ascoltare la nostra opinione. Lei è un ministro brasiliano, protagonista delle vicende politiche del suo paese, noi cittadini italiani, fisicamente lontani da quelle vicende. Le nostre parole sarebbero inevitabilmente più deboli delle sue. Non vogliamo prestarci ad una operazione di propaganda.

Perché un gruppo di italiani sostiene il MST?
Siamo persone interessate alle questioni internazionali e al Brasile in particolare, per vicende che riguardano la storia di ognuno di noi (alcuni di noi fanno parte di associazioni e ong che di Brasile si occupano da decenni). Seguendo da vicino la realtà politica brasiliana, dai tempi della dittatura militare, siamo stati colpiti dalla originalità del MST che riesce a mettere insieme una lotta locale e concreta, per la vita e la dignità di centinaia di migliaia di cittadini brasiliani, con la battaglia politica per la riforma agraria e un diverso modello economico in Brasile e nel mondo.
Abbiamo studiato il movimento, abbiamo letto quel che ne dicono Plinio de Arruda Sampaio, Frei Betto, Dom Thomas Balduino, Sebastiao Salgado, il senatore Sulpicy e molti altri, abbiamo tradotto e pubblicato in Italia testi dei suoi dirigenti, abbiamo creato un sito internet che dà informazioni in italiano sul MST, abbiamo conosciuto insediamenti ed accampamenti, scuole a livello nazionale e locale, abbiamo partecipato a incontri e congressi, tra cui l'ultimo a cui erano presenti 12.000 militanti, abbiamo conosciuto e conversato a lungo con i militanti di base e in tutti abbiamo trovato una grande dignità, l'orgoglio di sentirsi cittadini brasiliani, portatori di diritti e non più emarginati. I membri del MST sono dei grandi patrioti, nel senso migliore del termine e crediamo che il governo brasiliano dovrebbe essere grato al movimento per questa enorme opera educativa che sta compiendo.

Il governo brasiliano di cui lei fa parte ( e lei in particolare in una intervista al Jornal do Brasil del mese di settembre) affermando di lavorare per la realizzazione della riforma agraria, dice:

  • Entro la fine dell'anno 2000 avremo trasferito, attraverso il programma di riforma agraria, dal latifondo alla piccola proprietà un'area corrispondente a 16 milioni di ettari.
    Ma come si può rilevare dalle statistiche dell'INCRA, confrontando quelle del 92 con quelle del 98, il latifondo è cresciuto in questo periodo di 56,3 milioni di ettari (2.5 volte il territorio della Gran Bretagna) grazie al programma economico di smantellamento della piccola agricoltura brasiliana.
  • Il governo Cardoso ha insediato tra il 1995 e il 1999, 375.000 famiglie di lavoratori rurali senza terra, cioè 1.8 milioni di persone.
    Da un attento studio dei rapporti dell'INCRA si può rilevare che le famiglie insediate all'interno di nuovi progetti sono state in realtà 237.299. Ma partendo anche dai dati ufficiali del governo, noi rileviamo, leggendo le statistiche dell'IBGE (Istituto brasiliano di geografia e statistica), che a causa della politica agraria del governo più di 800.000 persone abbandonano ogni anno le aree rurali. Più di 4 milioni di persone hanno quindi dovuto lasciare l'agricoltura nel periodo 1995-99.
  • Attraverso il Pronaf (programma nazionale di sostegno all'agricoltura famigliare) il governo sostiene l'agricoltura famigliare.
    Nella ricerca "L'impoverimento dell'agricoltura brasiliana" pubblicata nel settembre 1999 nella Rivista di Politica Agricola dello stesso Ministero dell'Agricoltura (a cura di Alves e Lopes) si conferma invece l'indebolimento economico dell'agricoltura famigliare. Il 54% delle piccole proprietà presentano a lungo termine un reddito negativo o nullo.
  • Le risorse destinate dal governo al programma di riforma agraria provano la priorità attribuita a tale questione.
    In realtà negli ultimi due anni abbiamo assistito a tagli notevoli al bilancio dell'INCRA e ad una sottoutilizzazione anche dei fondi stanziati. Dai 2,2 miliardi di reais del 98 (ne erano stati spesi 1.9) agli 1.4 miliardi del 99 (1.2 spesi) agli 1.35 del 2000 (fino al 1° settembre il governo ha speso solo 401 milioni).

La politica del governo brasiliano in questi anni, al di là delle dichiarazioni, ha teso, secondo noi, a distruggere i movimenti sociali come il MST:

  • con l'applicazione di una politica neoliberale in agricoltura;
  • con il progetto della Banca della Terra (tentativo di privatizzare la riforma agraria e di creare piccoli proprietari, fragili ed indebitati);
  • con accuse infamanti di corruzione nei confronti del Movimento;
  • con accuse di violenza e continui atti di repressione.

Più di 180 militanti del MST sono stati arrestati durante quest'anno, 5 sono stati assassinati. Il governo federale ha emanato numerose richieste di arresto contro dirigenti nazionali del Movimento mentre i responsabili dei tanti massacri di senza terra, tra cui quello di Eldorado, sono ancora liberi e non hanno perso i loro incarichi.

Stiamo seguendo la trattativa in corso proprio in questi giorni tra governo e MST con la mediazione di CNBB, Conic e OAB.
Sui punti oggi in discussione, c'erano già precise promesse del governo, fatte a luglio e non mantenute.
Il governo tenta ancora di rinviare e non mantenere le promesse e si giustifica gettando fango sul MST, dicendo che il Movimento, se chiede finanziamenti per le famiglie insediate, lo fa per finanziare la propria organizzazione, che bara sul numero delle famiglie insediate bisognose di finanziamenti (dichiarazioni del ministro Alberto Cardoso, Folha di San Paolo del giorno 7 ottobre 2000).
Se il MST insiste per avere finanziamenti per gli insediati all'interno della linea A del Pronaf, è perché ormai i tempi sono molto stretti e gli insediati rischiano di non avere risorse per piantare al momento giusto. Avere soldi all'interno della linea C del Pronaf (secondo la proposta del governo) richiede tempi burocratici molto più lunghi e l'intervento delle banche, non molto disponibili a prestare soldi ai piccoli agricoltori.
Ha detto il pastore Erwin Schmidt, dopo il termine della riunione del 2 ottobre con il presidente Cardoso, commentando la mancanza di volontà politica del governo nella trattativa con il MST: "Quando è il Fondo Monetario Internazionale che fa pressione il governo cede; quando è un movimento sociale, quando sono i poveri, il governo li considera una minaccia".

Vogliamo regalarle un personaggio molto conosciuto in Italia (e crediamo anche in Brasile), il burattino Pinocchio, uno che non manteneva mai le promesse fatte al padre Geppetto.
Nel romanzo dello scrittore Collodi, Pinocchio alla fine si trasforma in un bravo ragazzo. Vogliamo augurarci che lei, signor ministro e il Presidente Cardoso, ricordando finalmente le vostre origini di uomini di sinistra, decidiate, invece di fare propaganda ad una fittizia riforma agraria, che nella realtà non esiste, di realizzare quella vera riforma agraria che i cittadini brasiliani, nella loro maggioranza, ritengono sia indispensabile, per risolvere i problemi almeno di una parte delle decine di milioni di poveri del vostro grande paese.

Il Comitato di appoggio di Roma al MST