Processo Rainha e Commissione Parlamentare di inchiesta sul Narcotraffico

Processo Rainha e
Commissione Parlamentare di
inchiesta sul Narcotraffico

Intervista di Laerte Braga del Correio da Cidadania a Irini Lopes
Sabato 11 dicembre 1999

Correio: Ci sono aspettative per il processo Rainha? Lo spostamento del processo a Vitoria significa che il giudizio sarà imparziale o permane il rischio che ci sia un gruppo di giurati vulnerabile e che i latifondisti esercitino pressioni?
Irini Lopes: Non sappiamo bene cosa sia il corpo dei giurati a Vitoria. Ci sono alcuni studenti di diritto, la maggioranza sono funzionari pubblici. Quello che è centrale ora, diverso dalla volta precedente, è che questa volta il processo non è al centro dell'attenzione politica nel nostro stato che invece si occupa dell'arrivo della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Narcotraffico. Il crimine organizzato oggi tocca tutte le istituzioni dello stato, esecutivo, legislativo e giudiziario.

Correio: Questo può avere influenza sul processo?
Irini: Penso che i giurati potranno o no subire pressioni a seconda della situazione. Ma il processo si confonderà in questa situazione di lotta al crimine organizzato. Questa si che è una questione preoccupante, anche perché Rainha sarà giudicato per omicidio in un momento in cui si discute di crimine. Espírito Santo è lo stato, in proporzione alla sua dimensione, più violento del paese. Il crimine commissionato è una cosa che fa parte della quotidianità e quello che temo è questo: l'argomento in discussione è la criminalità e , nello stesso tempo, c'è un dirigente del MST che deve essere giudicato.

Correio: Cosa si può fare per evitare questa confusione tra questioni diverse? E come vede la relazione tra politici e crimine organizzato nel suo stato?
Irini: La relazione è simbiotica. Il gruppo dominante, oggi, nel nostro stato agisce e fa parte della cupola del crimine organizzato. Ci sono imprenditori, latifondisti, deputati, giudici, poliziotti ecc. Tutti coinvolti nel crimine organizzato. Per il nostro stato passa il traffico di armi, droghe e macchine rubate. Nessuno è fuori, cioè i settori della classe dominante dello stato si legano e si appoggiano al potere che è in mano al crimine organizzato. Quanto alle mie preoccupazione per la coincidenza tra il processo Rainha e l'arrivo della CPI, deriva dall'estrema importanza che ha la CPI per il nostro stato.

Correio: Ma non si potrebbero modificare le date di questi eventi. Cosa si può fare per evitare la confusione?
Irini: Bisogna che ci sia una forte ripercussione internazionale, un collegamento con i movimenti dei diritti umani, la partecipazione, come al tempo della richiesta di spostamento del processo, di Amnesty International. Uno dei nostri compiti è pubblicizzare le notizie che abbiamo sul sistema giudiziario che giudicherà Rainha. Io penso che questo sia fondamentale. Il rischio è che si crei un clima di forte emotività da parte di tutti quelli che vogliono lo stato libero dal crimine organizzato. Le famiglie che hanno perso qualche membro e che vogliono giustizia, potrebbero collocare il caso Rainha in un ambito sbagliato.

Correio: Quante possibilità ha Rainha di essere assolto?
Irini: Tecnicamente penso un 50%. Serve una grande abilità e gli avvocati di Rainha sono bravi, ma c'è anche bisogno di attenzione al momento che sta vivendo Espirito Santo. La CPI si è personificata nell'immaginario popolare, è diventata una specie di eroe. Dobbiamo fare in modo che le cose stiano distinte, il processo Rainha non è al centro dell'attenzione e questo potrebbe portare alla condanna del dirigente MST.