Strage di Carajas: il 18 giugno nuovo processo

Strage di Carajas: il 18 giugno nuovo processo
Il Manifesto
1 Giugno 2001

Nel '96, 19 senza-terra furono uccisi dalla polizia del Parà. Nel '99 i tre principali imputati furono assolti

S.D.R. - RIO DE JANEIRO

Finalmente è stata fissata la data per il nuovo processo contro i responsabili materiali della strage di Sem terra a Eldorado do Carajas, nello stato nordestino del Parà. Il giudizio comincerà il 18 giugno a Belem, la capitale dello stato e, inizialmente, saranno processati i tre ufficiali di polizia che guidarono l'azione che portò all'assassinio di 19 braccianti il 17 aprile del 1996.
Il Movimento dei Senza Terra (Mst) e il più noto dei suoi leader, Joao Pedro Stedile, chiedono, attraverso una lettera inviata ai molti compagni e amici in Italia e nel mondo, che al processo partecipino giornalisti e personalità impegnate nel sostegno alle lotte dei senza terra brasiliani e contro l'impunità finora assoluta. Il caso di Eldorado de Carajas è l'emblema più clamoroso di quella impunità. Alla fine dell'agosto '99 un primo processo si concluse, sempre a Belem, con l'incredibile assoluzione dei tre imputati.
L'Mst si mobilitò di nuovo per ottenere l'annullamento di quella sentenza indecente che provava ancora una volta come la giustizia brasiliana sia succube dei poteri forti, economici e politici. Anche la chiesa cattolica, che in questi anni è sempre stata a fianco delle lotte per la riforma agraria (una riforma vera e non la farsa di cui si vantano il presidente Cardoso e il ministro per l'agricoltura Jungmann) ha alzato la sua voce, chiedendo giustizia. L'11 aprile del 2000 il tribunale di giustizia dello stato di Parà ha deciso, per due voti contro uno, l'annullamento della sentenza dell'agosto '99, aprendo la strada a un secondo processo. Che non è stato facile da decidere, come si vede dal due a uno della votazione, non è stato facile da organizzare o non sarà facile da gestire.
Molti dei giudici designati si sono ritirati adducendo i più svariati motivi: salute, impegni, famiglia, paura... Lo stesso per la giuria popolare, sottoposta a ogni genere di ricatto, minaccia e pressione da parte dei poderosi latifondisti, i cui rappresentanti al Congresso sono nella base di appoggio del governo del "socialdemocratico" e "moderno" presidente Cardoso, nonché da parte della polizia, che non ci sta a vedersi prima usata come killer e poi mandata sotto processo. Il discorso sui veri mandanti di quelle strage (come degli altri omicidi di braccianti senza terra che ci sono stati prima e dopo) sarebbe di grande interesse ma è improbabile, anzi escluso, che venga affrontato nel processo di Belém.
Intanto però è già importante che quel nuovo processo di tenga e che i tre ufficiali di polizia, dopo aver creduto una volta di più di averla fatta franca, debbano tornare sul banco degli imputati.

Per avere ulteriori informazioni ci si può rivolgere al coordinatore del collegio degli avvocati dei braccianti, Carlos Guedes (cga@skorpionet.com.br) o all'Mst del Parà (mstpara@skorpionet.com.br), oppure in Italia al Comitato di appoggio al Movimento dei Sem Terra (www.comitatomst.it/)