Cosa bisogna fare per cambiare la vita del popolo brasiliano

Cosa bisogna fare per cambiare la vita del popolo brasiliano
Dalla segreteria nazionale del MST, 2 maggio 2005
Cari amici e amiche del MST,

Il 2 maggio 12.000 lavoratori e lavoratrici lasciano la città di Goiânia in direzione di Brasília per, tutti insieme, camminare, protestare, richiamare l'attenzione della società brasiliana sulla grave situazione di povertà e disuguaglianza nelle campagne. Venuti da 23 stati, questi uomini, donne e bambini percorreranno a piedi, durante 17 giorni, i 200 chilometri che separano le due città. Tra loro c'è Luís Beltrane, di 97 anni che è alla sua terza marcia verso la capitale federale.

Sarà un sacrificio collettivo, in cui ognuno offre il proprio corpo come strumento di lotta per una vita dignitosa per tutti i brasiliani.

I marciatori rappresentano le 200.000 famiglie accampate e le 350.000 famiglie insediate nel paese. Rappresentano i disoccupati, i piccoli agricoltori, le donne contadine, i giovani, gli studenti, i professori, gli indigeni, i movimenti sociali e tutti coloro che invocano trasformazioni e esigono cambiamenti concreti per migliorare la vita del popolo brasiliano. E' la Marcia Nazionale per la Riforma Agraria, frutto della solidarietà nazionale e internazionale.

Tutti i giorni la camminata comincerà alle 5 del mattino. Durante la mattinata, primo che il sole sia troppo caldo, i nostri compagni e compagne marceranno per una ventina di chilometri. Nello zainetto porteranno libri e opuscoli per studiare nel pomeriggio. Dentro di sé, ogni marciatore porta i valori della generosità e della volontà di arrivare.

La notte, la marcia cede spazio alle attività culturali che eleveranno il livello di coscienza del nostro popolo.

Andiamo a Brasilia ad esigere la Riforma Agraria, cambiamenti nella politica economica e a denunciare la schiavitù del lavoratore e della lavoratrice rurale prodotta dall'agrobusiness.

Nel novembre del 2003 abbiamo fatto un accordo con il governi che si è impegnato a insediare 400.000 famiglie in tre anni di mandato. Quasi un anno e mezzo dopo, meno di 60.000 famiglie sono state insediate e il bilancio per la Riforma Agraria ha sofferto un taglio di due miliardi. Il denaro è stato destinato al superavit primario per pagare gli interessi del debito estero, interno e le banche.

Condividiamo con voi la piattaforma politica che sarà consegnata ai tre poteri all'arrivo della Marcia, il 17 maggio a Brasilia. Speriamo di poter contare sulla partecipazione, l'appoggio e la solidarietà di tutti e tutte.

Un forte abbraccio
La segreteria nazionale del MST


Cosa bisogna fare per cambiare la vita del popolo brasiliano
Proposta del MST, di Via Campesia e dei Movimenti sociali al Governo Lula
In ambiente rurale, nell'agricoltura contadina e rispetto alla riforma agraria

Documento che i partecipanti alla marcia nazionale per la riforma agraria consegneranno ai rappresentanti dei tre poteri a Brasilia.
  1. Realizzare l'obiettivo di insediare 430.000 famiglie senza terra, entro la fine del mandato, come promesso dal Piano Nazionale di Riforma Agraria.
  2. Realizzare un programma di istallazione di agroindustrie negli insediamenti e di credito speciale per la riforma agraria. Il PRONAF non sta rispondendo alle necessità dei più poveri.
  3. Difendere l' Amazzonia e la biodiversità brasiliana contro gli interessi delle transnazionali e impedire il processo di privatizzazione dell'acqua.
  4. Garantire il principio della precauzione e impedire la liberazione della coltivazione commerciale di qualsiasi semente transgenica, prima che ci sia una indagine sulle conseguenze per l'ambiente e per la salute delle persone
  5. Punire in modo esemplare tutti i fazendeiros responsabili della violenza contro i lavoratori. Federalizzare i processi per assassinio. Approvare immediatamente la legge di esproprio delle fazendas con lavoro schiavo.
  6. Demarcare immediatamente tutte le aree indigene, così come stabilisce la Costituzione, sostenere e valorizzare la cultura dei popoli indigeni. Regolamentare tutte le terre dei quilombos.

    Politica economica

  7. Impiegare i 60 miliardi di reais del superávit primario annuale, che è denaro del popolo raccolto attraverso le tasse, in investimenti che generino posti di lavoro per tutti. Investire in abitazioni popolari, salute pubblica e in EDUCAZIONE gratuita per tutti i giovani. Realizzare programmi per lo sradicamento dell'analfabetismo dalla nostra società
  8. Abbassare i tassi di interesse reale (Selic) allo stesso livello praticato negli Stati Uniti e nei paesi vicini come il Venezuela e l'Argentina ossia, al 2,5% all'anno, e non al 19,50% attuale, che produce soltanto lucro per le banche.
  9. Raddoppiare il valore reale del salario minimo e il valore della pensione portandoli a 454 reais mensili nel maggio del 2005, e 566 reais nel maggio del 2006, puntando a distribuire il reddito e migliorare le condizioni di vita dei più poveri. Onorando così l'impegno assunto dal governo di raddoppiare il potere di acquisto del salario durante il suo mandato
  10. Recuperare il controllo governativo e pubblico sulla Banca Centrale e sulla politica monetaria. Impedire l'autonomia della banca, come vogliono e stanno realizzando i banchieri e il FMI.
  11. Non firmare l'accordo dell'ALCA. Non accettare le regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio che danneggiano l'economia brasiliana. Conservare solo quegli accordi commerciali che possano giovare al popolo.
  12. Realizzare un'Udienza Pubblica sul debito estero, come stabilisce la Costituzione. E rinegoziare il suo valore, poiché abbiamo già pagato diverse volte. E usare queste risorse per l'educazione, secondo la proposta della CNTE (Confederazione nazionale dei lavoratori dell'educazione). Rinegoziare il debito pubblico interno, prolungando il suo pagamento senza danneggiare il bilandio dell'Unione.

    Politica in generale

  13. Mobilitare i gruppi del Congresso Nazionale perché sia approvata la regolamentazione del Plebiscito Popolare, progetto di legge (nr.4718/2004) presentato da OAB (Ordine degli avvocati del Brasile) e CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi). In modo che il popolo possa decidere sulle questioni fondamentali.
  14. Democratizzare l'uso dei mezzi di comunicazione di massa. Rivedere le concessioni politiche e liberare l'uso delle radio e televisioni comunitarie.
  15. Condannare in tutti gli organismi internazionali la politica della guerra e della violazione dei diritti umani del governo Bush, chiedendo la ritirata delle truppe statunitensi dall'Iraq. Ritirare immediatamente le truppe brasiliane da Haiti.
  16. Promuovere un vero mutirão nazionale, discutendo, insieme alla società un progetto di sviluppo che garantisca la sovranità nazioanle, e definisca come priorità la garanzia del lavoro per tutti, la lotta alla disuguaglianza sociale e una vera democrazia politica.