Ho fatto la marcia per la riforma agraria e sono stato aggredito

Ho fatto la marcia per la riforma agraria e sono stato aggredito
di Marcelo Barros, Maggio 2005
La marcia per la riforma agraria è stata l'avvenimento più significativo di questo 2005. Come ha detto il compagno Luis Basségio: "È stata una testimonianza di organizzazione, protesta e solidarieté". Per questioni di salute, ho potuto fare solo la parte finale della marcia a Brasilia. Sono stato molto onorato di essere invitato a parlare nell'ultimo pomeriggio di formazione su "Mistica e Movimento Popolare". Nell'iniziare la grande marcia verso il Congresso Nazionale, un compagno della direzione nazionale mi ha invitato a camminare in prima fila, tenendo insieme a loro lo striscione iniziale della marcia. Era una grande emozione vedere la moltitudine che applaudiva, la pioggia di striscie colorate che lanciate dagli edifici. Era commovente vedere la disciplina dei compagni semplicemente uniti, in momenti di silenzio, in altri momenti che cantavano accompagnati dalla musica del carro del suolo o pronunciavano parole d'ordine che chiedevano: riforma agraria subito, cambiamenti strutturali di questo modello economico e cittadinanza per tutti i brasiliani.
Nella piazza di fronte all'ambasciata USA, chiusa come sempre e superprotetta da centinaia di soldati, i manifestanti hanno lasciato immondizia, simbolo di quel che l'imperialismo nord americano impone al mondo. Nell'arrivare di fronte al Palazzo del Planalto, tutti sapevano che il presidente avrebbe ricevuto quel pomeriggio 40 rappresentanti del MST e dei partecipanti alla marcia. È stato triste vedere il palazzo chiuso e protetto da migliaia di soldati armati. Come se quella marcia pacifica di più di 15.000 persone fosse una minaccia per il presidente della Repubblica o per chiunque altro. I soldati non volevano neanche permettere che la marcia girasse nella strada di fronte al palazzo. Improvvisamente, noi che stavamo in prima fila tenendo lo striscione, abbiamo visto una barriera di soldati, con sfollagente in mano che ci venivano addosso. Non c'è stato il tempo di fare niente. Al mio fianco i compagni non hanno arretrato. I soldati armati contro di noi disarmati. Al mio lato alcuni lavoratori avevano in mano falci e altri avevano coltelli. Nessuno ha brandito questi strumenti. Abbiamo continuato a tenere lo striscione. Nonostante le spinte e l'aggressione, siamo riusciti a girare nella strada e conquistare lo spazio perché la marcia andasse avanti. Un soldato mi ha colpito con una gomitata alla spalla sinistra, ma, al di là del fatto che mi fa ancora male, quello che mi ha colpito di più è stato vedere l'insensibilità degli uomini che dovevano difendere il popolo e non aggredire cittadini organizzati che lottano pacificamente per i loro diritti.
La marcia si è interrotta inizialmente per un'ora di fronte all'edificio del Ministero dell'economia per un atto pubblico, segnato dall'allegria e dall'atteggiamento pacifico, oltre che da un brillante discorso di Plínio de Arruda Sampaio che, con parole estremamente semplici, ha spiegato a tutti che cos'è il modello economico, perché il modello vigente in Brasile è ingiusto e quale sia l'alternativa corretta Dopo un'ora abbiamo ripreso il cammino verso il Congresso Nazionale. Allora è avvenuto il conflitto più grave. La Polizia dello Stato cercava un pretesto per attaccare. Voleva, a qualsiasi costo, creare un incidente che alimentasse i giornali il giorno dopo. Di fatto, non potendo più aspettare, i poliziotti che stavano su una macchina si sono diretti verso la moltitudine. Poiché i manifestanti non avevano spazio per far passare la macchina lo scontro è stato inevitabile. In questi momenti non c'è razionalità né si può chiedere l'opinione di nessuno. Anche in queste circostanze, un giovane ha affermato di essere stato aggredito perché ha visto due soldati che picchiavano un lavoratore che era caduto a terro ed è andato a soccorrerlo. Altri difendevano persone più anziane e anche una signora incinta che partecipava alla marcia
È stata un'aggressione che fa male all'anima: vedere la polizia aggredire il suo stesso popolo, pre puro atto di brutalità e prepotenza, manifestazione di una lotta di classe che alcuni sostengono superata o che oggi assume un altro aspetto. Non mi pare che abbia cambiato faccia. Mi sono sentito negli anni 70, ai tempi della dittatura militare.Mi sono sentito ancora più aggredito il giorno dopo, vedendo i grandi giornali che titolavano: "la Marcia del MST finisce in scontro"
La manifestazione pubblica di fronte al Congresso fu bella e profonda. Il MST, Via Campesina e tutti i movimenti sociali che hanno partecipato possono essere soddisfatte. In tempo di "ciascuno per sé e Dio per nessuno", la società brasiliana può solo apprezzare questo esempio di mobilitazione sociale e educazione alla cittadinanza. Nelle persone dei lavoratori e dei loro alleati che hanno marciato, è stato tutto il Brasile ad essere aggredito dalla truculenza della polizia e dalla imparzialità anti-etica della grande stampa. Dobbiamo ancora fare molto. Ci hanno dimostrato che questa marcia deve essere permanente e coinvolgere tutti.