Leonardo Boff: Le suore alla marcia del MST

Le suore alla marcia del MST
Leonardo Boff, Maggio 2005
La marcia del MST a Brasilia ha suscitato molta solidarietà in tutto il Paese. Un gruppo va messo in evidenza, le 50 religiose che hanno camminato per più di duecento chilometri da Goiania, in rappresentanza della Conferenza dei religiosi del Brasile. Era impressionante vederle nei loro abiti grigi, immerse nella moltitudine, alcune anziane, che marciavano in fila, compenetrate e gioviali. Per due ragioni questo gruppo è importante. In primo luogo dimostra che la chiesa della liberazione è viva, nonostante tutto lo sforzo che è stato fatto per smantellarla o renderla invisibile. Sono molte centinaia le religiose che si inseriscono negli ambienti poveri e popolari, specialmente nell'interno del paese e nelle periferie delle città, facendosi le levatrici della Chiesa di base. Esse hanno capito che il voto di povertà che professano, implica qualcosa in più rispetto al non possedere, esige di più che una dimensione spirituale di disponibilità e apertura verso Dio. Essere poveri nel nostro contesto di oppressione, sfida a rendersi poveri per amore e solidarietà con i poveri, per impegnarsi, insieme a loro, contro la povertà e in favore della vita e della giustizia per tutti. La loro presenza in mezzo al MST, i cui membri sono in maggioranza cristiani, assicura che questa lotta per la terra rappresenta, al di là del suo aspetto sociale e politico, anche uno dei beni del Regno e che questa causa è ancorata al cuore di Dio. Questo conferisce grandezza all'impegno.
In secondo luogo, queste religiose fanno da contrappunto a tante critiche diffuse dai media, che vengono dagli strati intellettuali della società.
Lasciamo da parte quelli per i quali "il MST non è altro che un mucchio di impostori" e suoi dirigenti "una banda di briganti". Questi si squalificano da soli e non meritano nessuna attenzione. Più utile è la critica di intellettuali che una volta erano per la trasformazione della società ma che oggi, di fronte al disincanto generale, hanno assunto una visione dimissionaria e fatalista della storia. C'è chi considera, per esempio, il MST senza autonomia, "popolazioni in ritardo rispetto alla storia" che presentano "domande arretrate e fuori del tempo" poiché i loro valori sono tirati fuori dal "mucchio delle idee conservatrici: la proprietà della terra, il lavoro comunitario, la religione, la famiglia, la comunità". Non sanno che questi valori, nell'attuale crisi ecologica, sono quelli che garantiscono il futuro della Terra
Tali affermazioni non sorprendono. Sono tipiche dell'elite illuminista molto funzionale all'arbitrario sistema brasiliano, elite che, secondo il grande storico José Honório Rodrigues "non si è mai riconciliata con il popolo, ha negato i suoi diritti, ha distrutto la sua vita e, appena lo ha visto crescere, gli ha negato poco a poco la sua approvazione, ha cospirato per collocarlo di nuovo nella periferia, nel luogo che continua a pensare che gli appartenga. "(Conciliação e reforma p. 16). In ragione di ciò nega al MST "una comprensione oggettiva del suo posto nella storia".
Qui l'arroganza si somma all'ignoranza. Cosa sanno questi intellettuali del lavoro di civilizzazione fatto dal MST, che porta alla coscienza della cittadinanza attiva le migliaia di suoi membri, attraverso la fondazione di 1300 scuole per le quali sono passati 160.000 bambini e adolescenti, con il coinvolgimento di circa 300 educatori e alfabetizzando 30.000 adulti? Fino ad arrivare alla prima università popolare del Brasile che il MST ha fondato a Gararema-SP.
Il MST sfida la società organizzata a mettersi anch'essa in marcia per il cambiamento perché il Brasile che abbiamo ereditato non ci onora.
Meritiamo un destino migliore, da costruire.