Dom Demetrio Valentini: Lezioni della marcia

Lezioni della marcia
di Dom Demetrio Valentini (sintesi), Maggio 2005
Non si farà un'altra marcia come questa, ora bisogna fare la riforma agraria.
Dom Demetrio, che ha partecipato con i senza terra, sia nel 1997 che nei giorni scorsi alla conclusione delle marce e al colloquio con il presidente sottolinea come gli incidenti dell'ultimo giorno abbiano teso a distorcere l'immagine della marcia che è stata orginata, pacifica, organizzata e soprattutto molto cosciente. Avendo partecipato ad entrambe le marce, Dom Demetrio sottolinea le differenze tra i due eventi:
- Nel 1997 la marcia ha sorpreso il pase, è stata vista come una prodezza, la popolazione di Brasilia è uscita per strada per vederla
- Questa volta il popolo di Brasilia non ha lasciato il lavoro per vedere i senza terra e anche loro non volevano applausi tanto che hanno fatto di tutto per non ostacolare il traffico. Quello che volevano erano risposte alle proprie rivendicazioni. Sembrava che anche loro stessero eseguendo il loro lavoro con fatica e sudore.
È passato il tempo delle utopie facili e generose, oggi si vuole qualcosa di concreto, il possibile.
- Nel 1997 il governo dovette ricevere i senza terra contro voglia, il clima fu di diffidenza.
- Questa volta il clima era diverso, c'era disposizione al dialogo. Ma la sorpresa è venuta nel corso del dialogo. I senza terra hanno dimostrato molta competenza e conoscenza. Hanno presentato rivendicazioni concrete, pur dimostrando una visione ampia della realtà brasiliana nella quale inserivano l'importanza di una vera riforma agraria. I ministri e lo stesso Presidente, rispondendo loro, in un primo momento si sono attenuti a facili spiegazioni generiche, capaci di promettere tutto e allo stesso tempo non impegnarsi in niente. Allora i senza terra hanno reagito. Con coraggio e molta lucidità hanno ripreso la parola e hanno detto molto chiaramente che non avevano fatto la marcia per sentire promesse vaghe. Volevano soluzioni concrete ai problemi specifici che avevano presentato. Conclusa l'udienza, il Presidente ha assicurato che avrebbe continuato la riunione con i suoi ministri per definire le azioni di governo. Questo è il segnale più importante della marcia che non è stata fatto al fine di realizzare uno spettacolo. L'organizzazione e la pressione popolare è una componente indispensabile nello scenario della democrazia. Soprattutto per fare avanzare situazioni complesse che trovano resistenze ideologiche e richiedono proposte percorribili, sostegno politico e azione di governo. I senza terra hanno dimostrato di essere preparati e il governo ha percepito che deve fare la sua parte. Non si farà un'altra marcia come questa, ora bisogna fare la riforma agraria.