Il nemico e' la collaborazione tra latifondo, agrobusiness e imprese transnazionali. Dicembre 2006

Il nemico è la collaborazione tra latifondo, agrobusiness e imprese transnazionali
Intervista a Marina Dos Santos (Direzione MST)
13/12/2006 - Fonte Fazendo Media

Quali sono le differenze tra governo Cardoso e governo Lula nei confronti del MST?
Marina dos Santos: La differenza principale tra i due governi è legata al trattamento nei confronti dei poveri delle campagne che realizzano occupazioni di terre e manifestazioni per la Riforma Agraria. Il governo Cardoso (...) trattava la questione agraria e i lavoratori senza-terra come un caso di polizia. Era lo stesso trattamento che i vari governi aveva riservato agli scioperanti per tutto il 1900. In questo modo si legittimava la repressione della polizia e la violenza dei latifondisti. Il governo Lula ha maggiore sensibilità e comprende l'importanza storica della lotta per la riforma agraria del MST. Tanto che ci hanno ricevuti in udienza e ci hanno invitato a partecipare a assemblee in cui si discuteva della fame nel paese. Si tratta di una differenza fondamentale, che non elimina il latifondo, ma aiuta i movimenti sociali.

Come valuta il primo mandato di Lula in relazione a quel che si aspettava sulla riforma agraria?
Marina: La Riforma Agraria non è andata avanti nel modo indispensabile per deconcentrare la proprietà della terra nel paese, durante il governo Lula. Il governo ha dato la priorità al modello agroesportatore, basato sulla produzione di monoculture in latifondi per l'esportazione di soia, canna, cotone e eucalipto. Gli insediamenti realizzati non hanno colpito il latifondo. La maggior parte è stata all'interno di progetti antichi, regolarizzazione fondiaria, o in terre pubbliche. Più della metà si è concentrata nella regione della Amazzonia Legale, senza strutture e lontano dai principali mercati consumatori. Gli obiettivi del Piano Nazionale di Riforma Agraria dello stesso governo non saranno realizzati. Non sono stati attualizzati gli indici di produttività che stabiliscono se una terra può essere espropriata o no. Restano ancora valide le tabelle del 1975, quindi non si tiene conto dell'evoluzione tecnologica e chimica del periodo. D'altra parte, però, il governo ha accresciuto in modo significativo il credito per la piccola agricoltura, ha portato la luce elettrica negli insediamenti, ha assistito le famiglie accampate con ceste di prodotti di base e ha ampliato gli investimenti in progetti di educazione, salute, cultura e svago nelle aree di Riforma Agraria.

Cosa spera dal secondo mandato di Lula? Cosa può sperare la società dal MST?
Marina: Non ci facciamo illusioni sul governo. Crediamo che il paese andrà avanti a partire dalle azioni della società e del popolo. Da qui la necessità che i movimenti popolari mantengano la loro autonomia, la loro elaborazione teorica e capacità di mobilitazione. Bisogna chiedere e esigere i cambiamenti politici che vanno nella direzione degli interessi del popolo.
Il MST proseguirà con le occupazioni di terre che non compiono la loro funzione sociale e con le denuncie della devastazione della natura da parte dell'agrobusiness e delle transnazionali della agricoltura.
Noi e gli altri movimenti sociali faremo pressione perchè ci sia una rottura con la politica economica neoliberista. Abbiamo bisogno di mostrare alla società i forti interessi che sono dietro i monopoli delle terre, delle comunicazioni e del sistema finanziario. Faremo una grande campagna per l'annullamento della privatizzazione della Valle del Rio Doce, come ha stabilito la Giustizia del Pará. (...)
Noi vogliamo discutere proproste, idee e piani per le campagne e la società brasiliana. La visione della Riforma Agraria del MST non si limita a discutere i numeri degli insediamenti. La Riforma Agraria è un nuovo modello agricolo basato sulla piccola e media proprietà, nella priorità alla produzione di alimenti per il mercato interno, sulla creazione di un nuovo modello produttivo nelle campagne, sulla adozione di tecniche di produzione che rispettino l'ambiente, senza agrotossici. Questo non avverrà ad opera di un partito o di un gruppo politico, ma grazie alla mobilitazione del popolo intorno a un progetto di sviluppo nazionale che modifichi la struttura della società brasiliana e sostenga la crescita economica, con la creazione di posti di lavoro, Riforma Agraria, investimenti nei servizi pubblici di educazione e sanità e distribuzione del reddito e della ricchezza.

Qual è il principale nemico del MST, secondo lei? Come combatterlo?
Marina: Il nemico principale è la crescita della collaborazione tra latifondo, agrobusiness e imprese transnazionali dell'agricoltura. Attualmente questo è il maggior ostacolo per un processo massiccio di Riforma Agraria. L'agrobusiness sta subordinando l'uso delle terre e le risorse naturali brasiliane agli interessi delle transnazionali dell'agricoltura come Bunge, Cargill, Monsanto, Stora Enzo, Syngenta e ADM e alla speculazione nel mercato finanziario internazionale. Le terre devono stare al servizio del popolo che ha bisogno di alimenti per i più di 70 milioni di persone che non mangiano abbastanza in Brasile. Per questo abbiamo bisogno di un nuovo modello agricolo basato sulla piccola e media proprietà. Altro nemico del movimento e della società è la mancanza di un progetto per il Brasile. Un nuovo modello agricolo ha bisogno di un progetto di sviluppo nazionale, che abbia come asse centrale il rafforzamento del mercato interno, la distribuzione del reddito, l'industria nazionale per sostenere la creazione di posti di lavoro e di reddito per il popolo. Il MST sta svolgendo il suo ruolo con le sue mobilitazioni popolari, attraverso discussioni con la società e la formulazione di un progetto di sviluppo nazionale.

È stato reso noto uno studio dell'Istituto Brasiliano di Scienze Criminali che mostra che la Giustizia stabilisce una media di sei mesi di prigione per i lavoratori rurali e al massimo 20 giorni per i latifondisti e poliziotti. Che pensa di questo?
Marina: È un sintomo della incomprensione di segmenti del sistema giudiziario e legislativo nei confronti della questione agraria e della dimensione della concentrazione della terra che si configurano come un debito sociale e storico. Il conflitto di interessi tra i lavoratori senza-terra e i latifondisti si riflette nelle istituzioni dello Stato Brasiliano. Quest'anno 11.000 famiglie sono state sgomberate e più di 800 lavoratori senza-terra incarcerati. Allo stesso tempo proseguono le azioni dei pistoleiros e delle milizie dei fazendeiros. Negli ultimi 10 anni, i latifondisti e l'agrobusines hanno assassinato più di 400 lavoratori rurali e hanno causato circa 12.000 conflitti, alcuni collegati al lavoro schiavo e al non rispetto delle leggi sul lavoro. I mandanti dei massacri di Eldorado e Felisburgo sono liberi.
In campa parlamentare la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla Terra ha mostrato la forza dei nemici della Riforma Agraria e dei poveri delle campagne, organizzati, con l'approvazione di una relazione che classifica le occupazioni di terra come atti di terrorismo e crimini odiosi. La lotta dei lavoratori senza-terra per la riforma agraria corrisponde alla lotta per l'uguaglianza sociale, per lo sviluppo del paese e per la democrazia. Vogliamo un paese realmente democratico, che offra condizioni politiche e economiche alla libera espressione e organizzazione della popolazione povera perchè possa lottare per i suoi diritti.

Come trattano quelli del MST i grandi Media?
Marina: I media egemonici si sono specializzati nell'attaccare il MST e non si preoccupano di analizzare perchè avvengono le occupazioni di terre e le proteste per la Riforma Agraria. Non hanno interesse a discutere a fondo il problema agrario e la concentrazione di terre. Quindi ci trattano con molti preconcetti. Non tengono conto della situazione di vita della popolazione nelle campagne. Le occupazioni di terre ci sono sempre state in Brasile e sono una reazione legittima in una società estremamente disuguale che vede l'1.6% dei proprietari (35.000 famiglie) con il 46.78% di tutte le terre e dall'altro lato, più di quattro milioni di famiglie senza-terra che non riescono a sopravvivere. L'agrobusiness paga i salari più bassi della società brasiliana, infatti un salariato rurale difficilmente guadagna più di un salario minimo.

Che posizione ha il MST riguardo alla democratizzazione dei mezzi di comunicazione?
Marina: Il MST sostiene che il governo deve realizzare il dettato costituzionale che prevede un equilibrio tra sistema privato e pubblico e statale di comunicazione. Il Brasile ha bisogno di costruire un sistema pubblico dei media, che sia una alternativa ai media dei grandi gruppi che non vogliono le trasformazioni. Oltre alla concentrazione di terra, il paese è segnato anche dalla concentrazione dei media. La Globo è un esempio del modo in cui fu costituito il sistema brasiliano dei media che, in Brasile, rappresentano la visione del mondo e le posizioni politiche dei gruppi di potere egemonici. È il nuovo intellettuale collettivo e organico delle strutture e blocchi di potere che cancella le prospettive delle classi subalterne, criminalizza i movimenti sociali e fa passare valori, ideologie e modi di pensare contrari al popolo e ai cambiamenti sociali necessari. Per questo crediamo che democratizzare la comunicazione sia uno dei compiti del processo di trasformazione che la sinistra sociale deve intraprendere.
Un progetto di sviluppo del paese implica la democratizzazione dell'accesso alla terra, dell'educazione, dei mezzi di sopravvivenza e anche della comunicazione. La democratizzazione della comunicazione sarà possibile come parte di un progetto popolare per il Brasile. Non come fine a se stesso ma come misura traformatrice necessaria che si intreccia con il progetto e le lotte popolari. Questo non avverrà da solo, nè senza legami con il popolo, come una concessione delle classi dominanti.

Parli un poco dell'importanza dei mezzi di comunicazione del MST
Marina: I nostri più di 20 anni di lotta ci hanno obbligato a costruire dei nostri mezzi per aprire un dialogo con il nostro popolo e con la società. Non abbiamo illusioni in relazione ai media egemonici, legati a grandi gruppi privati del capitale nazionale e straniero. Non accettano movimenti che mettano in discussione il modello economico e e le ingiustizie sociali.
Per questo il Jornal Sem Terra è stato pubblicato regolarmente e da nove anni esiste anche la Revista Sem Terra. Tre anni fa è nato, per volontà dei movimenti sociali, Brasil de Fato. Le difficoltà per tenere in piedi queste pubblicazioni sono immense. La mancanza di risorse è un limite concreto per la libertà di espressione. Questo pregiudica la democrazia perchè libertà di espressione non è solo libertà di esprimere opinioni ma bisogna avere la possibilità di portare avanti giornali, riviste e tv che manifestino il pensiero di tutti i settori della società. Per questo, abbiamo bisogno di mantenere la nostra autonomia e costruire i nostri mezzi di comunicazione. Allora si può poi pensare di lottare per l'egemonia nella società.

Infine, vorrei lasciare spazio perchè lei parli delle iniziative del MST nel campo della cultura e dell'educazione (visto che non c'è molto spazio per questo nei grandi veicoli di comunicazione).
Marina: Il ruolo del MST, oltre a fare la lotta per la Riforma Agraria, è organizzare il popolo per conquistare i suoi diritti dallo Stato. La Riforma Agraria non si restringe solo all'accesso alla terra, ma comprende una serie di altri diritti, come l'educazione e la cultura nelle campagne. Dal 1984, il Movimento si è sempre preoccupato dell'educazione, costruendo scuole, realizzando corsi e lavorando nella formazione del popolo delle campagne.
Sono già usciti dall'analfabetismo più di 25.000 senza-terra. Gli insediamenti del MST hanno più di 2000 scuole, dove hanno studiato circa 160.000 ragazzi e adolescenti. Abbiamo 4 mila professori. Per gli accampamenti sono state create le scuole itineranti, che affrontano le difficoltà dei bambini e giovani nel seguire gli studi in una situazione di instabilità. Funzionano già in sette stati. Sono oggi 45 scuole gestite da 350 educatori del movimento, con 3 mila educandi. Sono passati attraverso di esse 10.000 educandi. Abbiamo una trentina di gruppi teatrali, la maggioranza dei quali opera in dimensione locale, partecipando ad attività culturali e politiche nella propria zona e nelle città vicine. Il MST utilizza il teatro come uno strumento per riaffermare valori intorno alla lotta per la trasformazione del paese.
Nell'area della produzione, abbiamo esperienze che hanno avuto un buon successo e riescono ad alimentare il commercio locale con alimenti organici e di qualità. Nel nordest del Paraná, abbiamo per esempio una cooperativa che produce e industrializza latte, zucchero, pane, yogurt e carne. Esportano anche cahaça in Europa. C'è un'altra cooperativa che comprende 230 famiglia in quattro stati che produce 22 tonnellate di semi ecologici. È una magnifica esperienza, elogiata dal Ministero dell'Agricoltura. Producono più di 60 varietà di semi di ortaggi senza pesticidi. E in tutto il paese abbiamo esperienze come queste che mostrano l'importanza e le possibilità offerte dalla Riforma Agraria per lo sviluppo del paese.