Intervista a Salete Carollo del MST del Rio Grande del Sud

Ci prepariamo ad accrescere accampamenti ed occupazioni e a scendere nelle strade per esigere l'attuazione del PNRA
Intervista a Salete Carollo del MST del Rio Grande del Sud
(a cura di Serena Romagnoli, www.comitatomst.it)

Salete Carollo, in Italia per partecipare a convegni e feste (Convegno Agape, Feste di Liberazione di Terni e Perugia, Festa dell'Unità di Ravenna, Convegno Ore 11, Convegno Manitese) e per ritirare il Premio Guillen Carovane a Piacenza, attibuito a Joao Pedro Stedile, ci parla del progetto di riforma agraria del MST e del governo Lula, che non sta attuando il Piano di riforma agraria, delle accuse di violenza e corruzione avanzate nei confronti del Movimento, di ciò che una insediata del MST si aspetta da coloro che in Europa vogliono appoggiare il progetto di riforma agraria e ci invita a visitare gli insediamenti del MST.

Salete: vivo in un insediamento di Senza Terra nel Rio Grande del Sud. In 15 famiglie (delle 35 che fanno parte dell'insediamento) abbiamo costituito una cooperativa e tutta la nostra vita è informa collettiva. Il nostro lavoro è collettivo e la nostra principale sfida in quanto cooperativa è costruire un modello di produzione agroecologica e anche tentare di costruire una vita in comune, una vita più giusta, più egualitaria. L'insediamento si chiama Lagoa do Junco, sta nel comune di Itapesa a 100 chilometri da Porto Alegre

Cosa ha fatto il governo Lula per la riforma agraria, dall'inizio del suo mandato?
La nostra valutazione, in quanto MST, è che di fatto il governo non è riuscito ad avviare una riforma agraria di nuovo tipo in Brasile perché non è che non voglia, vuole realizzare una riforma agraria di tipo nuovo in Brasile, noi lo sappiamo, Lula si è impegnato con i brasiliani, con il MST, su questo. Ma quel che sta succedendo ora in Brasile è che si sta lottando per il tipo di progetto da realizzare e la classe dominante si organizza intorno all'agrobusiness e fa sì che prevalga un progetto agricolo rivolto agli interessi dell'agrobusiness, mentre noi del MST vogliamo costruire un'altra proposta un altro modello di riforma agraria, che è contro la monocultura, contro la grande meccanizzazione agricola e l'uso intensivo di agrotossici. Noi sosteniamo un altro progetto, che si basa sulla diversificazione della produzione, sull'agroecologia, sull' agricoltura organica e soprattutto dove si possa costruire un modella di agricoltura cooperativa, dove l'agroindustria arrivi direttamente al produttore e non ci siano più intermeduari perché, se c'è l'agroindustria e il prodotto viene trasformato all'interno della comunità, questo acquista un valore maggiore e se ciò invece non avviene, nella piccola agricoltura la situazione di ingiustizia continuerà a prevalere perché il contadino non uscirà mai dalla povertà.
L'agronegozio sostiene la produzione per l'esportazione, mentre noi sosteniamo che bisogna produrre per il mercato interno, perché tutta la popolazione del campo e della città possa alimentarsi. Ci sono 32 milioni di persone sotto la linea di povertà, per loro vogliamo produrre alimenti.
Il governo Lula non è riuscito ad avviare questo tipo di riforma agraria che noi sosteniamo. Siccome Lula ha partecipato alle elezioni e per vincere ha fatto una alleanza il governo è un governo di coalizione.
La questione non è lui o noi, ma discutere un progetto per il Brasile e non pensare soltanto all'esportazione. La nostra valutazione è che il governo Lula non ha fatto praticamente niente di quel che proponiamo. Quel che noi diciamo è che esiste un PNRA e quello che noi stiamo facendo è esigere che Lula esegua questo piano (che non era quello che volevamo) ma che è il migliore che si può ottenere oggi.

Ma qualcosa del PNRA (Piano Nazionale di Riforma Agraria) è stato realizzato?
Rispetto al nuovo modello di agricoltura o a una riforma agraria di questo nuovo tipo (espropriazione di grandi latifondi,agricoltura cooperativistica, agroindustria negli insediamenti, credito specifico per gli insediati ) non ci sono stati passi avanti. Fino ad oggi non si è fatto quasi niente in questo senso.
In questi due anni del governo praticamente non ci sono stati insediamenti Nel Rio Grande del Sud, per esempio, non è stata insediata nessuna famiglia.
MST e Via Campesina ritengono che il nostro compito sia oggi scendere in strada, manifestare, faremo marce. Il nostro ruolo è rafforzare la coscienza dei senza terra in modo che si organizzino, aumentando il numero di famiglie accampate, il numero di accampamenti e occupazioni, che è la nostra forma di lotta. Il nostro cammino è fare pressione, dipende dalla congiuntura ma dobbiamo accelerare manifestazioni e forme di pressione perché abbiamo capito che Lula non farà la riforma agraria se noi dei movimenti sociali, del MST, non facciamo pressioni. L'agrobusiness è cosi forte che determina molte cose che stanno succedendo in Brasile in relazione ai transgenici e anche al bilancio. (quanto denaro viene destinato all'agrobusiness e quanto alla riforma agraria? È un assurdo, la differenza è enorme). Quello che sta prevalendo in Brasile è questo modello di agricoltura che serve alle politiche delle transnazionali, della Banca Mondiale, del FMI.

Alcuni accusano il MST di avere in questa fase comportamenti violenti, nelle occupazioni di terre e di edifici, che ne pensi?
Le nostre forme di lotta sono restate le stesse da 20 anni a questa parte. Oggi abbiamo più chiaro chi è il nostro nemico. Il nostro nemico non è il governo Lula, il nostro nemico è il latifondo, il capitale internazionale. Tutte le nostre azioni sono per un Brasile senza latifondo; il nostro grande obiettivo è farla finita con il latifondo in Brasile.
Con chi è il nostro scontro? Con il latifondo. Chi genera violenza? Non sono i senza terra che si organizzano, occupano un latifondo per fare pressioni sul governo perché espropri la terra. Non è questo che genera violenza, chi realmente dispone di armi, di fucili, è il latifondo. Che ha guardie di sicurezza delle fazenda, una mafia del latifondo molto grande, che genera la violenza Quando avvengono i conflitti, gli sgomberi violenti contro di noi, sono loro che ci aggrediscono. Il conflitto è violento ma chi è armato sono loro, non siamo noi. Normalmente, nel processo di negoziazioni, viene segnalato quando un latifondo può essere espropriato, quando i latifondisti capiscono chi è che può danneggiarli, cominciano a organizzare le loro milizie i loro capangas armati e vengono allo scontro. Non è che la violenza sia aumentata per colpa del governo Lula. I latifondisti si sono organizzati e ci stanno aggredendo di più e la repressione continua perché, cosa controlla Lula nei mezzi di comunicazione, che oggi sono quelli che più ci attaccano?. Ogni giorno ci sono servizi contro il MST, contro i senza terra. Ma perché la classe dominante, la borghesia, ha paura. Perché? Perché noi ci organizziamo e organizziamo i poveri e quando i poveri diventano soggetti del processo e non più sottomessi, questo genera coscienza ed è allora che la classe dominante e la borghesia e il latifondo hanno paura, perché stiamo crescendo. Siamo passati da 60.000 famiglie a 100.000 famiglie accampate in 500 accampamenti e questo rappresenta una forza grande, capace di convincere il governo a fare cambiamenti ed è questo che preoccupa la borghesia, è questo che preoccupa il latifondo. Di questo hanno paura, non hanno paura delle armi, perché le armi le hanno loro. Quello che non hanno è il popolo organizzato, per questo tremano e da qui nasce la violenza.

Ma Lula ha fatto qualcosa di buono?
Si varie politiche, alcuni programmi legati a "Fame Zero" sono stati lanciati o sono migliorati, relativamente ad educazione, salute ed agricoltura. Ora quel che noi però valutiamo è che questo non altera la struttura fondiaria, si tratta ancora di misure compensatorie, che erano presenti anche nel governo di Fernando Henrique, in governi anteriori. A chi interessa mantenere queste politiche compensatorie? Alla Banca Mondiale, alle transnazionali. Essenzialmente Lula non ha modificato la struttura. Resta lo stesso modello di agricoltura, anche in termini di ministeri, si mantiene la stessa struttura: Ministero dell'agricoltura che si occupa dell'agrobusiness e Ministero dello sviluppo agrario che si occupa della riforma agraria. Quindi, l'essenza del problema, Lula non l'ha affrontata. Anche se parla di Piano A, B, C. Non si arriva mai al piano B, stiamo sempre nel Piano A, un governo di transizione che non fa grandi cambiamenti. Noi pensiamo che questi cambiamenti ci saranno, se noi, non solo il MST, e Via Campesina, ma tutte le categorie, tutti i lavoratori del Brasile cominceranno a rianimarsi e capire che questo è un momento in cui la massa si deve organizzare, scendere in piazza e esigere dal governo i cambiamenti.

Che valutazione dai del comportamento del governo in relazione ai transgenici?
Questo argomento è molto complesso. All'inizio sembrava una disputa politica, ideologica, ma oggi abbiamo capito che è una disputa relativa al progetto e una questione tecnica. Tecnicamente, scientificamente non abbiamo studi e analisi sufficienti, speriamo che Lula mantenga una posizione di precauzione, misure di precauzione.
Noi stiamo esigendo che sia sull'Alca, sia sui transgenici Lula faccia un plebiscito ufficiale in Brasile e consulti il popolo. In altri paesi si è verificato che i consumatori non vogliono i transgenici; noi, che siamo produttori, se sappiamo che la società non vuole transgenici, perché dovremmo produrre transgenici? All'agrobusiness interessa solo di produrre per l'esportazione. La nostra lotta è su un fronte opposto. Noi abbiamo fatto una lotta perché Lula non permettesse la vendita dei prodotti transgenici. Oggi non è autorizzata la coltivazione, ma tutti sanno che clandestinamente, la Monsanto la Cargill e altre imprese spargono questi semi. Ci sono insediati che hanno comprato semi di soia senza sapere che erano transgenici, lo hanno scoperto dopo. La situazione è complicata perché le transnazionali, nel loro pacchetto tecnologico, vendono all'agricoltore, che è ingenuo, anche l'idea che farà più soldi, il che non è vero.
È tutta una lotta che vogliamo rafforzare perché sia il ministero dell'ambiente che il governo assumano una posizione chiara contro i transgenici. Le lotte che abbiamo fatto fino ad ora hanno purtroppo avuto scarsi risultati. L'agrobusiness ha determinato la posizione del governo. Se il governo accetta la vendita, finisce per incoraggiare la coltivazione anche se è proibita.

La Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla Terra, voleva aprire i conti di Anca e Concrab, organizzazioni legate al MST, perché?
La borghesia e i latifondisti ci attaccano attraverso i mezzi di comunicazione, il sistema giudiziario, persecuzioni, prigione ecc. Una delle forme è stata questa, una forma di attaccare direttamente il MST. Quando che si vede che il MST comincia ad avere un rafforzamento in quanto movimento, l'adesione di un numero sempre maggiore di famiglie e che queste famiglie credono in un progetto diverso e si organizzano e hanno questa forza, si disperano. La CPMI, che in realtà era la commissione d'inchiesta sulla terra, doveva coinvolgere tutti, compresi i latifondisti; i deputati di destra sono riusciti a far passare l'idea che andava controllato il denaro dell'ANCA, come se l'ANCA stesse sviando risorse pubbliche, frutto di convenzioni con il governo federale ed i governi degli stati, per fare occupazioni e organizzare il MST. Ma come ho detto si tratta di un'altra forma di repressione perché non sanno più che fare. Per fortuna una equipe di nostri avvocati ha ottenuto la sospensione di questo provvedimento di rottura dei sigilli bancari perché il MST è il MST e l'Anca è un'altra organizzazione e tutte le nostre convenzioni sono state rispettate, i soldi sono stati spesi per i progetti per cui si è chiesta la convenzione. Ma non si fermeranno, cercheranno altre forme. Noi dobbiamo essere pronti a tutto perché lo scontro è sul progetto e la borghesia, quando arriva al limite della disperazione, è capace di tutto.

Ma quale danno avrebbe potuto avere il MST, dalla rottura del sigillo bancario, se i conti sono in regola?
Un danno all'immagine; se avessero resi pubblici i conti bancari, avrebbero verificato che non ci sono problemi, ma questo non sarebbe stato divulgato. Quello che vogliono colpire è l'immagine del MST, dire che è corrotto. Volevano rompere i sigilli dei conti dell'Anca, ma non quelli dei latifondisti, che hanno anche conti all'estero. Ma noi stiamo tranquilli perché, dal punto di vista dell'Anca, non ci sono problemi, i conti possono essere verificati. Ma l'obiettivo era diffamare il MST e mettergli la società contro, perché la società crede nel MST.

Quindi la società brasiliana continua a valutare positivamente il Movimento?
Noi abbiamo una grande forza, oltre alle famiglie che entrano nel Moviemnto, l'altra grande forza è la società che ci appoggia, sia quella brasiliana che quella internazionale; ci sono personalità, istituzioni internazionali. Anche qui in Italia, oltre al vostro lavoro di appoggio al MST, dovunque andiamo ci accorgiamo che le persone credono nel cambiamento e percepiscono il MST come una speranza.
Così come la società brasiliana crede nel MST crede ancora nel governo Lula, crede che il governo Lula è venuto per fare mutamenti, la speranza è ancora molto forte.

Che appoggio vi aspettate dall'Europa?
Che chi ci sta appoggiando continui. prima di tutto. Molti nei luoghi in cui sono andata mi hanno chiesto: come possiamo aiutarvi? Varie sono le forme di appoggio non solo del MST ma della lotta per la riforma agraria. e per mutare questo modello. Non c'è bisogno solo di appoggio finanziario che è importante e necessario, ma è fondamentale capire quel che succede in Brasile, quel che si vuole con la costruzione di un PNRA e con il progetto di riforma agraria. Ed è importante fare denunce a livello internazionale. Molta gente qui in Italia legge quello viene scritto nei mezzi di comunicazione, ma non sono cose vere. Quindi è importante diffondere informazioni corrette, organizzare gruppi di appoggio alla riforma agraria, e al MST, alle famiglie accampate e insediate, denunciare, in tutti gli spazi possibili, la questione dei transgenici. Questa non è solo una lotta nostra, del Brasile; se italiani e europei decidono di non consumare transgenici, questa è una forma di lotta, sono forme di lotta del quotidiano e anche di messa in discussione del progetto, forme di lotta possibili.
Importante è diffondere la consapevolezza che la riforma agraria non è solo accesso alla terra, ma costruzione di un modello differente per una nazione come il Brasile. Ed è importante che le persone che ne hanno la possibilità conoscano direttamente la situazione, vengano in Brasile e poi diffondano informazioni nel loro ambiente e si rafforzi questo movimento di una società italiana che capisca la necessità del mutamento perché la globalizzazione, produce effetti negativi dappertutto. È importante che si costruisca un movimento mondiale per costruire una alternativa.

Tu hai parlato di venire a conoscere la realtà brasiliana. So che voi del MST del Rio Grande del Sud, vi siete organizzati per ricevere quelli che vi vogliono conoscere, promuovete il turismo solidale.
Il programma di turismo solidale parte da una domanda molto grande che abbiamo avuto di delegazioni, gruppi, singole persone che ci visitavano ed è arrivato un momento che era così intensa la domanda di persone che volevano visitarci che questo creava problemi negli insediament; le persone non riuscivano più a produrre per occuparsi delle visite. Questo programma è nato per dare una organicità, a queste visite, ma nasce anche come programma di turismo solidale perché chi ci visita appoggia la lotta per la riforma agraria e il MST e l'insediamento è il risultato di questo processo di lotta.
Il carattere di questa iniziativa è essenzialmente politico. Ci sono persone preparate a ricevere questi gruppi e ad occuparsene; ma l'iniziativa ha anche carattere economico. Le persone che vengono vogliono contribuire, noi abbiamo quindi definito una tariffa unificata in tutti questi luoghi che non viene corrisposta alla singola famiglia, ma all'insediamento. Le tariffe non sono alte ma questa entrata è per noi significativa.
Questo programma si sta consolidando nel Rio Grande del Sud e si amplierà a livello nazionale. Ora si sta estendendo a Santa Catarina, all'insediamento di Dionisio Cerqueira che ha un flusso abbastanza grande di visitatori e in Parana. Ma l'ampliamento dipende dagli stati che vogliono aderire a questo programma, organizzano gli insediamenti, preparano le persone ecc. Forse anche a San Paolo verrà istituito uno spazio per coordinare il programma, che è attualmente coordinato da noi.
Stiamo anche discutendo di realizzare un'agenzia di turismo del MST, perché gli stranieri che vengono da noi, potrebbero passare attraverso questa agenzia, ma stiamo facendo uno studio di fattibilità economica.
Tornando al turismo solidale, ogni gruppo può definire quanto tempo vuole restare e quali sono gli aspetti del movimento che vuole conoscere.