Lettere inviate in occasione del 17 aprile da Amig@s MST-Italia a Dilma Roussef, STF, Ministra Diritti Umani, familiari vittime

  • Alla Presidente della  República del Brasile, Dilma Rousseff
  • 17 aprile 2012 – 16° anniversario del Massacro di Eldorado dos Carajas -   Giornata internazionale delle lotte contadine.
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  • Siamo un gruppo di cittadini italiani che da molti anni accompagnano le lotte del Movimento Senza terra del Brasile, per la Riforma Agraria,  contro il latifondo, contro la violenza nei campi e l’impunità.
  • Il 17 aprile è la giornata internazionale delle lotte contadine, in memoria del  massacro di 19 contadini che lottavano per terra e giustizia in Brasile, nel 1996. Ogni anno si celebra questo giorno in tutto il mondo, a difesa dei contadini e delle contadine che lottano per i loro diritti.
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  • In occasione di questa giornata vogliamo manifestare la nostra preoccupazione per:
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  • 1) Lo stato di paralisi della riforma agraria, nonostante ci siano ancora 180.000 famiglie accampate sui bordi delle strade, che hanno bisogno almeno di una soluzione umanitaria.  Quest’anno sono state insediate solo 1.651 famiglie organizzate dal MST, in tutto 5.735 famiglie in aree espropriate, con i 530 milioni di reais previsti dal bilancio dell’Incra per l’ottenimento di nuove aree. Aree con valori al di sopra dei 100.000 reais non hanno avuto l’autorizzazione per essere espropriate, il che ha reso impossibile l’insediamento di famiglie nei latifondi maggiori. Una misura che  Gilmar Mauro del MST definisce come un novo golpe que se pretende aplicar à reforma agrária em um país que gasta 48% de seu orçamento com juros da dívida e 0,22% com reforma agrária .  
  • Facendo nostro il Manifesto per la riforma agraria dei movimenti sociali brasiliani (febbraio 2012) auspichiamo “una Riforma Agraria ampia e di qualità, garanzia dei diritti territoriali dei popoli indigeni e quilombolas e delle comunità tradizionali: terra come mezzo di vita e affermazione dell’identità socioculturale dei popoli, lotta alla appropriazione di terre da parte degli stranieri e definizione del limite della proprietà della terra in Brasile”.
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  • 2) La riforma del Codice Forestale. In particolare siamo preoccupati per quella che ci appare come una  amnistia rispetto ai crimini ambientali dei latifondisti e per il rischio che la riduzione della riserva legale apra una breccia che lascia al capitale internazionale la possibilità di proseguire a disboscare il cerrado o l’Amazzonia. Facciamo nostra la richiesta del MST per un progetto di disboscamento zero e per un grande programma nazionale di riforestazione per l’agricoltura familiare – controllato dalle donne - perché ogni agricoltore familiare possa riforestare due ettari.
  • In questo quadro riteniamo che il suo veto alla riforma del Codice possa dare  mais força para a sociedade continuar se mobilizando.  
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  • 3) L’uso massiccio di agrotossici nell’agricoltura brasiliana, come documenta il film di Tendler “O veneno està na mesa”. Auspichiamo un   programma nazionale che stimoli l’agroecologia. Un programma di politiche pubbliche che recuperi una agricoltura sana, che coltivi alimenti senza veleni.  
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  • 4) L’impunità relativa alla violenza nelle campagna, documentata annualmente dai rapporti della Commissione Pastorale della Terra, e soprattutto  ai massacri di Eldorado dos Carajas e Felisburgo.
  • In particolare, oggi, nel 16° anniversario del massacro di Eldorado dos Carajas, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per il fatto che nessuno dei responsabili sia stato punito.
  • O processo judicial-criminal, mesmo depois do Juri,  dorme  no Supremo tribunal federal,  depois que os culpados condenados recorreram.   E os policias aguardam em liberdade.
  • Sedici anni dopo il massacro, i conflitti nelle campagne continuano; durante quest’anno tre membri del MLST sono stati assassinati in Minas Gerais. In Pernambuco, altri due militanti del MST sono stati uccisi dai pistoleiros negli ultimi giorni.
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  • 5) Il crescente accaparramento delle terre. In accordo con il tema indicato da Via campesina per il 17 Aprile di quest’anno, facciamo nostra la preoccupazione relativa al fatto che il landgrabbing sia in aumento anche in Brasile, dove  una legge del 2010 permette agli stranieri di possedere il 25% delle terre.
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  • Rinnovando il nostro appoggio al MST, a Via Campesina, ai movimenti popolari - che riconosciamo come portatori di risposte concrete contro la povertà, l’emarginazione e la violenza, nel rispetto dell’ambiente e della sovranità dello Stato federale brasiliano  - la ringraziamo per la  sua attenzione porgendole i nostri più distinti saluti.
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  • AMIG@S MST-ITALIA  - AIAB (membro di VIA CAMPESINA)
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  • Al Presidente del STF, Ministro Carlos Pelusso
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  • Alla Segretaria speciale per i diritti umani del governo federale, Ministra Maria do Rosario, Brasilia
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  • Siamo un gruppo di cittadini italiani che da molti anni accompagnano le lotte del Movimento Senza terra del Brasile, per la Riforma Agraria,  contro il latifondo, contro la violenza nei campi e l’impunità.
  • In particolare, nel 16° anniversario del massacro di Eldorado dos Carajas, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per il fatto che nessuno dei responsabili sia stato punito.
  • O processo judicial-criminal, mesmo depois do Juri,  dorme  no Supremo tribunal federal,  depois que os culpados condenados recorreram.   E os policias aguardam em liberdade.
  • Sedici anni dopo il massacro, i conflitti nelle campagne continuano; durante quest’anno tre membri del MLST sono stati assassinati in Minas Gerais. In Pernambuco, altri due militanti del MST sono stati uccisi dai pistoleiros negli ultimi giorni.
  •  Come afferma Jaime Amorim, dirigente del MST/Pernambuco, esistono “due tipi di violenza: la prima, praticata da grandi gruppi di latifondisti colpisce i leader locali come è successo quest’anno. La seconda è la violenza dello Stato che usa l’apparato giudiziario per impedire alle persone di guardare avanti e scorgere la prospettiva di una Riforma Agraria concreta. Il fatto che ci sono molti accampamenti che esistono da 10, 15 anni senza che ci sia stata l’espropriazione da parte dello stato, è di per se stesso una violenza”.
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  •  Dom Tomas Balduino ritiene che questa violenza esiste perché “il potere pubblico nega sistematicamente la Riforma Agraria, appoggiando il discorso dei grandi fazendeiros e delle imprese che affermano che ‘l’agrobusiness è il modello del progresso’. Tutto quanto si oppone a questo supposto progresso, secondo questa logica, è un ostacolo da rimuovere”.
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  • Nella speranza che si faccia finalmente giustizia sul caso del massacro di Eldorado de Carajas, porgiamo i più distinti saluti.
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  • AMIG@S MST-ITALIA  - AIAB (membro di VIA CAMPESINA)
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  • Ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime del massacro di Eldorado dos Carajás
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  • Siamo un gruppo di cittadini italiani che da molti anni accompagnano le lotte del Movimento Senza terra del Brasile, per la Riforma Agraria,  contro il latifondo, contro la violenza nei campi e l’impunità.
  • In particolare, nel 16° anniversario del massacro di Eldorado dos Carajas, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per il fatto che nessuno dei responsabili sia stato punito e manifestare tutta la nostra solidarietà ai sopravvissuti al massacro e ai familiari delle vittime.
  •  Come afferma Jaime Amorim, dirigente del MST/Pernambuco, esistono “due tipi di violenza: la prima, praticata da grandi gruppi di latifondisti colpisce i leader locali come è successo quest’anno. La seconda è la violenza dello Stato che usa l’apparato giudiziario per impedire alle persone di guardare avanti e scorgere la prospettiva di una Riforma Agraria concreta. Il fatto che ci sono molti accampamenti che esistono da 10, 15 anni senza che ci sia stata l’espropriazione da parte dello stato, è di per se stesso una violenza”.
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  •  Dom Tomas Balduino ritiene che questa violenza esiste perché “il potere pubblico nega sistematicamente la Riforma Agraria, appoggiando il discorso dei grandi fazendeiros e delle imprese che affermano che ‘l’agrobusiness è il modello del progresso’. Tutto quanto si oppone a questo supposto progresso, secondo questa logica, è un ostacolo da rimuovere”.
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  • Nella speranza che si faccia finalmente giustizia sul caso del massacro di Eldorado de Carajas, esprimiamo ancora tutta la nostra vicinanza a chi è rimasto vittima della violenza del latifondo.
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  • AMIG@S MST-ITALIA  - AIAB (membro di VIA CAMPESINA)
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