CAMPAGNA VETA DILMA: Dilma deve vietare tutti i cambiamenti del codice forestale (il 25 maggio 2012 il veto è stato parziale)

  • Il progetto che modifica il Codice Forestale brasiliano, votato a fine aprile alla Camera dei Deputati rappresenta l’obiettivo massimo dei ruralisti. Il gruppo sostenitore dell’agrobusiness e difensore di quelli che hanno commesso crimini ambientali ha mostrato la propria coesione. Il testo è fatto in modo tale che, se la presidenta Dilma vietasse solo alcune parti, il risultato non cambierebbe. Per esempio: se vieta la quantità  minima di foresta preservata sulla riva dei fiumi, stabilita in 15 metri (attualmente è di 30 metri), nel testo non resterebbe nessuna norma relativa alla preservazione di queste aree.   
  • I ruralisti hanno approfittato di questo progetto per rendere più difficile il processo della Riforma Agraria, con la restrizione dei dati governativi a disposizione della popolazione e anche con il tentativo di eliminare le aree improduttive senza occuparsi dell’ambiente come è invece richiesto dalla Costituzione.  I periodi di riposo previsti per la terra coltivata non hanno più regole. Il testo rende disponibili aree destinate dagli anni 90 alla rigenerazione delle foreste. Ci sono 40 milioni di ettari in questa situazione.
  • I ruralisti hanno anche reso più fragile il Catasto Ambientale Rurale, in modo che la popolazione non abbia accesso ai dati, nascondendo tutti quelli che hanno commesso crimini ambientali e ferendo il principio della trasparenza governativa nei confronti della società.
  • La presidenta ha 15 giorni per annunciare i suoi veti, ma i movimenti sociali e le organizzazioni ambientalista sono mobilitate perché la presidenta vieti completamente il progetto uscito dal Congresso Nazionale.
  • La presidenta dispone di un vasto appoggio parlamentare, di organizzazioni contadine, sindacati, società scientifiche, entità della chiesa, tutti a favore di un veto globale.