Riforma agraria e governo DIlma: la riforma agraria è bloccata

Alexandre Conceição, del Coordinamento Nazionale del MST critica le dichiarazioni del ministro Vargas (MDA) sulla situazione delle campagne

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  • La Riforma Agraria è completamente bloccata  
  • 29 giugno 2012
  • Il ministro dello Sviluppo Agrario (MDA), Pepe Vargas, in una intervista al sito di Carta Maior, ha dichiarato che  il numero di famiglie insediate diminuirà nei prossimi anni. Il ministro sostiene anche che il numero di famiglie accampate è diminuito. Per   Alexandre Conceição, del Coordinamento Nazionale del MST, le dichiarazioni del ministro nascondono la realtà delle campagne brasiliane.
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  • D. Come valuta la dichiarazione del ministro Vargas che – nei prossimi anni - diminuirà il numero delle famiglie insediate?
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  • R. E’ una dichiarazione scorretta. I conflitti agrari e la violenza nelle campagne a causa dei conflitti per la terra stanno aumentando. Basta vedere il caso emblematico delle fazendas di Daniel Dantas, in Pará, che sono in fase di negoziazione con il Ministero dello sviluppo agrario e l’Incra da più di tre anni. L’accordo era che - delle sei fazendas che stavamo occupando -  tre sarebbero state destinate alla riforma agraria. Ma, fino ad oggi, l’Incra non ha neanche compiuto una valutazione delle aree. Quindi sbaglia il ministro quando dice che la Riforma Agraria diminuirà perché il numero di famiglie accampate è diminuito. Al contrario, la pressione continua, c’è un grande numero di famiglie accampate, intorno alle 180.000 e il conflitto cresce. Quel che succede in Pará è risultato di questa situazione. Un altro elemento è la siccità nel Nordest e nel Sud. Le famiglie hanno perso le loro produzioni, infrastrutture, animali. E le politiche presentate dal MDA e dall’Incra fino ad ora sono insufficienti per risolvere il problema della siccità.
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  • D. Com’è l’andamento della Riforma Agraria quest’anno?
  • La Riforma Agraria è completamente ferma. Stiamo segnalando che se si va avanti così i risultati di quest’anno saranno peggiori di quelli del 2011. E la tendenza è che le lotte e le mobilitazione, che guadagnano nuovamente forza, eserciteranno una pressione maggiore di mese in mese. La regione Sud ha ricominciato a mobilitarsi così come il Nordest. Faremo altre giornate di lotta poiché la Riforma Agraria continua a essere ignorata.
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  • E’ stata presentata - durante le lotte di aprile - all’Incra e al MDA la proposta che il governo creasse un gruppo di lavoro per decentralizzare l’esproprio di terra e insediare le famiglie nelle situazioni più precarie. Il governo ha promesso di costituire il gruppo e dare le risposte in 30 giorni. Fino ad oggi, il gruppo non è stato costituito. Forse sarà formalizzato nella prossima settimana, ma non è sicuro. Siamo alla metà dell’anno e non ci sono risposte perché non c’è un programma di Riforma Agraria già stabilito e il governo non riesce a formulare questo programma.
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  • D. Secondo il ministro Pepe Vargas, 22.600 famiglie saranno insediate nel 2011….  
  • R. Il numero del 2011 è stato il più vergognoso della storia del Brasile negli ultimi 16 anni. E’ stato il peggiore indice di questo periodo, una vergogna per il governo Dilma, per il MDA e per l’Incra. Gli insediamenti dell’anno passato non sono stati rivolti alle famiglie accampate. Il ministro sbaglia nel dire che il numero di famiglie accampate è diminuito. Basta vedere i numeri dell’Incra. Le dichiarazioni del ministro mostrano che tanto il MDA quanto l’Incra non hanno un piano di espropriazione di terre e di Riforma Agraria. Non c’è pianificazione, né infrastrutture o risorse per realizzare questo compito
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  • D. Perché la Riforma Agraria è bloccata?
  • C’è una grande diffusione delle imprese transnazionali nell’agricoltura brasiliana. Il bilancio di queste imprese è dieci volte maggiore  rispetto a quello del MDA, dell’Incra e del Ministero dell’Agricoltura. Quindi, queste imprese comandano nelle campagne brasiliane. Il governo è debole per fare la Rifoma Agraria e  porre un limite all’acquisto di terre da parte degli stranieri nel nostro paese. E’ impossibile, con l’inflazione del prezzo dei terreni provocata dalle transnazionali e dall’acquisto di terre da parte di stranieri, che le famiglie siano in grado di acquistare terra buona, di qualità, per sviluppare una agricoltura biologica con produzione di alimenti senza veleni. Per espropriare terre, il bilancio del governo di quest’anno è 560 milioni di reais il che è insufficiente per insediare le 186.000 famiglie accampate
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  • D. Il discorso del governo in relazione alla Riforma Agraria è che non serve più fare insediamenti, ma garantire investimenti  negli insediamenti esistenti. Come vede questa posizione?
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  • R. Siamo stanchi di questo discorso che torna in ogni dibattito con il governo sulla questione agraria. Vogliamo anche investimenti. Ma, dov’è che sta succedendo questo? Dove sta il bilancio per la costruzione di case, villaggi rurali, ambulatori e scuole? Negli ultimi dieci anni sono state chiuse più di 37.000 scuole nelle aree rurali. A parte le chiacchiere, nella pratica non succede niente. Né creazione di insediamenti né investimenti nelle aree di Riforma Agraria.
  •  D. Quanto delle risorse pubbliche è destinato agli agricoltori familiari e quanto ai latifondisti?
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  • R. L’anno scorso, 14 milioni sono andati all’agricoltura familiare e 150 all’agrobusiness. In questi giorni il governo lancia il Piano Raccolta 2012/2013. Verranno stanziati circa 180 milioni per l’agrobusiness e 18 milioni per l’agricoltura familiare. Dieci volte meno investimenti per l’agricoltura familiare che produce il 70% degli alimenti e genera per ogni ettaro nove posti di lavoro. E poi l’agrobusiness è fortemente indebitato ma rimanda il pagamento dei  debiti al governo brasiliano mentre quelli degli agricoltori familiari, nelle banche, aspettano di essere rinegoziati.
  • D. Il Piano nazionale di Agroecologia avrebbe dovuto essere annunciato durante Rio+20, ma fino ad ora non è uscito niente. Che valore ha questo piano?
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  •  R. Quel che è stato presentato fino ad ora non risolverà il problema dell’agricoltura familiare. La proposta non ha la capacità di garantire che l’agroecologia diventi una politica agricola che combatte tutti gli effetti negativi dell’agrobusiness.
  • Nel modo in cui è stata presentato fino ad ora, il piano non causerà grandi cambiamenti nelle campagne. Abbiamo bisogno di piani più strutturanti. Il governo ha chiamato i movimenti per discutere il piano, ha fatto un pre-lancio al Planalto e ha detto che lo avrebbe presentato a Rio+20 per ripulire la propria immagine a causa del fallimento rispetto ai  cambiamenti del Codice Forestale. Il piano è molto timido nell’affrontare il modello dell’agricoltura brasiliana che oggi consuma il 20% di tutto il veleno del mondo. Il piano è insufficiente per una agricoltura che, secondo l’Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria (ANVISA) ha prodotto casi di cancro per chi lavora in agricoltura e per chi consuma alimenti avvelenati. Dall’altra parte la liberazione dei transgenici avanza sempre di più.
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  • D. Il governo tenta di fare in modo che il modello agroecologico e l’agrobusiness coesistano. L’esistenza di questi due modelli agricoli insieme è possibile?
  • R. E’ impossibile. L’agrobusiness usa transgenici e agrotossici, concentra la terra e espelle i piccoli agricoltori per produrre per l’esportazione. E’ impossibile dal punto di vista pratico, la convivenza dei due modelli di produzione. Dal punto di vista politico e economico, è assurda una politica che investe poco nell’agroecologia e dà un mucchio di soldi ai pescecane dell’agrobusiness.
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