L'agrobusiness non risolve la fame nel mondo. I movimenti contadini in polemica con Graziano, presidente FAO

  • I MOVIMENTI CRITICANO LA TESI CHE L’AGROBUSINESS RISOLVEREBBE IL PROBLEMA DELLA FAME NEL MONDO (in polemica con il direttore generale della FAO e quello del BERD)
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  • 17 settembre 2012
  • Dal sito MST- Brasile
  • Guardate la nota dei movimenti sociali a proposito di un articolo di   José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO, e Suma Chakrabarti, Presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, pubblicato il 6 settembre dallo   Wall Street Journal.  I movimenti denunciano il fatto che le autorità hanno convocato i governi e la società a lavorare con il settore privato considerato motore e leader della alimentazione mondiale.
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  • Perché la Fao e la Berd promuovono una agricoltura che distrugge quella contadina?
  • L’articolo a firma di José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO, e Suma Chakrabarti, Presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, pubblicato il 6 settembre dallo Wall Street Journal, ha provocato in noi indignazione e paura. In questo articolo entrambi i personaggi invitano governi e società a lavorare insieme al settore privato considerato motore e leader dell’alimentazione mondiale
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  • Anche se si riferiscono in particolare all’Europa Orientale e al Nord Africa, tuttavia fanno un appello perché gli investimenti e la concentrazione (accaparramento) di terre si generalizzino in tutto il mondo.
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  • Come giustificazione, definiscono il settore privato come efficiente, dinamico e invitano a duplicare i suoi investimenti di acquisto di terre, mentre trattano il settore contadino e le poche politiche di protezione dell’agricoltura che ancora esistono come un peso, un peso che non permette di portare avanti lo sviluppo agricolo e che deve essere eliminato.
  • Per questo, sollecitano i governi a facilitare i grandi affari privati in agricoltura. Questo all’interno di una riunione che il Direttore della FAO  José Graziano da Silva ha definito come l’incontro più consistente e importante di imprese e rappresentanti dell’agrobusiness con rappresentanti delle istituzioni pubbliche e internazionali, inclusa la Fao, realizzato in Turchia il 13 settembre scorso.
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  • I signori Graziano da Silva e Chakrabarti fanno - nel citato articolo - una serie di affermazioni tendenziose e che nascondono la reale situazione dell’agricoltura e dell’alimentazione. Presentando la Russia, l’Ucraina e il Kazakistan come esempi di successo dell’agrobusiness – il che ha permesso che questi paesi non siano più “le terre abbandonate degli anni 90” ma piuttosto, attualmente “i principali esportatori di cereali” - non menzionano in nessun momento il fatto  che le cifre ufficiali mostrano che nei tre paesi sunnominati la produttività è molto più alta nelle terre nelle mani dei contadini piuttosto che in quelle nelle mani dell’agrobusiness.
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  • L’agricoltura contadina della Russia produce più della metà del prodotto agricolo con solo un quarto dell’area agricola; in Ucraina produce il 55% della produzione agricola con solo il 16% delle terre e nel Kazakistan, il 73% della produzione agricola con solo la metà della terra. Di fatto, sono i piccoli produttori e soprattutto le donne che alimentano la popolazione di questi paesi. Non parlano neanche del fatto che (quando esistono dati ufficiali su questo, relativamente per esempio a Unione Europea, Colombia e Brasile) è stato più volte dimostrato che l’agricoltura contadina è più efficiente e produttiva di quella imprenditoriale. E questo è stato confermato da diversi studi in Asia, Africa e America Latina.
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  • Questo dimostra che, al contrario di quanto scritto dal direttore della FAO, chi ha una reale capacità di alimentare l’umanità sono i contadini e le contadine del mondo intero. La crescita dell’agrobusiness ha aumentato solo la povertà, distruggendo la capacità dell’agricoltura di generare lavoro; ha moltiplicato la contaminazione e la distruzione dell’ambiente e riportato in auge il lavoro schiavo, nonché provocato la crisi alimentare e climatica degli ultimi decenni.
  • Per i movimenti sociali e i/le contadini/e del mondo non è accettabile ed incomprensibile che il Direttore Generale dell’Organizzazione per l’Agricoltura e l’Alimentazione promuova l’eliminazione dell’agricoltura contadina e la crescita della concentrazione e dell’accaparramento di terre. Riteniamo questo molto grave dopo tre anni di un difficile lavoro attraverso il quale le organizzazioni hanno impegnato tutte le loro capacità e la loro volontà per costruire direttrici volontarie che proteggano dalla concentrazione di terre e dopo che il signor Graziano da Silva, durante la sua campagna per diventare direttore generale, ha più volte espresso - con le organizzazioni contadine - il suo impegno a promuovere e valorizzare l’importanza dell’agricoltura contadina e la sua necessaria partecipazione alla produzione per l’alimentazione.
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  • Ci preoccupa il linguaggio offensivo dei signori Graziano da Silva e Chakravarti,  quando per esempio si riferiscono a “fertilizzare le terre con denaro” o “facilitare la vita agli affamati del mondo”. Questo ci porta a mettere in dubbio la capacità della FAO di fare il suo lavoro con il necessario rigore e indipendenza di fronte alle grandi imprese dell’agrobusiness e compiere così il mandato delle Nazioni Unite di sradicare la fame e migliorare le condizioni di vita dei popoli delle campagne.
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  •  Ci chiediamo quale sia realmente il significato dell’ Anno Internazione dell’Agricoltura familiare, se il direttore generale della FAO ritiene che ciò che frena la produzione agricola siano “i livelli relativamente alti di protezione, la mancanza di irrigazione, le proprietà piccole e anti economiche”. Questa visione e la subordinazione della FAO ai meccanismi economici e agli interessi voraci degli investitori sono senza dubbio un ostacolo al lavoro di avvicinamento tra le organizzazioni contadine e la FAO, che abbiamo realizzato negli ultimi anni. E noi chiediamo perché la FAO non ha sviluppato una proposta di azione reale e effettiva che protegga la produzione contadina e familiare come strumento fondamentale contro la crisi alimentare che oggi nuovamente sta arricchendo le grandi banche e le transnazionali.
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  • Ci domandiamo anche dove andranno a finire le famiglie contadine se questo programma di conversione dell’agricoltura in direzione della centralità dei grandi complessi industriali diventerà realtà?
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  •  Le minacce non sono solo di abbandono della missione della FAO. E’ grave anche che la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo promuova e faccia investimenti in direzione della concentrazione e dell’accaparramento di terre e della cessione dell’agricoltura all’agrobusiness, ancora di più oggi che ha ampliato la sua area di lavoro verso il nord Africa.
  •  Quello di cui oggi hanno bisogno l’agricoltura e il pianeta è proprio il contrario rispetto a ciò che hanno proposto i Signori   Graziano da Silva e Chakrabarti. Ciò di cui ha bisogno l’umanità e quanti soffrono per la fame nel mondo è il sostegno delle agro-colture del campo, che costituiscono le forme di vita di metà dell’umanità e rendono possibile l’agricoltura contadina. Perché è più efficiente e produttiva, perché ancora assicura almeno  metà dell’alimentazione mondiale e gran parte del lavoro nelle campagne, contribuisce anche al raffreddamento del pianeto e per questo dovrebbe essere rafforzata e protetta.
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  • La produzione di alimenti e delle forme di vita contadine e indigene non possono essere distrutte per creare una nuova fonte di mega affari nelle mani di un gruppo infimo di persone. Le terre e i territori non devono più essere considerati merci e tornare nelle mani dei popoli delle campagne. Abbiamo bisogno di riforme agrarie profonde, integrali e vere, senza concentrazione e accaparramento di terre da parte di investitori che cercano solo il profitto. Abbiamo bisogno di più comunità e famiglie contadine e indigene che sviluppino la loro agricoltura con dignità e rispetto e non invece di agrobusiness.
  • Noi  contadine e   contadini alimentiamo il mondo, l’agrobusiness lo  domina
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  • LVC - La Via Campesina
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  • Grain
  • ATI- Amigos da Terra
  • ETC – group
  • CLOC – Cordinadora Latino Americada de organizaciones del Campo
  • MMM - Marcha Mundial de Mulheres
  • ALBA - Articulação Bolivariana da Alba