17 aprile - Il Massacro di Carajás e il patto del latifondo con il Potere Giudiziario, di Joao Pedro Stedile

  • 17 aprile 2013 – 17° Anniversario del Massacro di Eldorado dos Carajas.
  • Il MST ha organizzato mobilitazioni in 17 stati e nel Distretto Federale. Ci sono state proteste nel Rio Grande do Sul, Ceará, Pernambuco, Distrito Federal, Rio de Janeiro, Pará, São Paulo, Minas Gerais, Paraná, Bahia, Rio de Janeiro, Mato Grosso do Sul, Sergipe, Mato Grosso, Rondônia, Maranhão, Goiás e Piauí. Militanti del MST hanno bloccato 60 strade, occupato terre, edifici pubblici, sedi di comuni, hanno organizzato marce, atti politici, donazioni di alimenti per chiedere la fine dell’impunità dei colpevoli e mandanti di crimini contro i senza terra e la fine della paralisi della riforma agraria.

 

  • Il Massacro di Carajás e il patto del latifondo con il Potere Giudiziario di Joao Pedro Stedile
  • Il risultato sono stati 19 morti durante il massacro, uccisi senza potersi difendere, 65 feriti resi invalidi e due morti alcuni giorni dopo. Il dirigente Oziel da Silva, di appena 19 anni, è stato catturato, ammanettato e assassinat, colpito con il calcio di un fucile, di fronte ai suoi compagni, mentre un poliziotto gli comandava di gridare    “Viva il MST”
  • 17/04/2013    -    João Pedro Stedile
  • Una marcia pacifica organizzata dal MST, con più di mille lavoratori rurali, percorreva una strada tra Parauapebas e Marabá, il 17 aprile del 1996. Sono stati bloccati tra due
  • battaglioni della Polizia Militare, in una località conosciuta come Curva S, nel comune di Eldorado de Carajás. Un battaglione usciva da Parauapebas e l’altro da Marabá, appoggiati da camion per il trasporto di bestiame che hanno sbarrato la strada dai due lati.
  • Così è cominciato un massacro premeditato, realizzato per dare una lezione a quei “vagabondi venuti dal Maranhão", come si espressero i poliziotti secondo gli atti dei processi. I poliziotti uscirono dalle caserme senza cartellino di identificazione sulla divisa, con armi pesanti e veri proiettili. Il comando di    Marabá arrivò ad avvisare il Pronto Soccorso e l’Istituto Medico Legale perché si tenessero pronti ....
  • Il processo ha dimostrato che, al di là degli ordini espliciti di Paulo Sette Câmara, segretario di sicurezza del governo tucano di Almir Gabriel, l’impresa Vale do Rio Doce finanziò l’operazione, coprendo tutte le spese, perché la protesta dei senza terra per la strada disturbava la circolazione dei suoi camion.
  • Il risultato sono stati 19 morti durante il massacro, uccisi senza potersi difendere, 65 feriti resi invalidi e due morti alcuni giorni dopo. Il dirigente Oziel da Silva, di appena 19 anni, è stato catturato, ammanettato e assassinato colpito con il calcio di un fucile, di fronte ai suoi compagni, mentre un poliziotto gli comandava di gridare    “Viva il MST”
  • Questi episodi sono registrati in più di mille pagine degli atti del processo e sono descritti nel libro “Il Massacro” del giornalista Eric Nepomuceno (Editora Planeta). Trascorsi 17 anni, sono stati condannati soltanto due comandanti militari, ospitati in un appartamento di lusso della caserma di Belém.
  • Il colonnello Pantoja tenta ancora di uscire di prigione e chiede di scontare la pena di 200 anni in regime domiciliare. Gli altri responsabili nel governo federale e statale e l’impresa Vale sono stati assolti. La Giustizia si è accontentata di presentare alla società due capri espiatori.
  • Impunità dei latifondisti
  • Nel Brasile intero, lo scenario è lo stesso: dal momento della ridemocratizzazione del paese, sono stati assassinati più di 1700 dirigenti dei lavoratori e sostenitori della lotta per la terra. Solo 91 casi sono stati giudicati e 21 mandanti condannati.
  • Il Massacro di Carajás si iscrive nella pratica tradizionale dei latifondisti brasiliani, che con i loro pistoleiros pesantemente armati o attraverso il controllo della Polizia Militare e del Potere Giudiziario si appropriano di terre pubbliche e mantengono privilegi di classe, commettendo sistematicamente crimini che restano impuniti.
  • L’azione del latifondo è legata alla correlazione delle forze politiche. Durante il governo    José Sarney, di fronte alla crescita delle lotte sociali e della sinistra, si è organizzata la UDR (Unione Democratica Ruralista). Si è armata fino ai denti, violando tutte le leggi. E’ stato il periodo con il maggior numero di omicidi. I fazendeiros sono arrivati alla insolenza di lanciare il proprio    candidato    alla    Presidenza,    Roberto    Caiado, solennemente condannato dalla popolazione brasiliana: ha ricevuto solo l’1% dei voti.
  • Durante i governi Fernando Collor e FHC, con la caduta del progetto democratico-popolare e della lotta sociale che si era
  • agglutinata attorno alla candidatura di Luiz Inácio Lula da Silva nel 1989, i latifondisti si sentivano vittoriosi e utilizzarano la loro egemonia nello Stato per controllare manu militari la lotta per la terra. In questo periodo ci furono i massacri di Corumbiara (RO), nel 1995, e di Carajás.
  • Lula è arrivato al governo nel 2003, quando parte dei latifondisti si era modernizzata e perferì fare un’alleanza con il governo, nonostante avessero appoggiato la candidatura di José Serra. In cambio, hanno ricevuto il Ministero dell’Agricoltura. Un settore più truculento e ideologico decise di dare una dimostrazione di forza e mandare avvertimenti per dimostrare “chi di fatto comandava nell’interno del paese e nelle campagne” ancor più dopo che Lula si era messo il cappellino del MST.
  • In questo contesto, sono avvenuti due nuovi massacri, in un clima di malvagità. Nel 2004, a pochi chilometri dal Planalto Centrale, nel comune di Unaí (MG), un gruppo di latifondisti mandò ad uccidere due funzionari del Ministero del Lavoro e l’autista della vettura, mentre si stavano dirigendo verso una fazenda per fare un’ispezione sul lavoro schiavo. Uno dei fazendeiros fu eletto sindaco della città con il PSDB e fino ad oggi il crimine è rimasto impunito. Lo Stato non ha avuto il coraggio di difendere i suoi funzionari.
  • Il secondo massacro è avvenuto nel novembre del 2005, nel comune di Felisburgo (MG), quando il fazendeiro-grileiro Adriano Chafik decise di distruggere un accampamento del MST. Chafik andò con i suoi pistoleiros nella fazenda e diresse personalmente l’operazione, durante un sabato pomeriggio. Durante l’attacco, spararono verso le famiglie, diedero fuoco alle baracche e alla scuola. Il saldo fu l’assassinio di 5 contadini e
  • decine di feriti. Dopo otto anni di attesa, il Tribunale di Giustizia del Minas Gerais ha fissato il processo del fazendeiro per il 15 maggio a Belo Horizonte. Speriamo che giustizia sia fatta.
  • I fazendeiros crudeli – che per fortuna non sono la maggioranza – si comportano così perché hanno certezza assoluta della loro impunità, grazie all’alleanza che mantengono con i poteri locali e con il Potere Giudiziario. Ora, negli ultimi anni, la loro attenzione è rivolta al Potere Legislativo, dove fanno riferimento al cosiddetto “Gruppo Ruralista” per cambiare le leggi e per proteggersi dalle leggi vigenti.
  • Hanno già fatto cambiamenti nel Codice Forestale e impediscono l’attuazione della legge che obbliga agli espropri delle terre dei fazendeiros che sfruttano il lavoro schiavo. Ogni anno la Polizia Federale libera in media duemila esseri umani dal lavoro schiavo. Intanto i latifondisti continuano con questa pratica appoggiandosi all’impunità permessa dal Potere Giudiziario.
  • Hanno avuto il coraggio di presentare progetti di legge contrari alla Costituzione, per impedire la demarcazione delle terre indigene già riconosciute, legalizzare l’affitto delle aree demarcate e permettere lo sfruttamento dei minerali esistenti. Sono stati presentati progetti anche per impedire la registrazione delle terre di comunità quilombolas.
  • Una serie di progetti è stata presentata per liberalizzare l’uso di agrotossici proibiti nella maggioranza dei paesi, classificati dalla comunità scientifica come cancerogeni e per impedire che i consumatori sappiano quali prodotti sono transgenici. Perché non vogliono mettere nell’etichetta che ci sono prodotti transgenici,
  • visto che ne garantiscono la sicurezza assoluta per la salute delle persone?
  • La furia del lucro dei fazendeiros non ha limiti. Nelle campagne usano con maggior frequenza la violenza fisica e gli omicidi. Tuttavia questa furia ha conseguenze dirette su tutta la popolazione nell’appropriazione delle terre pubbliche, nella espulsione dei contadini dall’ambiente rurale che gonfia le favelas e nell’uso indiscriminato di agrotossici che vanno a finire nello stomaco e provocano il cancro. Purtroppo tutto questo è nascosto da media servili e manipolatori all’opinione pubblica.
  • (traduzione di Serena Romagnoli)