Manifestazioni di protesta in Brasile: una nota del MST e un commento di Frei Betto

  •  1) Un commento del Movimento Senza Terra alle manifestazioni brasiliane dei giorni scorsi
  •  
  • Ieri, 20 giugno 2013, più di un milione di giovani sono scesi in piazza in 15 capitali del paese. C'è di tutto. In ogni città si stanno disputando i cuori e le menti.
  •  
  • A San Paolo e Rio, settori di destra hanno preso la testa, attaccando militanti di sinistra e provocando la violenza per creare il caos. Ma in  altre città è la sinistra che dà il ritmo all'iniziativa.
  •  
  • Alcuni brevi riflessioni:
  •  
  • 1.La mobilizzazione è sociale, di un settore nato dopo il neoliberismo. Sono
  • giovani della classe media e della classe medio bassa. I lavoratori sono
  • ancora in silenzio. Si tratta di un settore che comunica solo tramite i social network e non è  influenzato dalla televisione e dai grandi media.
  •  
  • 2. E' frutto di 12 anni di conciliazione delle classi (come in Cile) che  ha escluso la gioventù dalla partecipazione politica. E i giovani vogliono  partecipare in qualche forma, anche camminando per strada, senza repressione.
  •  
  • 3. E' il risultato di una grave crisi strutturale urbana, causata dal capitale finanziario speculativo con il risultato di un aumento dell'affitto, una vendita massiccia di automobili finanziata dalle banche e un traffico caotico, senza mezzi di trasporto pubblico, a causa del quale le persone perdono due, tre ore per andare a lavorare, a scuola ..
  •  
  • 4. Nessuno li controlla. Sono senza direzione politica.
  •  
  • 5. Per ora i più colpiti sono di gran lunga i politici tradizionali, la politica borghese, e, naturalmente, il metodo sviluppato dal governo PT in questi anni di governo, i governi, tutti, di destra, di centro o di sinistra
  • .
  • 6. La destra si infiltra e tenta di generare un clima di violenza , di caos e dare la colpa al PT e a Dilma.
  •  
  • 7. Il governo Dilma è paralizzato nella sua non-politica. Voleva solo amministrare, e ora non sa cosa amministrare.
  •  
  • 8 Noi movimenti sociali cerchiamo di generare una politica, per uscire in avanti e ampliare le richieste perchè si avanzi verso una riforma politica, una riforma dei media, una riforma fiscale, e la riforma agraria.
  •  
  • 9.Nessuno sa cosa succederà: andremo verso la Spagna (dove la destra ha
  • capitalizzato nelle urne, cosa che potrebbe accadere nel 2104) o verso
  • l'Argentina (2001), con progressi .. o in una situazione di impasse come in
  • Grecia?  Probabilmente niente di tutto questo, troveremo una formula brasiliana, che nessuno conosce per ora….
  •  
  • 10. Ma è certo che abbiamo bisogno e che ci saranno cambiamenti, in tutti i sensi!
  •  
  • SEGRETERIA NAZIONALE MST   (traduzione A. Lupo)
  •  +++++++++++++++++
  • 2) Le manifestazioni e la torre d’avorio
  • Frei Betto
  •      Le recenti manifestazioni di strada in Brasile hanno sorpreso i governi – dei comuni, degli stati e il governo federale. Le autorità, perplesse, si interrogano: come è possibile? Chi sta dietro tutto questo? Chi li controlla? E reagiscono con l’unica e sciagurata lezione appresa in 21 anni di dittatura: la repressione poliziesca.
  • Le nostre autorità si barricano nella torre d’avorio. Come se il Brasile fosse un pianeta distante da questo orbe terrestre nel quale dovunque esplodono manifestazioni di strada, da  Occupy Wall Street a Piazza Tahrir al Cairo, dalla periferia di Parigi a Piazza  Taskim a Istambul.
  • La domanda “che ci sarà dietro?” troverebbe una risposta se il governo prestasse attenzione all’ovvio che ha di fronte agli occhi: l’insoddisfazione dei giovani. La stessa insoddisfazione che portò la generazione ora al potere alle manifestazione studentesche degli anni 60 e alla guerriglia urbana degli anni 70.
  • La stessa insoddisfazione che mobilitò i lavoratori negli scioperi a cavallo tra gli anni 70 e 80 e diede origine al PT, da dieci anni al comando del paese.
  • La differenza è che allora la polizia infiltrava i suoi agenti nei gruppi dirigenti studenteschi e nei sindacati, partiti e gruppi clandestini e, ottenute le informazioni, agiva preventivamente. Ora la mobilitazione avviene attraverso le reti sociali, che è più difficile controllare (ma non impossibile, come ha dimostrato  Snowden, giovane statunitense, rivelando al mondo che l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale degli USA penetra nei computer di milioni di persone).
  •  
  •  Quel che c’è di ovvio è che le nostre autorità hanno interrotto tutte le vie di comunicazione con i movimenti sociali, al massimo tollerati, ma mai presi seriamente in considerazione. Dove sono le assemblee politiche che prevedano la partecipazione di leader popolari? E i comitati di gestione? E la Segreteria Nazionale della Gioventù? E l’Unione degli Studenti? E i canali di dialogo con i giovani?
  • Asserragliato nella torre d’avorio, il governo si stupisce di fronte a ogni nuova manifestazione: di senza terra, di indigeni, di utenti dei trasporti pubblici, di persone scontente dell’inflazione, e perfino di fronte ai fischi alla presidente Dilma, all’apertura della Coppa delle Confederazioni
  • Chi non dialoga finisce per isolarsi e chiede repressione, come tutti quelli che si sentono messi alle strette.
  • E’ ora che le nostre autorità lascino la torre d’avorio, mettano da parte i binocoli puntati sulle elezioni del 2014 e poggino i piedi per terra, nella realtà. La testa pensa dove poggiano i piedi. E la realtà è la stabilità economica minacciata; la riforma agraria soffocata: le terre indigene invase (dall’agrobusiness e dalle opere sfarzose del governo); l’alleggerimento degli oneri a carico dell’industria automobilistica che prevale sull’investimento pubblico per il trasporto collettivo; la ricattabilità delle autorità con i fondi neri delle imprese private, ecc.
  •      L’ovvio, quindi, è l’assenza di speranze di questi giovani che mancano di utopie e, quando non si rifugiano nelle droghe, non sanno ancora come trasformare la propria indignazione e rivolta in proposte e programmi politici.
  •  
  • (traduzione S. Romagnoli)