A un mese dalle mobilitazioni di giugno, intervista a Stedile

  • “LA MOBILITAZIONE POPOLARE PER LA RIFORMA POLITICA E LE CONQUISTE SOCIALI DEVE  CONTINUARE  per ottenere una costituente speciale che faccia le riforme necessarie”
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  • Intervista con João Pedro Stedile, dirigente del MST  e membro delle articolazioni dei movimenti sociali brasiliani per i cambiamenti sociali  
  •  Jornal Brasil de fato  23 julho 2013
  • 1. Passato un mese dalle grandi mobilitazioni e dallo sciopero dell’11 luglio, che bilancio fa?
  • Il risultato delle grandi mobilitazioni avvenute in giugno è estremamente positivo. La gioventù ha messo sotto processo la politica istituzionale e ha rotto con l’apatia della politica di conciliazione tra classi, con la quale si diceva che ci guadagnavano tutti. Poi, abbiamo avuto lo sciopero nazionale dell’11 luglio, organizzato dalle centrali sindacali e dai settori organizzati della classe lavoratrice, che, al di là della manipolazione della stampa borghese, è stato realmente un successo. La maggior parte della classe lavoratrice, nelle grandi città del paese, non è andata a lavorare. E ci sono state in molte città mobilitazioni significative o di massa, per questioni locali, contro la prepotenza della polizia, contro i governi locali, come nel caso di   Rio de Janeiro, Vitoria, Porto Alegre,etc.   
  • Tutto questo ha rimesso in movimento le masse che hanno agito nella lotta politica concreta, usando le strade come spazio del conflitto. 
  • Dal punto di vista programmatico stiamo assistendo a una fusione di due tipi di richieste: da un lato, la gioventù che contesta la forma in cui si fa politica, la mancanza di rappresentatività del congresso, del potere giudiziario e dei governi, mettendo a nudo la gravità della crisi urbana, rispetto alla situazione dei trasporti e alla vita nelle città; che critica la Rete Globo e sostiene una democratizzazione dei mezzi di comunicazione. Dall’altro lato, con l’entrata in scena dei settori organizzati della classe lavoratrice, sono state poste in agenda richieste di riforme strutturali, che sono dettate dalle necessità socio-economiche di tutto il popolo, come la garanzia dei diritti sociali, contro la legge della terziarizzazione e precarizzazione delle condizioni di lavoro, la riduzione della giornata di lavoro  e la questione della previdenza. E poi c’è il problema della sovranità nazionale contro le aste del petrolio e quelli di politica economica, contro gli alti tassi di interesse e la richiesta di una riforma tributaria che riveda anche la politica del superavit primario applicato dai tempi del governo Cardoso.
  • 2. Perchè la proposta della Presidenta  Dilma  di realizzare una costituente e un referendum non ha avuto successo?   
  • La presidenta Dilma ha sentito il rumore delle strade e in un primo momento ha presentato la proposta di realizzazione di una costituente e di convocazione di un referendum ufficiale per consultare il popolo su questi cambiamenti. E’ stata una buona iniziativa, anche se il referendum proposto era relativo a piccole modifiche elettorali che non avevano rapporto con una più complessiva riforma politica. Ma per quanto sembri incredibile, è stata boicottata e sconfitta. Prima di tutto dalla sua base parlamentare, che in realtà non è la base del governo, è la base delle imprese che hanno finanziato la sua campagna. Secondo, è stata boicottata dal PMDB e da parte dello stesso gruppo parlamentare del PT. E così è definitivamente sepolta qualsiasi possibilità di cambiamento politico attraverso l’attuale congresso. Ossia, è stato provato ancora una volta che nessuno taglia i propri privilegi. Ancor peggio, in mezzo a tutte queste mobilitazioni, i principali rappresentanti dei poteri costituiti si sono comportati con scherno, di fronte alle domande della strada, usando i piccoli jet della Forza Aerea Brasiliana per andare alle feste e alle partite della selezione. E le manovre del presidente del STF con i suoi privilegi, la sua promiscuità con la Globo che ha assunto il figlio e con la denuncia del fatto che ha ricevuto - dall’Università statale di Rio de janeiro - più di 500.000 reais senza lavorare.
  • Tutto questo ha lasciato la Presidenta sconfitta politcamente. Penso che il suo futuro dipenda ora dal mostrare molto coraggio. Prima di tutto, dovrebbe fare una riforma ministeriale cambiando subito vari ministri dell’area politica, casa civile, giustizia e comunicazione, che non hanno ancora mostrato di ascoltare le strade... e dare prova che vuole cambiare. Allontanarsi il più rapidamente possibile dal PMDB e continuare ad ascoltare le strade.
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  • 3. Come valuta il comportamento e gli obiettivi della borghesia brasiliana di fronte a queste mobilitazioni?
  • I settori organizzati della borghesia brasiliana, che la rappresentano negli spazi più diversi, sono rimasti attoniti di fronte alle mobilitazioni. Senza sapere bene cosa fare e stabilendo le proprie tattiche procedendo a tentoni. Basta vedere come è stato ondeggiante l’atteggiamento della Rete Globo. O gli orientamenti che davano per le loro polizie militari . Sono divisi  . Una parte continua ad appoggiare il governo Dilma anche se preferirebbe che tornasse Lula per rendere più stabile il patto tra le classi deciso nel 2002. E un’altra parte della borghesia, più legata all’agrobusiness e al settore della rendita del capitale finanziario, si organizza intorno a un unico obiettivo: danneggiare il più possibile il governo per raccoglierne i frutti nelle elezioni del 2014. Tuttavia, non hanno ancora un candidato che possa rappresentare i loro interessi e allo stesso tempo capitalizzare il desiderio di cambiamento che proviene dalle strade. Anche perchè loro non sono il cambiamento, loro sono l’arretramento, il ritorno ai programmi neoliberisti e ad una maggiora dipendenza del Brasile dagli interessi stranieri.
  • Continuano a cercare di spingere la gioventù ad assumere temi reazionari o pensano di utilizzare il 7 di settembre per esaltare la patria, come facevano in passato. Ma, per nostra fortuna, penso che anche loro siano venuti male nella foto, come si dice. E la gioventù non c’è cascata e con l’ingresso in scena della classe lavoratrice, sono stati inseriti nelle strade temi della lotta di classe.
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  • 4. Cosa succederà nelle strade da qui in avanti?
  • E’ molto difficile prevedere gli sviluppi. Certamente le mobilitazioni continueranno. Sia su questioni locali, come il caso del governatore di Rio de Janeiro, i pedaggi di Vitoria, la lotta per la tariffa zero, che sta cominciando adesso... E i settori organizzati della classe lavoratrice hanno già programmato varie mobilitazioni durante il mese di agosto. Il 6 ci saranno manifestazioni sindacali contro il progetto di terziarizzazione e per la riduzione della giornata di lavoro. Nella settimana che comincia il 12, ci sarà una grande mobilitazione di studenti su temi legati all’educazione. Il 30 è previsto un nuovo sciopero nazionale con gli stessi obiettivi politici ed economici della mobilitazione dell’11 luglio. Sono sicuro che sarà ancora più significativo del precedente. Nella settimana del 7 di settembre, ci saranno mobilitazioni contro le aste del petrolio, dell’energia elettrica, le mobilitazioni del grido degli esclusi che coinvolgono le pastorali delle chiese ecc. Così avremo un periodo molto attivo. Ma la cosa principale è che riteniamo che sta cominciando un nuovo periodo storico di mobilitazioni di massa che andrà avanti finchè non si modificherà la correlazione di forze politiche nella istituzionalità.
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  • 5. Qual è la proposta dei movimenti sociali di fronte a questa situazione?  
  • Di fronte a questa situazione, abbiamo discusso nei movimenti sociali e realizzato moltissime riunioni a livello locale, di stati e nazionale per concordare mosse unitarie. Pensiamo di dover stimolare ogni tipo di mobilitazione di massa nelle strade, come quelle di cui ho parlato prima relative alle prossime settimane. E dall’altra parte, l’unico sbocco politico nel breve periodo è lottare per la convocazione di una costituente speciale che promuova riforme politiche che aprano spazi per le necessarie riforme strutturali. Siccome il congresso non vuole una costituente e ha sconfitto lo stesso governo, spetta alle forze popolari mobilitarsi e convocare per proprio conto un plebiscito popolare che ponga al popolo un’unica questione: Ritieni necessaria un’assemblea costituente destinata a realizzare le riforme? E con questo referendum popolare, organizzato da noi stessi, raccogliere milioni di voti, per esempio tra settembre e novembre, e quindi fare una grande marcia a Brasilia e consegnare la proposta al parlamento perchè loro convochino l’elezione dei costituenti insieme all’elezione del 2014. E così avremo un congresso temporaneo, che funziona, e un’altra assemblea costituente che avrà per esempio sei mesi (durante il primo semestre del 2015) per promuovere le riforme che la strada sta chiedendo.
  •  Il 5 agosto ci sarà una plenaria nazionale di tutti i movimenti sociali brasiliani per discutere questa e altre proposte e poi faremo i passi necessari. Spero che i dirigenti che per caso leggessero questa intervista si motivino a partecipare a questa importante assemblea che avverrà a   são Paulo.
  • 6. Questa proposta è politicamente percorribile?
  • In questo momento stiamo facendo molte consultazioni tra movimenti sociali, correnti di partito, forze popolari e il consenso è molto grande. Se riusciremo a organizzare un referendum popolare e a raccogliere milioni di voti, questo rappresenterà una forte pressione per trovare uno sbocco politico. Se non riusciremo a realizzare un’assemblea costituente, entreremo in una crisi politica prolungata, i cui sviluppi nessuno sa come procederanno. Anche perchè le elezioni del 2014 non risolveranno i problemi posti dalle strade.
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