Il 2015 sarà l'anno della ripresa delle grandi mobilitazione per la riforma agraria (Amorim, 8/12/14)

  • Jaime Amorim: “il 2015 sarà l’anno della ripresa di grandi mobilitazioni per la riforma agraria” 
  • 8 dicembre 2014 – Jornal Sem Terra
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  • 1. Cosa ha rappresentato il 6° Congresso del MST, per il Movimento e per la società?  
  • E’ stato una tappa importante per il MST e ha dimostrato che il Movimento è diventato un punto di riferimento sia in Brasile che all’estero. Abbiamo voluto dare un segnale che stiamo recuperando il processo di lotta di massa e che la lotta per la riforma agraria è viva. La parola d’ordine “Lottare, costruire la riforma agraria popolare” costituisce una sintesi del Congresso.  Da qui in avanti, se vogliamo conquistare qualcosa, questa conquista verrà dalle lotte. E nel momento in cui si svuota il processo della Riforma Agraria Classica, abbiamo una proposta nuova, la Riforma Agraria Popolare.
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  • 2. Che bilancio fai della Riforma Agraria alla fine del primo mandato di Dilma?
  • Purtroppo rispetto alla Riforma Agraria non siamo avanzati nel lungo periodo dei governi Lula e Dilma. Il progetto che hanno adottato non ha spazio per la riforma agraria. Hanno scommesso sull’agrobusiness, sulla produzione per l’esportazione, per garantire l’equilibrio della bilancia commerciale.
  • Il governo non ha mai assunto misure a favore della Riforma Agraria e quindi ha, indirettamente, rafforzato il modello agro-esportatore, che noi abbiamo sempre contestato.
  • L’agrobusiness, grazie agli incentivi del governo, ha finito per costruire un’egemonia nelle campagne, con alleati potenti, come la Camera dei deputati, la stampa nazionale e il potere giudiziario.
  • Ma il potere dell’agrobusiness comincia a entrare in crisi. Settori che erano forti, come quello della canna e dell’eucalipto sono in declino e questo mostra che stiamo entrando in un periodo nuovo.
  •  3. Cos’era in gioco per i lavoratori in queste elezioni?
  • C’erano due progetti: il neosviluppismo, che è in vigore, e quello neoliberista, che con la candidatura di Neves aveva una forte carica reazionaria. Così il MST e varie altre organizzazioni sono scesi in strada per impedire il ritorno dei reazionari al governo. Abbiamo dovuto prendere posizione, pur nella diversità di idee, e nella consapevolezza che il governo è stato pessimo rispetto alla Riforma Agraria.
  •  4. Il Congresso Nazionale che è stato eletto è uno dei più conservatori. Come lottare per il cambiamento in questo scenario?
  • Dobbiamo creare altre forme di posizionamento in questa congiuntura. Ma è possibile che con le lotte nelle strade riusciamo a far pressione sul governo perché assuma un atteggiamento più progressista e se il governo si posiziona più a sinistra è possibile spezzare qualche rigidità. Dobbiamo andare all’offensiva contro il Congresso.
  • Dobbiamo anche organizzare le forze di sinistra per andare in questa direzione. Creare un ampio fronte popolare che riunisca organizzazioni e partiti di sinistra, che lotti per obiettivi concreti.
  •  Dobbiamo rivendicare nelle strade importanti riforme da parte del governo:
  • §  La riforma politica, che ha consenso nel paese ma non nel Congresso. Dobbiamo lottare per alterare questo modello politico che non ci serve.
  • §  La riforma dei mezzi di comunicazione. E’ il momento, tutti sono sensibilizzati su questo problema. E se vogliamo una società più democratica, l’egemonia di pochi gruppi che determinano cosa si deve pensare in Brasile, deve finire.
  • §  La riforma tributaria perché devono pagare meno i poveri e più i ricchi.
  • §  E la riforma agraria. Se il governo non la fa, nostro compito è organizzare la popolazione delle campagne e esigerla.
  • Certo, ci sarà uno scenario complesso e con molte contraddizioni. La correlazione di forze ci fa prevedere un confronto serrato. Il Congresso, il giudiziario e la stampa saranno contro di noi e contro il governo, creando un processo di instabilità permanente.
  •  5. Cosa caratterizza questo nuovo periodo di lotte per la Riforma Agraria?
  •  C’è una contraddizione abbastanza esplicita tra il pensiero della destra conservatrice e il pensiero più progressista, più avanzato con possibilità che si diriga più a sinistra. Dobbiamo fare in modo che queste contraddizioni siano di stimolo al ritorno del popolo in strada, a sostenere le riforme necessarie che lo stato deve fare.
  • Dobbiamo affrontare subito l’opposizione, facendo lotte di massa a inizio 2015, garantire un marzo e aprile rossi per dimostrare le nostre capacità e volontà di lotta.
  • Dobbiamo dare segnali al governo che scenderemo in strada, continuare a rivendicare i nostri obiettivi e, allo stesso tempo, mostrare alla borghesia che non accetteremo passi indietro e violenze imposte dal latifondo.
  •  6. Il gruppo ruralista, dopo le elezioni, può contare su più del 50% dei deputati del Congresso. Che rappresenta questo per le lotte dei lavoratori delle campagne?
  •  L’aumento del conservatorismo nel congresso non è il risultato di una democrazia popolare ma di una capitalizzazione sempre maggiore del processo elettorale. Chi ha soldi è stato eletto, come i ruralisti, i fondamentalisti, eletti da media e imprese.
  •  Subiremo in questo periodo costanti tentativi di abolire diritti già consuistati e il Congresso tenterà di incanalare e bloccare l’azione del governo sempre di più.
  • Noi dobbiamo farci sentire nelle strade per non perdere diritti già conquistati o stare alla mercè di questo congresso reazionario
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  • 7. Dopo l’indicazione di Kátia Abreu per il Ministero dell’Agricoltura è possibile affermare che questo governo è ancora in  disputa?
  • Se questa indicazione viene confermata, rappresenta un segnale abbastanza negativo per tutti quelli che sono stati nelle strade per sostenere la rielezione della presidente Dilma. Da un punto di vista obiettivo, questo non cambia molto, il Ministero dell’Agricoltura è il ministero dell’agrobusiness. C’è sempre – a capo -  qualcuno che rappresenta il settore. Quello che altera la situazione è quello che   Kátia Abreu rappresenta.
  • Il governo, se vuole avere la nostra fiducia, deve indicare per il Ministero dello Sviluppo Agrario, che è il nostro ministero, persone che rappresentano la volontà di sostenere la lotta dei contadini.
  • Dobbiamo fare pressione sul governo per poter dare indicazioni su chi ha competenze e capacità per gestire il Ministero dello sviluppo agrario, l’Incra e garantire che la Conab non sia più legata al Ministero dell’Agricoltura ma invece al Ministero dello Sviluppo Agrario.
  • E dobbiamo esigere risposte perché la presidente non sarebbe stata eletta se non ci fossero stati i contadini e i Sem Terra. C’è ancora spazio per scontrarsi all’interno del governo, soprattutto rispetto alla questione delle riforme indispensabili.
  •  Se non ci saranno cambiamenti ministeriali a nostro beneficio sarà chiaro che il governo ha bisogno di noi solo nel periodo elettorale e questo processo è già esaurito.
  • Siamo stati per le strade e abbiamo eletto un governo che è ostaggio delle elite che non l’hanno votato.  E, dopo che è successo, chi ci guadagna e la destra. Corriamo il rischio di avere un governo eletto da sinistra che realizza il progetto della destra.
  • 8. Sarà possibile fare riforme come quella politica e della regolamentazione dei media, con questo Congresso conservatore? 
  • Se deve dipendere da questo Congresso, non otterremo niente. Il Congresso terrà il governo in ostaggio e imporrà sconfitte al governo e al popolo brasiliano. Il tentativo di questo congresso è bloccare il governo fino ad arrivare al punto di chiedere l’impeachment della presidenta.
  •  Non perderemo solo diritti ma il Congresso porterà il governo a fare passi indietro nelle politiche pubbliche e sociali che sono state le sue bandiere negli ultimi 12 anni.
  • Se gli sarà possibile, la destra cercherà di impedire al governo di mantenere la Borsa Famiglia che, al di là di tutti i problemi è una forma di inserimento della popolazione che non ha ancora accesso al lavoro.
  •  O andiamo nelle strade, come organizzazione popolare, o perderemo. Se il governo non darà segnali e i movimenti sociali non comprenderanno il momento che stiamo vivendo, vivremo quattro anni di grandi conflitti e perdita di diritti.
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  • 9. Quali azioni farà il MST di fronte a tutto questo?   
  • Per noi del Movimento questo è un momento buono. Le contraddizione sono abbastanza evidenti, la gente riesce a vederle. Da un lato c’è la destra che vuole tornare al governo e, allo stesso tempo, questa destra nelle campagne comincia a fallire.
  • Quindi è il nostro momento. Il 2015 sarà un anno  molto importante per fare occupazioni di latifondi, riprendere il processo di massificazione della lotta per la terra, esigere dal governo cose fondamentali per lo sviluppo della Riforma Agraria Popolare, per lo sviluppo degli insediamenti e l’esproprio delle terre.
  • Dobbiamo fare grandi lotte all’inizio dell’anno, recuperare la nostra capacità di organizzare, fare  grandi mobilitazioni e rimettere la Riforma Agraria nell’agenda politica della società.
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