Rapporto della CPT sulla concentrazione delle terre

  • Un Rapporto della Commissione Pastorale della Terra  mostra l'aumento della concentrazione di terre in  Brasile
  • All'incirca 200 mila contadini continuano a non avere un terreno da coltivare

 

  • Dalla pagina del MST  3/3/15
  • http://www.mst.org.br/2015/03/03/relatorio-mostra-aumento-na-concentraca...
  • (traduzione di Elena Schembri)
  •  
  • Il Brasile continua ad essere uno dei paesi al mondo con la maggiore concentrazione di terre. All'incirca 200 mila contadini continuano a non avere un terreno da coltivare, un problema che il primo governo Dilma ha fatto poco per alleviare.
  • La Commissione Pastorale della Terra (CPT) ha realizzato un bilancio dei fatti avvenuti nel periodo 2011-2014, il quale mostra che in questo quadriennio si sono avuti i peggiori indicatori in materia di Riforma Agraria degli ultimi vent'anni. Secondo Isolete Wichinieski, una delle coordinatrici della pastorale, “storicamente, esiste un'alta concentrazione di terre in Brasile”, ma ciò che è preoccupante è che durante il primo mandato di Dilma, “la terra si è concentrata ancora di più”.
  •  
  • C'è stata una riduzione del numero dei nuovi insediamenti rurali o di titoli di territori indigeni e di quilombos[1] (comunità di discendenti di schiavi africani), mentre, dall'altra parte, è aumentato l'investimento nell'agribusiness.
  •  
  • Secondo il documento della CPT, durante il primo mandato di Dilma sono state insediate 103.746 famiglie, ma ciò che risulta è un dato ingannevole, perché il 73% di queste corrispondono a processi che erano già in corso prima ed  erano state quantificate in anni precedenti.
  •  
  • Se venissero calcolate solo le nuove famiglie insediate in nuove aree, il numero si ridurrebbe a 28 mila. In particolare, durante il 2014, il governo riconosce di aver regolarizzato solo 6.289 famiglie, un numero considerato insignificante dalla CPT.
  •  
  • Affinché la Riforma Agraria sia effettiva, argomenta la CPT, è necessario creare nuovi insediamenti e ridurre la concentrazione della proprietà rurale in questo paese di 220 milioni di persone.
  •  
  • La questione della Riforma Agraria non ha fatto parte della campagna elettorale che ha portato la presidente alla rielezione ad ottobre e la nuova composizione del governo include nomi della lobby ruralista del Congresso. La ministra dell'agricoltura è la senatrice e presidente della Confederazione Nazionale dell'Agricoltura (Confederação Nacional da Agricultura, CNA[2]), Kátia Abreu. In una intervista al giornale la Folha de S. Paulo, il giorno 5 febbraio, ha sorpreso tutti quando ha assicurato che in Brasile non esistono più latifondi.
  •  
  • “Kátia Abreu ha una visione retrograda dell'agricoltura, nega l'esistenza del lavoro forzato nelle campagne, non si preoccupa della preservazione dell'ambiente e argomenta a favore dell'uso intensivo di agrochimici nella produzione di alimenti”, ha criticato Wichinieski.
  •  
  • Il conflitto per la terra si intensifica, secondo la CPT, nel vincolarsi all'espansione degli allevamenti e delle monoculture, come la soia, la canna da zucchero, il mais e il cotone, e lì dove esiste un'alta componente speculativa nella gestione dei grandi latifondi, con forti legami politici.
  •  
  • Nonostante le contraddizioni del governo, il Ministero dello Sviluppo Agricolo punta sulla Riforma Agraria. Per il minsitro dello Sviluppo Agricolo, Patrus Ananias, “Avere e utilizzare la terra è un diritto intoccabile”. Secondo lo stesso, la Riforma Agraria – tema prioritario dell'agenda per i prossimi quattro anni – è una delle vie per assicurare il diritto di proprietà.
  •  
  • “Noi sappiamo che l'agricoltura familiare svolge un ruolo importante nella produzione di alimenti per il consumo interno e nella produzione di alimenti sani. Quindi, noi difendiamo il principio della funzione sociale della proprietà in questa prospettiva. Il diritto di proprietà è legittimo, così come gli altri diritti, e la nostra grande sfida è conciliare questi diritti nella prospettiva del bene comune”, ha dichiarato.
  •  
  • Nel suo discorso, il ministro ha ricordato anche che il paese, nel 2014, è stato cancellato dalla mappa della fame dell'ONU e ha riconosciuto il fatto come straordinario. “L'anno scorso abbiamo ottenuto una conquista storica a cui molti non hanno dato importanza. Sradicare la fame e la denutrizione è una enorme conquista in campo sociale, una conquista civilizzatrice”, ha sottolineato.
  •  
  • [1] Forme giuridiche che riconoscono la legittimità di queste comunità a rimanere nelle terre occupate, nel caso degli assentamenti, o nelle terre in cui le comunità vivono sin dalle loro origini, nel caso dei quilombos, formati da schiavi africani fuggiti dalle piantagioni all'epoca della schiavitù.
  • [2] Una delle più importanti studiose delle lobby e organizzazioni ruraliste brasiliane, Sônia Regina de Mendonça, definisce la CNA come “entità massima della struttura formale-legale del patronato”,  “radicalmente contraria ad ogni riferimento – anche discorsivo – alla distribuzione fondiaria”.