VI Congresso CLOC (14/17aprile) Tavola rotonda Boron/Stedile; Dichiarazione finale.

  • VI CONGRESSO DELLA CLOC (14 – 17 aprile 2015)
  • a)   La tavola rotonda del primo giorno
  • b)   La dichiarazione finale
  •  A) L'impero è in crisi e dobbiamo prepararci ad affrontarlo, gli interventi di Atilio Boron e Joao Pedro Stedile (15/4/15)
  • Il primo giorno del 6 ° Congresso Continentale della Cloc, 14 Aprile, il sociologo argentino Atilio Boron e João Pedro Stedile, del coordinamento nazionale del MST e membro di Via Campesina, hanno partecipato alla tavola rotonda in cui si è discussa la situazione politica e agraria. Durante il suo discorso, Boron ha analizzato la situazione attuale degli Stati Uniti dentro il contesto globale e la loro risposta di fronte ai cambiamenti politici ed economici che avvengono nel pianeta. Per il sociologo, stiamo vivendo un processo lento, graduale e irreversibile di degrado della più grande potenza economica e militare del mondo, che caratterizzerebbe un momento storico di "cambiamento epocale".
  • "Gli Stati Uniti stanno sostenendo un modello di civiltà impraticabile, il che implica che si sono trasformati in un grande governo mondiale fascista, in modo da poter mantenere il loro livello di consumo incompatibile con la natura"-
  • Secondo Boron, la crisi di egemonia USA è il risultato di vari fattori interni ed esterni come la loro debolezza economica - che produce una serie di crisi fiscali -  responsabile di causare un debito pubblico superiore del 100% al prodotto interno lordo (PIL).
  • "Quando un impero entra in crisi è molto più violento, e questo è un impero già in crisi. Pertanto, dobbiamo prepararci a rispondere a questa debolezza", dice.
  • Secondo Boiron , tutti gli interventi militari statunitensi in tutto il mondo negli ultimi 50 anni hanno un motivo comune: il petrolio.
  • Attualmente, gli Stati Uniti producono da 8 a 10 milioni di barili al giorno e ne consumano circa 15 milioni. Entro il 2025, secondo i dati presentati dal sociologo, ne produrranno circa 11 milioni, ma il loro bisogno sarà di 28 milioni di barili al giorno.
  • Guardando l'America Latina
  • Ad ogni bambino americano che nasce , si stima che saranno necessari 2,8 milioni di libbre di carburanti, prodotti naturali e metalli per mantenere il loro modello di consumo. In questo scenario, l'America Latina diventa un obiettivo strategico della politica economica e militare degli Stati Uniti.
  • Come ha sottolineato Boron, il continente detiene il 50% della biodiversità mondiale, circa il 45% di tutta l'acqua dolce del mondo, l'80% delle riserve di litio e le maggiori riserve mondiali di petrolio – in Venezuela - così come grandi riserve di gas e energia idroelettrica.
  • Nessuna meraviglia che gli USA mantengano 80 basi militari in tutta l'America Latina e nei Caraibi. In questo scenario, Boron chiede cosa si potrebbe fare.
  • Per dare la sua risposta, si riferisce a Fidel Castro.
  • " Anche se ci dicessero che Cuba non durerà 10 anni, il nostro unico dovere sarebbe quello di continuare a combattere."
  • Il mondo Omogeneizzato
  • Per la prima volta nella storia stiamo vivendo in un mondo in cui un unico modo di produzione domina l'intero pianeta. Pertanto, come ha notato Stedile, avviene che il capitale con le sue multinazionali ha creato una nuova divisione internazionale del lavoro e ha il potere di decidere ciò che ogni regione e paese deve produrre. "A noi hanno riservato i minerali, l'energia e le materie prime agricole. Così, controllano i prezzi dei prodotti agricoli, che non sono più stabiliti dalla domanda e dall'offerta. E con questo ci portano a produrre ciò di cui hanno bisogno loro, non quello di cui i nostri popoli hanno bisogno”.
  • Questo contesto implica, secondo Stedile, un nuovo momento di lotta di classe nelle campagne,  "da un lato, i capitalisti in generale, dall'altra i contadini. Non c'è più possibilità di conciliazione tra le classi o di coesistenza, come è stato nel 20° secolo".
  • In gioco è lo scontro tra due modelli antagonisti di agricoltura. Uno è quello dell'agrobusiness – che si caratterizza come un modello di appropriazione privata delle risorse naturali , “di organizzazione della produzione sotto il controllo del capitale. E nel modello dell'agrobusiness, non ci sono dubbi, non c'è spazio per i contadini”.
  • Il  modello opposto è quello della produzione agroecologica realizzata dai contadini, cioè produzione di cibo sano in armonia con l'ambiente. "Ma la vittoria è possibile solo se ci uniamo con la classe lavoratrice che vive in città", ha detto Stedile.
  • Al termine, Stedile ha ricordato che "da sole le idee non cambiano il mondo. Ciò che cambia il mondo sono le lotte di massa. E abbiamo bisogno di fare un salto nella lotta di massa e di organizzare lotte internazionali contro lo stesso nemico:  Bayer, Monsanto e Syngenta…. " Ma nulla avrebbe significato se non "recuperassimo la pratica dei valori socialisti e umanitari come la solidarietà e l'indignazione contro ogni ingiustizia nel mondo. Senza di essa, non costruiremo nulla di nuovo, e passeremo come una generazione che non ha cambiato nulla ". (traduzione A. Lupo)
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  • 2. Dichiarazione finale del CONGRESSO DELLA CLOC
  • In Argentina terra natale del  Che Guevara, Evita, Juana Zurduy, Mercedes Sosa, a 200 anni dal Congressodei Popoli Liberi convocato dal Generale Artigas, che lanciò la prima Riforma Agraria dell’America Latina e a 10 anni dalla sepoltura dell’ALCA nel Mar de la Plata, abbiamo realizzato il VI Congresso Latinoamericano delle Organizzazioni del Campo.
  • Siamo la CLOC-VC, espressione organizzata dei contadini e delle contadine, popoli originari, afrodiscendenti, salariati e salariati delle campagne. La Cloc è il fuoco la luce e l’azione della Via Campesina in America Latina. Siamo nati dal cuore stesso del processo dei 500 anni di Resistenza indigena, Contadina, Negra e Popolare, che ha unito il movimento contadino storico e i nuovi movimenti nati come risposta ai processi di smantellamento imposti dalle politiche neoliberiste. Abbiamo unito forza, esperienza e lotta e abbiamo costruito proposte organizzative e programmatiche in accordo con i nuovi momenti politici, affermando che la questione agraria riguarda tutta la società e dobbiamo quindi affrontarla all’interno di una strategia di un potere alternativo e popolare.
  • Il nostro Congresso si è svolto in un momento in cui le contraddizioni e la lotta di classe si riflettono in un’offensiva del capitale che promuove nuove guerre, oppressione e cospirazione contro i popoli (la cui espressione massima è l’attacco diretto al Venezuela, dichiarato un pericolo per la sicurezza USA), ma anche nelle diverse strategie golpiste e destabilizzanti, architettate dall’alleanza dei grandi gruppi imprenditoriali della comunicazione e dal capitale finanziario nel tentativo di sconfiggere la sovranità dei nostri popoli e impedire l’azione dei governi progressisti nella regione.
  • Riconoscendo i passi avanti nei processi regionali e continentali di integrazione come   UNASUR, ALBA, MERCOSUR e CELAC, il VI Congresso ha salutato la forte solidarietà e unità tra organizzazioni e paesi di America Latina e Caribe   che ha sostenuto la posizione di Cuba e la sua denuncia del blocco nordamericano e delle manovre e campagne contro il suo popolo, attitudine che ci incoraggia alla costruzione della Patria Grande di   Bolívar, San Martín, Martí, Sandino e Chavez.
  • Respingiamo il patriarcato e il razzismo, il sessismo e l’omofobia. Lottiamo per società democratiche e partecipative, libere dallo sfruttamento, dalla discriminazione, oppressione e esclusione delle donne e dei giovani. Condanniamo ogni forma di violenza domestica, sociale, sul lavoro e istituzionale verso le donne.
  • Solleviamo la bandiera delle nostre compagne: il femminismo contadino e popolare  è parte del nostro orizzonte strategico di trasformazione socialista.
  • Il lavoro di rafforzameno delle nostre organizzazioni e soprattutto delle nostre basi continuerà ad essere al centro delle nostre priorità. Ci impegnamo a rafforzare la partecipazione e integrazione dei giovani in tutti i processi organizzativi.
  • Riaffermiamo la Riforma Agraria Integrale e Popolare, l’agricoltura contadina e indigena con base agroecologica come componenti imprescindibili del nostro cammino verso la Sovranità Alimentare e il raffreddamento del pianeta, garantendo l’accesso alla terra e all’acqua a donne, giovani, senza terra e assicurando il recupero dei territori da parte dei popoli nativi e afrodiscendenti.
  • Lottiamo anche per il riconoscimento della funzione sociale della terra e dell’acqua e la proibizione di ogni forma di speculazione e accaparramento che le colpisca.
  • Ci impegnamo a continuare a difendere e mantenere vive le nostre sementi contadine e indigene perché nelle mani delle comunità le potremo recuperare, riprodurre e moltiplicare con i nostri sistemi contadini. Non vacilleremo nella lotta contro ogni forma di privatizzazione e appropriazione dei semi e di ogni forma di vita.
  • Dobbiamo sconfiggere il modello agricolo imposto dalle corporation dell’agrobusiness, che -  appoggiato dai capitali finanziari internazionali e basato su monoculture transgeniche, uso massiccio di veleni agricoli e espulsione di contadini/e dalle campagne - è il principale responsabile delle crisi alimentare, climatica, energetica e urbana.
  • Invitiamo a continuare a lottare senza stancarci per un mondo libero da trasgenici e veleni agricoli che contaminano, fanno ammalare e uccidono i nostri popoli e la madre terra. Resisteremo con i popoli e le comunità all’estrattivismo, alle grandi miniere e a tutti i megaprogetti che minacciano i nostri territori. Celebriamo il successo di Via Campesina nel avere inserito la Carta dei diritti di contadini/e nell’agenda del Consiglio dei Diritti umani dell’ONU e chiediamo che i governi ratifichino le nostre polizioni. Invitiamo le nostre organizzazioni a far diventare la Carta uno strumento di lotta dei popoli del campo e di tutta la società.
  • Il futuro ci appare promettente da quando il tenero sorriso di cento bambini, durante il nostro primo Congresso, ci ha affidato il suo messaggio per la pace e la cura della nostra madre terra. Il futuro sono i nostri bambini, il presente si illumina con il vigore e la forza della gioventù e i nostri principali strumenti sono la formazione, l’educazione, la comunicazione e la mobilitazione di massa, l’unità e le alleanze tra contadini e contadine, popoli nativi, afrodiscendenti, lavoratori e lavoratrici del campo e della città, studenti e settori popolari organizzati per costituire una forza capace di realizzare i cambiamenti per i quali lottiamo. Viviamo un momento storico inedito e complesso, determinato da un nuovo rapporto di forze tra capitale, governi e forze popolari. Il capitale imperialista ora sta sotto il controllo della finanza e delle transnazionali per cui riteniamo il SOCIALISMO come l’unico sistema capace di realizzare la sovranità  delle nostre nazioni, mettendo in luce i valori della solidarietà, dell’internazionalismo e della cooperazione tra i nostri popoli.
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  • Contro il capitalismo e per la sovranità dei nostri popoli, l’America unita continua a lottare!