17 aprile 2015, a 19 anni dal Massacro la riforma agraria non è stata fatta, intervista a J.P. Rodrigues e iniziative in tutto il Brasile

17 APRILE 2015 – A 19 anni dal Massacro di Eldorado, la riforma agraria non è stata fatta. intervista a João Paulo Rodrigues, del Coordinamento MST  (di Bruno Pavan e Rafael Tatemoto -  Brasil de Fato) + Alcune mobilitazioni in corso   Il mese di aprile è stato segnato da numerose mobilitazioni. La possibilità della cancellazione di diritti storici ha fatto sì che sindacalisti, partiti di sinistra e organizzazioni popolari cominciassero un processo di lotte unitarie. Si può quindi utilizzare l’espressione Aprile Rosso. Sono state fatte fino ad oggi numerose iniziative (VEDI IN BASSO)  e nuove azioni sono in corso e ci saranno per tutto il mese.  L’Aprile rosso è un mese di mobilitazioni in ricordo del massacro di Eldorado del 1996   Valutazioni delle giornate di lotta e speranze Vogliamo denunciare la paralisi della riforma agraria e l’offensiva dell’agrobusiness sulle terre indigene, nelle aree di salvaguardia ambientale, come in Amazzonia, e l’eccessivo uso di veleni agricoli. Oltre a questo l’aumento di azioni criminali molto legate al latifondo improduttivo (come a Eldorado) che continuano a colpire i senza terra. Secondo obiettivo è rivendicare dal governo l’insediamento immeditato di tutte le famiglie accampate, oggi 130.000. Vogliamo la costruzione di una PAC (programma di accelerazione della crescita) per la Riforma Agraria, per risolvere i problemi delle infrastrutture, strade, energia elettrica, garantire il rifornimento di acqua e assistenza sanitaria negli insediamenti, migliorare la politica del credito che possa valorizzare la produzione di alimenti sani dell’agroecologia, in particolare a favore di giovani e donne e una politica per l’agroindustria.  Infine riteniamo che sia un momento opportuno per dialogare con la società su una nuova politica agraria che produca alimenti, ma che possa anche garantire ai giovani di restare nelle campagne democratizzando le terre e migliorando le condizioni di vita della popolazione.   19 anni dal massacro. Cosa è cambiato? E’ stata una decisione dello stato massacrare quei lavoratori. E’ stata una tragedia per i contadini brasiliani, ma la ripercussione di quel fatto ci ha portato a mettere all’ordine del giorno il tema della riforma agraria, segnalare che in Amazzonia esiste un problema concreto di lotta per la terra e denunciare la violenza nelle campagne. Il punto negativo è che la riforma agraria non è stata fatta a quasi 20 anni dal massacro. Questo ci preoccupa. Ci sono ancora fazende improduttive con pistoleiros, militanti del MST perseguitati ecc.    Il MST è contro la terziarizzazione del lavoro. Questo progetto può colpire i lavoratori delle campagne? I lavoratori rurali sono quelli che vivono le condizioni di lavoro peggiori. Chi lavora per esempio nelle piantagioni di canna vive condizioni analoghe alla schiavitù. Molti lavoratori sono danneggiati dall’uso di veleni agricoli. Nelle campagne ci sono quasi 3 milioni di salariati, ma solo 1,2 milioni hanno il libretto di lavoro. Sono già precarizzati per natura. Con questa proposta di legge la loro situazione può peggiorare ancora perché quello che oggi possiamo denunciare come illegale diventerebbe la norma.   La congiuntura politica in Brasile è difficile in questo momento… Non siamo preoccupati per la congiuntura, abbiamo vissuto momenti simili, siamo in lotta da 30 anni e conosciamo i periodi di crisi. Riteniamo che le decisioni che sta assumento il Congresso creeranno contraddizioni. Il progetto di legge della terziarizzazione deve passare al Senato che ha già detto che non lo approverà così. Contiamo sulla possibilità di un veto totale o parziale di Dilma… Ci sono altri progetti che ci preoccupano come quello sulla diminuzione della maggiore età penale, siamo assolutamente contrari e combatteremo, il rischio della liberalizzazione dell’uso di armi…. Saranno occasioni di politicizzare di nuovo la popolazione per discutere su quale modello di paese e democrazia vogliamo per i prossimi anni. L’aspetto positivo è che si apre una nuova agenda di lotte che non consta solo di rivendicazioni economiche, ma anche di diritti sociali e questo è molto importante per politicizzare i giovani.   Il governo Dilma ha nominato da un lato Kátia Abreu al ministero dell’ Agricoltura e, dall’altro, Patrus Ananias allo Sviluppo Agrario  e Mária Lúcia Falcón all’INCRA… Siamo preoccupati, siamo a 100 giorni dall’inizio del secondo mandato e fino a ora abbiamo avuto solo buone parole, nessuna decisione ufficiale del governo su quante famiglie saranno insediate, quale sarà l’ammontare del credito… E’ importante che il governo scelga bene l’equipe ministeriale ma la responsabilità è di Dilma. Non vogliamo soffermarci sul fatto che un ministro è cattivo (Katia Abreu) o la presidente dell’Incra è buona. Riteniamo che il problema sia la direzione che assume il governo. Può metterci chi vuole a parlare con noi purchè esistano meccanismi e soldi per fare una politica agricola. Comunque è stato molto negativo per i settori progressisti e la sinistra che la presidente abbia fatto un’alleanza con i settori politici più conservatori mettendo  Kátia Abreu all’Agricoltura e Joaquim Levy a guidare la politica economica. Il risultato delle elezioni di ottobre è frutto dell’azione dei settori progressisti. Queste alleanze non si giustificano né con il rapporto di forze né con lo scenario economico. Dilma sbaglia creando molti problemi con la base che ha sostenuto la rielezione. Il MST continuerà a lottare denunciando gli atti di queste persone infiltrate in un governo che ha vinto sventolando un’altra bandiera. La scelta di Patrus e della  Falcón è stata importante ma se non hanno fondi e infrastrutture per la riforma agraria saranno logorati. Il MST non li appoggerà solo perché sono bravi compagni. Il MST appoggia le politiche e non le persone. Dilma deve dire che intenzioni ha rispetto alla riforma agraria.    E’ stato annunciato un Piano Nazionale di Riforma agraria. Che posizione ha il MST? Costruire piani è una cosa buona ma noi abbiamo problemi reali, le 130.000 famiglie accampate. Ogni discussione in futuro passa per la soluzione di questa questione emergenziale. La riforma agraria è una fagiolata:  ha bisogno di odori, un insieme di ingredienti, ma se non ci sono i fagioli (cioè la terra) resta solo una buona idea. Se non si risolve il problema delle famiglie accampate, difficilmente si potranno soddisfare le altre richieste. La condizione per aver un buon dialogo è un programma massiccio di insediamenti.  ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++   Alcune delle mobilitazioni in corso: BAHIA 11 occupazioni: Conjunto São Rafael (Nova Ibiá), Fazenda Santa Rita de Juazeiro (Casa Nova), Fazenda Saco da Arara e Marruagem (Santa Brígida), Fazenda Santa Maria (Santa Luz), Fazenda Gameleira (Teodoro Sampaio), Fazenda da CEPLAC (São Sebastião do Passé), Fazenda São Desidério e Fazenda São Francisco (São Desidério). La prospettiva è che il numero si raddoppi nei prossimi giorni e entro fine mese siano occupate 30 aree. Circa 2000 famiglia si sono accampate fino ad ora   PERNAMBUCO  15 occupazioni fino ad ora che hanno coinvolto 1800 famiglie. Tra le occupazioni: Engenho Condadinho (Condado), Fazenda Sossego (Cabrobó), Latifondi sono stati occupati a Belmonte, Palmares, Inajá, Caruaru, Itaquitinga, Cortês e Gravatá, oltre ad una area della Chesf a Petrolândia.   PARANÁ, 13 strade statali e federali bloccate…..   PARA  Le 300 famiglie che occupano la   Fazenda Peruano, area grillata, distante 12 km dal luogo del massacro verranno insediate dopo 11 anni di accampamento. Grande atto ecumenico alla presenza del ministro dello sviluppo agrario  Patrus Ananias     MATO GROSSO. Occupazione  Fazenda Capão Quente, de 4.250 ettari  (Guapé) e un’area nel comune di Campo do Meio.  .    SAO PAULO Occupazione Fazenda Paraiso (Lucianópolis), area della Louis Dreyfus Commodities Agroindustrial S/A grande produttrice di succo di arancia che non offre condizioni di sicurezza ai lavoratori. Montato un accampamento di fronte alla fazenda  Caximba (Apiaí). A Teodoro Sampaio, occupata la sede della Caixa Econômica Federal . Occupata Nova União e, per la 13° volta la fazenda Martinópolis, a Serrana.   ALAGOAS. Occupazione fazenda Flor da Serra (Olho D’Água do Casado) e della fazenda Santa Fé (tra Delmiro Gouveia e Água Branca)   RIO GRANDE DEL SUL. Manifestazione davanti alla federazione del commercio di beni e servizi, occupazione di una fazenda nell’area di Tapes.