Expo a Milano o a Lampedusa? di Joao Pedro Stedile (e altri doc di Stedile e via campesina su Expo)

  • Expo a Milano o a Lampedusa? (3 maggio 2015)
  • I-            La fame nel mondo...
  • Ci sono nel mondo più di un miliardo di persone che soffrono la fame tutti i giorni. Nessuno di loro sa dove stia Milano nella carta geográfica.
  •  Ci sono nel mondo più o meno 50 transnazionali che controllano il commercio mondiale di cereali, latticini, alimenti in generale, oltre a controllare veleni, fertilizzanti chimici e supermercati. Loro saranno a Milano.
  • Negli anni 50, l’allora direttore generale della FAO, il brasiliano  Josué de Castro sosteneva, nel libro “Geografia della Fame”,  che questo problema non derivava da cause naturali, ma era risultato del modo in cui imprese e governi controllavano i prezzi, la produzione e la distribuzione degli alimenti nel mondo.
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  • II-        Le cause della fame...
  • Le grandi imprese dell’agrobusiness, intrecciandosi con il capitale finanziario, controllano l’accesso ai beni della natura, terra, acqua, biodiversità. Controllano il commercio dei prodotti agricoli. Impongono i loro prezzi e i loro tassi di profitto. Indipendentemente dal costo di produzione e dal paese.
  • Hanno imposto la proprietà privata di esseri viventi come le sementi, attraverso la registrazione dei semi transgenici., per ottenere maggiori profitti attraverso la vendita combinata dei semi e dei veleni. Siccome nessuno sa quali siano realmente i loro  effetti sulla salute umana dovrebbe almeno essere rispettato il diritto alla precauzione!
  • Loro non producono alimenti, producono solo merci in cambio di profitto. Vogliono trasformare il mondo in un grande  porcaio, dove ogni essere umano possa comprare, se ha i soldi, lo stesso cibo, a  Honk-kong, Città del Messico. Los Angeles, Londra, Città del Capo, Mumbay....
  • Le imprese transnazionali impongono la monocultura,  su larga scala, alla ricerca del massimo profitto. Uccidono la biodiversità con i loro veleni., alterano il clima e causano molte malattie a tutti gli esseri umani con i loro prodotti tossici.
  • E poi guadagnano ancora più denaro vendendo le medicine per curare quelle malattie che loro stesse hanno provocato.
  • Le stesse imprese che oggi uccidono la natura con i loro veleni hanno aiutato a uccidere milioni di esseri umani nei campi di concentramento nella seconda guerra mondiale con i loro gas. Più tardi hanno ucciso migliaia di vietnamiti con il loro agente arancio.  E ora distribuiscono glifosato come se fosse necessario!
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  • III-     Quel che vogliamo..
  • Gli alimenti non possono essere merci. Gli alimenti sono un diritto che ogni essere umano possiede per riprodurre la sua vita su questo pianeta insieme a tutti gli altri esseri viventi.
  • Le persone hanno bisogno di alimenti, che sono l'energia riproduttiva della vita sul pianeta.
  • L'essere umano può e deve produrre i suoi alimenti in ogni habitat in cui vive. Così è stato lungo la storia dell'umanità.
  • Il ruolo dei governi e degli stati è sviluppare politiche pubbliche di appoggio all'organizzazione della produzione di alimenti in ogni regione.
  • Ma la maggioranza dei politici e dei governi sono stati sequestrati dagli interessi delle grandi imprese, che finanziano le loro campagne e i loro interessi.
  • Noi movimenti di agricoltori sosteniamo l'adozione delle tecniche dell'agroecologia, come forma per produrre più alimenti sani e in equilibrio con gli altri esseri viventi della natura.
  • Chi  soffre la fame, non ha lavoro, terra, acqua e reddito lì dove vive non è colpevole!
  • Certamente non si risolverà il problema della fame, realizzando esposizioni per migliorare l'immagine delle imprese che causano la fame.
  • Se vogliarmo realmente combattere la fame sarebbe meglio organizzare un'esposizione di alimenti e pratiche produttive a Lampedusa.
  • (1)Joao Pedro Stedile, brasiliano di origine trentina, militante della Via campesina internazionale e della causa della sovranità alimentare.  (3 maggio 2015)

 

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  • Messaggio di Joao Pedro Stedile sull’EXPO
  •   (4 febbraio 2015)  
  • Gli Alimenti non possono essere Merci, sono un Diritto Umano!
  • Cari amici e amiche della città di Milano, e cittadini di tutto il mondo!
  • Stiamo seguendo dal Brasile, insieme ai movimenti contadini di Via Campesina Internazionale, i preparativi per EXPO Alimentazione, che le multinazionali e i governi al loro servizio stanno organizzando nella città di Milano.
  • Purtroppo, negli ultimi anni, con la globalizzazione del capitale finanziario e l’internazionalizzazione del capitalismo, le grandi corporazioni e le loro banche stanno impossessandosi dell’economia mondiale. Vogliono trasformare tutto in merce.
  • L’unico obiettivo delle loro attività è proprio il massimo profitto.
  • Per loro non ha alcuna importanza se è necessario distruggere la natura, squilibrare l’ambiente, porre fine alle riserve di minerali , di acqua e altri beni necessari.
  • A loro non interessano le condizioni di vita delle persone, del popolo.
  • Sono vere e proprie sanguisughe, che si nutrono della vita delle persone.
  • Durante la rivoluzione verde negli anni 60, per introdurre un uso massiccio di input chimici, hanno promesso che avrebbero eliminato la fame.
  • A quel tempo, c’erano 60 milioni di affamati. Dopo 50 anni di questo modello predatore, oggi, secondo la FAO, siamo vicini al miliardo di persone che soffrono la fame, ogni giorno.
  • Per la prima volta nella storia dell’umanità, la popolazione ammucchiata nelle grandi aree urbane ha superato il 50% del totale. Per l’espulsione di milioni di contadini dalle loro terre e l’impossibilità di avere condizioni minime di vita nelle loro comunità.
  • Milioni di esseri umani devono migrare dai loro paesi, sono dei veri rifugiati economici del capitale.  Dovrebbero accamparsi davanti alle banche, in Europa e negli Stati Uniti.
  • Questo 2014 è stato l’anno più caldo nella storia del nostro pianeta. La biodiversità e la vita di tutti gli esseri viventi, compreso l’uomo, è a rischio sul nostro pianeta.
  • La colpa di tutto questo è l’avidità di guadagno del capitalismo praticato da queste imprese.
  • Noi del Movimento Senza Terra e di Via Campesina e migliaia di scienziati e ricercatori difendiamo un altro modello di produzione agricola. Un modello basato sull’agroecologia, in equilibrio con l’ambiente, che non usa veleni in natura. Che ha come priorità non il profitto, ma il cibo sano.
  • Un modello che da priorità al lavoro, all’occupazione e alla vita delle persone e e alla biodiversità del pianeta.
  • Consideriamo un affronto l’iniziativa di Expo della Alimentazione di Milano.
  • Si tratta di una manifestazione ipocrita e manipolata dalle imprese, è solo uno strumento di propaganda ideologica, per ingannare la popolazione per mezzo di una falsa propaganda.
  • Per questo ci rallegra vedere che ci sono molte persone, realtà e organizzazioni popolari e politiche in Italia, che stanno denunciando questa farsa.
  • Continuiamo a denunciare le multinazionali! Continuiamo a difendere un altro modello di produzione agricola per il nostro pianeta.
  • Noi qui , in Brasile e in America Latina, continueremo la nostra lotta, instancabili, fino a quando riusciremo a sconfiggerli, nell’unità,
  • indispensabile per questo, di contadini e cittadini.
  • Un grande abbraccio a tutti
  • Joao Pedro Stedile – Movimento dei Lavoratori Sem Terra- Brasile

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  • Via Campesina internazionale - collettivo Terra, acqua e territorio (febbraio 2015)
  • Da 20 anni Via Campesina denuncia i continui attacchi delle multinazionali contro le popolazioni mondiali, con la complicità dei governi e la presenza di leggi e regolamenti che favoriscono il saccheggio e la contaminazione dei territori in tutto il mondo.
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  • Oggi siamo di fronte ad una nuova dimostrazione di impunità, i responsabili della  fame e della disuguaglianza costruiscono un evento pieno di ipocrisia che, lungi dal'approfondire la ricerca di una soluzione alla fame nel mondo, vuol essere un altro spettacolo montato per incoraggiare il consumo e la distrazione.  Da ogni campo, dalle montagne e dalle colline del mondo, dalle acque e fiumi gli agricoltori, pescatori, popoli indigeni, pastori del  mondo alzano la loro  voce per protestare e mobilitarsi
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  • Nutrire il pianeta, energia per la vita  Miliardi di euro sono stati  investiti in un mega evento, una fiera internazionale in cui le corporazioni mondiali vengono a Milano per dimostrare la loro presenza e la loro macchina pubblicitaria, questo è l'inizio di EXPO 2015.
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  • Le multinazionali che operano in tutti i continenti del mondo, come è il caso delle sementi e dell'industria chimica, industrie alimentari, banche internazionali, 145 Paesi, centinaia di ONG e fondazioni, molte di esse finanziate da alcuni di questi stessi paesi o di queste multinazionali o banche, si sono riuniti sotto lo slogan di "nutrire il pianeta energia per la vita …".
  • Imprese e  imprenditori, che ottengono enormi profitti riducendo i costi di produzione, sfruttando i loro lavoratori e ricevendo  fondi pubblici per aumentare ulteriormente i loro profitti, si sono riuniti in una fiera che non contribuisce alla lotta contro la fame.
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  • Centinaia di paesi partecipanti che sostengono questa iniziativa, sono privi nei loro territori di quella che noi chiamiamo la sovranità alimentare, centinaia di paesi e governi che promuovono EXPO, hanno ceduto o sono complici, sotto la pressione delle multinazionali delle sementi, dell'agrochimica, dell'alimentazione e della grande distribuzione, che  impongono i propri prodotti industriali, rompendo l'equilibrata tradizione millenaria di culture legate alla terra.
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  • Expo viene a mostrare il lato sociale delle corporazioni, la "responsabilità sociale delle imprese".I produttori di contaminazione e morte, generatori di energie inquinanti come quelle petrolifere o minerarie, estraggono, senza rispetto per la Madre Terra, energia che inquina il pianeta, energia sporca che inquina l'aria, che distrugge il paesaggio e gli esseri viventi, che toglie vita al pianeta.
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  • Durante le giornate di EXPO, saranno presenti anche le controparti di queste imprese energetiche, che offrono un'alternativa che non inquina l'aria, ma sostituiscono campi agricoli che producono alimenti con impianti di energia solare, sostituiscono l'equilibrio vitale di un bosco con la continua rotazione delle pale eoliche, centinaia di ettari nel mondo occupati da produttori di energia, quell'energia che garantisce la continuazione della macchina del consumo, l'energia che mantiene in città persone che prima convivevano con la natura e sono stati costretti a emigrare nelle città del mondo.
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  • L'asse di EXPO è diretta  fin dall'inizio a valorizzare la produzione alimentare industriale, le grandi catene di distribuzione, che sfruttano i popoli del mondo che producono la vita con la terra, l'acqua, l'aria, il sole come energia; le popolazioni autoctone di questo mondo non ci saranno in EXPO, non saranno protagoniste; i pescatori artigianali del mare aperto o delle acque interne, che ogni notte sono fuori con le loro barche, e sentono la pressione della pesca indiscriminata delle  multinazionali ad alto impatto ambientale, non saranno neppure loro nelle liste ufficiali, né in EXPO, a figurare come quelli producono alimentazione con i frutti del mare del pianeta.
  • Le braccianti ed i braccianti giornalieri, i lavoratori rurali senza terra, le famiglie contadine che con le loro mani e la cultura contadina piantano  e raccolgono i frutti della terra, che vedono ogni giorno che il loro sforzo e la loro produzione sono minacciati dall'attacco delle industrie agrochimiche e dei  semi, che  impongono i loro prodotti e modificano l'ambiente e il clima con l'inquinamento, queste famiglie rurali non figurano nei rapporti ufficiali, come i produttori di un'alimentazione sana e della salvaguardia del territorio.
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  • I pastori nomadi e seminomadi  di tutti i continenti del mondo, che curano e pascolano nei  boschi e prati, contribuendo a mantenere l'equilibrio naturale con la rotazione del transito dei loro greggi,  che producono latte e derivati del latte, che lottano contro le regole imposte dalle grandi imprese, contro le leggi pensate per l'industria,  quella che opprime i piccoli produttori, limitandoli ed espellendoli.
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  • Tutti loro, Noi, non siamo inclusi da questi  145 governi del mondo, nè dalle multinazionali, né dalle ONG o fondazioni, che ci nominano solamente, nominano solo il problema della fame nel mondo, senza approfondire, senza voler cambiare nulla, solo come  opportunità di acquisire nuovi mercati. Loro sono i protagonisti di EXPO.
  • Le multinazionali possono nutrire il pianeta solo col cibo spazzatura, riducendo i costi di produzione e moltiplicando i profitti e la violazione dei diritti.
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  • Le multinazionali dei semi come la Monsanto (USA), Dupont (USA), e Syngenta (Svizzera), Groupe Limagrain (Francia), Nestle, Unilever, Coca Cola ... non possono stare nelle vetrine del  mondo come generatori di vita, quando sono loro i più grandi  distributori di contaminazione e di morte, e quando l'uso di erbicidi e di derivati dal petrolio in agricoltura sta spegnendo il pianeta.
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  • Le contadine ed i contadini, i pastori, i pescatori artigianali, i popoli indigeni del mondo, producono cibo sano per il mondo. Più del 60% della terra coltivata in questo mondo è lavorata da piccoli agricoltori , sono gli artigiani millenari che dall' acqua e dalla terra producono cibi che alimentano oggi il mondo, cibi che vengono acquistati a prezzi bassi dalla grande distribuzione.
  • Questi grandi distributori saranno presenti in EXPO, quelli che producono dalla terra e dall'acqua, NO !